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arte contemporanea, collettiva PINACOTECA DELL'ACCADEMIA DEI CONCORDI - PALAZZO ROVERELLA ​ Via Giuseppe Laurenti 8/10 Rovigo 45100

Rovigo - dal 21 gennaio al 4 giugno 2006

Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara. Da Bellini a Dosso a Tiepolo
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PINACOTECA DELL'ACCADEMIA DEI CONCORDI - PALAZZO ROVERELLA
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Via Giuseppe Laurenti 8/10 (45100)
+39 0425460093 , +39 042527993 (fax), +39 3483964685
info@palazzoroverella.com
www.palazzoroverella.com
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oltre 150 opere tra l’influenza (e gli artisti) della Serenissima Repubblica e quelli del contiguo Ducato Estense, dal XV al XVIII secolo
orario: feriali e festivi 9-19; sabato 9-23
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 9 €; ridotto 7 € (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate); gratuito (bambini fino ai 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, militari in divisa). Gruppi (almeno 20 persone) 7 € (gratuito per l’accompagnatore); gruppi scolastici 5 € (gratuito per 2 accompagnatori). Visite guidate per gruppi (massimo 25 persone): adulti 70 € - scuole 55 €
L’ingresso alla Chiesa di San Francesco e alla Rotonda è gratuito
vernissage: 21 gennaio 2006.
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: alessia vedova
autori: Giovanni Bellini, Pietro Bellotti, Giuseppe Maria Crespi, Garofalo Crespi, Girolamo da Carpi, Pietro della Vecchia, Battista Dossi, Dosso, Girolamo Forabosco, Palma il Giovane, Palma il Vecchio, Alessandro Longhi, Sebastiano Mazzoni, Giuseppe Nogari, Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, N. Rondinelli, Scarsellino, Gambattista Tiepolo, Pasqualino Veneto
telefono evento: +39 042521530
genere: arte antica, collettiva
email: cedi@turismocultura.it
web: www.anonimatalentisrl.it

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comunicato stampa
C’è da scommettere che pochi pensano a Rovigo come ad una città d’arte, anzi ad una vera e propria capitale dell’arte italiana. Sarà quindi una straordinaria scoperta poter ammirare, raccolte in una grande mostra, le autentiche “Meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara” che il capoluogo de Polesine conserva nelle proprie raccolte pubbliche e private.

Ad accogliere questa amplissima rassegna (oltre 150 opere) sarà, dal 22 gennaio al 4 giugno 2006, Palazzo Roverella, lo storico edificio “firmato” da Biagio Rossetti, restaurato dal Comune di Rovigo, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e destinato ad ospitare, dopo la mostra, un nuovo allestimento della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi.

E’ proprio dall’Accademia fondata dai nobili locali nel 1580 che giunge il corpus centrale delle opere in mostra. La stessa Accademia ha, nel 1982, accolto le splendide opere del Museo del Seminario e anche di questa superba raccolta d’arte la mostra da conto. Dalle chiese e dagli edifici del territorio, ma anche da numerose, importanti collezioni private, giungono altre opere, testimonianza di una attenzione e di un gusto per il grande collezionismo, colto, aperto e attento ai fatti nuovi dell’arte.

La mostra, voluta dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con la collaborazione della Accademia dei Concordi, coordinata scientificamente da Vittorio Sgarbi e curata da Alessia Vedova, continua in due sedi cittadine: la neoclassica chiesa di San Francesco, ricchissima di capolavori di scuola ferrarese, e la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, conosciuta come “La Rotonda”, interamente rivestita da teleri veneziani. Da qui, un itinerario consentirà a chi vorrà approfondire, il raggiungere pale d’altare, affreschi, tele che arricchiscono monasteri, conventi, parrocchiali, ville e palazzi di questa silenziosa e nascosta “Terra tra i due Fiumi”.

L’indicazione “Da Bellini a Dosso a Tiepolo”, che completa il titolo della rassegna, non è l’usuale titolo “acchiappattenzione” ma l’indicazione di un preciso percorso che rimbalza tra l’influenza (e gli artisti) della Serenissima Repubblica e quelli del contiguo Ducato Estense, lungo un ampio arco di tempo, dal XV al XVIII secolo, durante il quale i grandi fatti artistici incalzanti si sono succeduti depositando in questo territorio testimonianze decisamente "meravigliose".

E' molto sorprendente, ad esempio, trovare a Rovigo ben due tavole di Giovanni Bellini, che non esistono nei musei di città venete consorelle ben più ricche e importanti, una "'Madonna col Bambino" dai riflessi mantegneschi e un "Cristo portacroce" di temperie giorgionesca, tanto da essere stato attribuito addirittura anche al grande maestro di Castelfranco Veneto. Accanto al grande Giovanni Bellini ecco poi una bella schiera di belliniani come N. Rondinelli, Pasqualino Veneto e i pittori da Santacroce.

E' molto sorprendente trovare qui ben due dipinti di Palma il Vecchio, tra i quali una "Flagellazione di Gesù" che rappresenta un momento particolare nell'evoluzione di questo maestro affascinato dalla lezione giorgionesca. Spicca inoltre una “Sacra Conversazione” di temperie tardo-belliniana.

E poi naturalmente in questa zona di confine, ecco le splendide testimonianze dell'arte ferrarese offerte da opere di Dosso e Battista Dossi, di Girolamo da Carpi, dello Scarsellino.

Il Cinquecento si chiude dopo il sopravvento dell'egemonia veneziana su quella estense, con mirabili tele di Palma il Giovane e di altri manieristi, opere che conducono in quell'area di pittura inquieta che caratterizza il Seicento Veneto. E di questo secolo problematico qui rimangono meravigliose testimonianze offerte da capolavori di Sebastiano Mazzoni e Girolamo Forabosco e da opere di Pietro Bellotti e Pietro della Vecchia.

Poi si giunge alla grande stagione del Settecento veneziano e si incontrano maestri come Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari, Alessandro Longhi. Tra questi dipinti spicca quello straordinario capolavoro di Giambattista Tiepolo che è il "Ritratto di Antonio Riccobono", un unicum nell'attività del pittore, realizzato grazie a committenti rodigini, conosciuto in tutto il mondo.

La mostra presenta inoltre una serie di opere appartenenti a chiese del Polesine che rivelano l'appartenenza a lungo dell'area sulla riva sinistra del Po al Ducato di Ferrara e quindi saranno presenti significative pale d'altare di maestri emiliani come Garofalo e Giuseppe Maria Crespi. La successiva presenza della Serenissima si caratterizza principalmente per la singolarissima, fastosa decorazione della Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, detta La Rotonda di Rovigo, che sarà strettamente collegata alla mostra (unitamente alla chiesa di San Francesco della stessa città, che conserva mirabili opere di scuola ferrarese) per la presenza di un ciclo decorativo di teleri eseguiti dai maggiori pittori del Seicento Veneto.
 
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