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arte contemporanea, collettiva MUSEO DI PALAZZO POGGI ​ Via Zamboni 33 Bologna 40126

Bologna - dal 4 novembre 2005 all'otto gennaio 2006

La scienza allo specchio dell’arte

La scienza allo specchio dell’arte
MUSEO DI PALAZZO POGGI
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Via Zamboni 33 (40126)
+39 0512099398 , +39 0512099402 (fax)
museopoggi.organizzazione@unibo.it
www.museopalazzopoggi.unibo.it
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In occasione delle Celebrazioni per il IV Centenario della morte di Ulisse Aldrovandi sarà presentato al pubblico il nuovo allestimento della sala Aldrovandi e inaugurata la mostra La scienza allo specchio dell’arte
orario: tutti i giorni 10-17
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 4 novembre 2005. ore 17.30
editore: ALLEMANDI
curatori: Donatella Biagi Maino, Walter Tega
genere: documentaria, altro

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comunicato stampa
Doppio evento al Museo di Palazzo Poggi il giorno 7 ottobre alle ore 18.00.
In occasione delle Celebrazioni per il IV Centenario della morte di Ulisse Aldrovandi sarà presentato al pubblico il nuovo allestimento della sala Aldrovandi e inaugurata la mostra La scienza allo specchio dell’arte


Per la Celebrazione ufficiale di Ulisse Aldrovandi il Comitato nazionale per le Celebrazioni del IV centenario aldrovandiano e il Museo di Palazzo Poggi presenteranno il riallestimento del Museo Aldrovandi secondo la disposizione data alla sala da Giovanni Capellini per celebrare il III Centenario della morte del grande naturalista bolognese.
L’allestimento è stato realizzato utilizzando gli arredi che, sul modello di quelli settecenteschi, furono costruiti nel 1907 e ripropone, secondo la suddivisione aldrovandiana in tre Regni - minerale, vegetale e animale - reperti naturalistici, acquarelli, matrici xilografiche, volumi a stampa.
Il progetto per il pieno recupero e per la fruibilità del Museo Aldrovandi mostrerà nuovamente riunite tutte le tavolette xilografiche (oltre 4000 esemplari) che Aldrovandi aveva fatto predisporre per l’edizione a stampa dei volumi della sua Storia Naturale, i 14 volumi delle opere a stampa, incluso l’Antidotarii Bononiensis, l’intero Corpus delle tavole acquarellate (17 tomi di tavole di piante, fiori, frutta e animali), l’Historia Naturalis di Plinio con postille marginali autografe di Aldrovandi e il ritratto di Aldrovandi eseguita da Pelagio Palagi.
Il riallestimento ha previsto inoltre la messa in funzione di un nuovo e avanzato sistema di illuminazione realizzato per garantire condizioni ideali per la conservazione e la fruizione dei reperti.

Con quest’iniziativa si intende restituire la peculiarità del Museo o Microcosmo di Natura di Aldrovandi, un vero e proprio laboratorio scientifico, organizzato secondo metodi e tassonomie lungamente meditate dal naturalista e condivisi con le élites scientifiche del secondo Cinquecento. Si tratta infatti di un esempio, tra i più antichi in ordine di tempo e tra i più completi a tutt’oggi, di transizione da un collezionismo di mirabilia, volto a generare stupore e ammirazione, a una concezione dell’esemplare di natura come fonte per la descrizione e la classificazione naturalistica e come momento di analisi e di verifica di teorie e modelli interpretativi.



Ulisse Aldrovandi (1522 – 1605) Laureatosi in medicina nel 1553, fu Umanista, scienziato e filosofo, primo professore di storia naturale nello Studio bolognese e collezionista straordinario fu protagonista delle cultura del suo tempo e maestro di metodo e di dottrina per la posterità.
Nominato nel 1568 direttore dell'Orto Botanico bolognese da lui istituito, raccolse un importante museo ricco di piante, animali e minerali, che costituì il primo tentativo di conservare e presentare allo studio e all'osservazione degli scienziati e del pubblico i prodotti della natura. Il museo di Aldrovandi fu la base della sua enciclopedia naturalistica, di cui in vita pubblicò il De animalibus insectis e l'Ornithologiae, l’Antidotarii Bononiensis il primo prontuario per la corretta composizione dei medicamenti ad uso dei farmacisti. Videro la luce postumi, tra gli altri, la Dendrologia e il Musaeum metallicum. Il suo Erbario è uno dei più antichi giunti sino ai nostri giorni, e senz'altro uno dei più ampi del suo tempo. Iniziato molto probabilmente nel 1551 ed ampliato da Aldrovandi durante tutta la sua vita, arrivò a comprendere più di 5000 campioni suddivisi in 15 volumi rilegati
Tra le sue opere risulta anche una Storia naturale illustrata nata dalla collaborazione con noti artisti e con gli spiriti scientifici più importanti del suo tempo. Aldrovandi costituisce senza dubbio una delle punte più avanzate della cultura europea del tardo-rinascimento e una delle figure più importanti della tradizione scientifica moderna.



Il giorno 7 ottobre 2005 sarà anche inaugurata nelle sale del Museo di Palazzo Poggi, la mostra LA SCIENZA ALLO SPECCHIO DELL’ARTE, promossa dall’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna nell’ambito di Cronobie, manifestazione ideata dal Comune di Bologna sui temi della scienza.

Organizzata dal Museo di Palazzo Poggi unitamente a UniboCultura, alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, all’Orto Botanico, all’Archivio Storico dell’Università, all’ENEA, sede di Bologna, l’esposizione, curata da Donatella Biagi Maino e Walter Tega, intende recuperare visivamente la storia del settecentesco Istituto delle Scienze, grandiosa struttura del sapere unica per novità di progetto e finalità istituzionali nell’Europa dei lumi, attraverso le immagini di quanti ne fecero la storia. Saranno infatti esposti, accanto ai ritratti di Clemente XI (un raro dipinto di C.Maratti, mai esibito al pubblico) e Benedetto XIV (di P.Subleyras), i pontefici che ne permisero l’apertura e la rifondazione a metà secolo, il busto in marmo del suo ideatore e fondatore, il conte generale Luigi Ferdinando Marsili, uomo d’arme, di lettere e di scienze, il ritratto di un altro mecenate, M.A.Collina Sbaraglia, rara opera di Donato Creti, e quindi le effigi degli scienziati attivi per l’Istituto, da Eustachio Manfredi, eccellente astronomo, a Laura Bassi, professore di fisica, celebre anche nella qualità di scienziata, Lelio Trionfetti, naturalista, Giovanni A.Galli, che ebbe la prima cattedra di ostetricia della storia sino a Luigi Galvani, ultima gloria della scienza bolognese settecentesca. Un universo di conoscenze che si dispiega nel ricordo di quanti fecero il progresso delle scienze naturali, ed apre alle altre sale del museo che recuperano quelle che furono le Camere dell’Istituto delle Scienze, in un allestimento il più possibile fedele all’antico.
L’esposizione prosegue con una assoluta novità, la presentazione al pubblico della iconoteca del grande botanico Ferdinando Bassi, straordinaria raccolta di ritratti all’acquarello di scienziati dall’antichità al Settecento eseguiti per la maggior parte da Gaetano Gandolfi, uno dei pittori più celebri all’epoca in Italia. La raccolta consta di 150 ritratti, passati per eredità dall’Istituto delle Scienze all’Università di Bologna; la qualità delle opere, che vedono l’effigie del ritrattato al centro di complesse incorniciature costituite da oggetti di natura indagati al microscopio, ne fa un unicum tra le raccolte a tema del periodo. Il rapporto tra arti del disegno e scienze di natura, teorizzato dal Marsili ad apertura di secolo, trova in questa raccolta esemplare l’espressione visiva sceltissima, di grande fascino.
La mostra, che rimarrà aperta sino all’8 gennaio 2006, si avvale, per la seconda sezione, del contributo di Profilati Spa, e sarà accompagnata da due volumi di scritti, entrambi a cura di D.Biagi Maino, il primo relativo alle Accademie dell’Istituto delle Scienze il secondo alla raccolta dei ritratti del Bassi, editi entrambi da Umberto Allemandi & C. Società editrice, Torino.
 
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