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arte contemporanea, collettiva GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE / REFETTORIO DELLE STELLINE ​ Corso Magenta 59 Milano 20123

Milano - dal 17 novembre 2005 al 21 gennaio 2006

Gli "Affichistes" tra Milano e Bretagna
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GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE / REFETTORIO DELLE STELLINE
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Corso Magenta 59 (20123)
+39 0248008015 , +39 024814269 (fax)
galleriearte@creval.it
www.creval.it
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Un percorso nella storia di artisti che hanno segnato in modo significativo l’evoluzione dell’arte dall’immediato dopoguerra fino agli anni ’70
orario: da lunedì a sabato 10-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 novembre 2005. ore 18.30
catalogo: in mostra
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
curatori: Dominique Stella
autori: François Dufrêne, Raymond Hains, Asger Jorn, Mimmo Rotella, Jacques Villeglé, Wolf Vostell, Gil J. Wolman
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Un percorso nella storia di artisti che hanno segnato in modo significativo l’evoluzione dell’arte dall’immediato dopoguerra fino agli anni ’70. È questo il programma espositivo della mostra Gli "Affichistes" tra Milano e Bretagna, promossa dal Gruppo Credito Valtellinese per la Galleria di Corso Magenta a Milano.

Un centinaio di opere esposte approfondisce il legame artistico e d'amicizia tra François Dufrêne, Raymond Hains, Mimmo Rotella, Jacques Villeglé e ci fanno scoprire Wolf Vostell, Gil J Wolman e Jorn, che a loro volta hanno esplorato il collage in seguito rielaborato nel décollage.
L’esposizione offre diversi lavori di grande formato di oltre m 2x3 fra cui gli Affiches Lacérées di Villeglé del ’49 che anticipano la tipologia propria degli Affichistes, due rare Marilyn del ‘63 e preziose piccole opere del primo Rotella risalenti agli anni Cinquanta, come Roma del ’58 e Mistico del ’54. Dal Frac Bretagne arriva Prix choc del ‘95, un’opera costituita da 20 pannelli realizzata a quattro mani da Gilles Mahé e Jacques Villeglé. Di Raymond Hains spiccano cinque serigrafie di manifesti della 32ª e 33ª Biennale di Venezia e due décollage su lamiera galvanizzata. Diversi i lavori con la presenza di lettere alfabetiche come Mot Nu Mental del ‘64 di Dufrêne.

La mostra consente di ammirare capolavori provenienti dai maggiori musei francesi, quali Le Centre Pompidou, il MAMAC di Nizza e il MAC di Marsiglia, il Musée d’Art Moderne Saint Etienne e opere di importanti fondi regionali museali d’arte contemporanea: il Frac Loren, il Frac Auvergne, il Frac Bourgogne e in particolare il Frac Bretagne, che sottolinea il ruolo della regione francese nella storia del Gruppo. Due principali artisti, Hains e Villeglé, sono bretoni e la loro appartenenza a questo mondo è stata determinata dalle prime esperienze vissute a Nantes e St. Malo.
La Bretagna infatti è depositaria delle memorie di Pierre Restany che l'ha scelta come sede del proprio archivio, pur essendo cittadino onorario di Milano, città che nel 1960 sotto il suo sguardo ha visto la nascita al Nouveau Réalisme. Sempre a Milano nel 1970 è stato celebrato il decimo compleanno del movimento, durante un grande happening a cui hanno partecipato Rotella, Villeglé, Hains e Dufrêne, di cui si ricorda la performance di poesia sonora “parodia di un Duce ridicolizzato”, alla presenza di tutti i membri del Gruppo dei Nouveaux Réalistes: Spoerri, Tinguely, Raysse, Niki de St. Phalle e Christo.

Dominique Stella, curatrice della mostra sottolinea: "gli Affichistes creano un movimento interno al Nouveau Réalisme e rappresentano una ricerca compiuta in Francia e Italia da esponenti che hanno scelto di esprimersi e di concepire l’opera artistica e poetica, tramite il recupero di supporti pubblicitari già casualmente reinterpretati da lacerazioni o invecchiamenti nel tempo, con l'intenzione di un gesto rabbioso, di negazione e di contestazione del gesto pittorico rappresentato dalle varie astrazioni gestuali.
Per gli Affichistes ciò che conta è la valorizzazione artistica della realtà quotidiana, della città in cui si vive, con lo scopo di rivelarne gli elementi significativi. Utilizzano il supporto del manifesto lacerato, con varianti che testimoniano la soggettività delle esperienze. La loro preistoria risale a tre correnti diverse, ed ebbe inizio con Hains e Villeglé i cui primi "furti" furono compiuti nel 1949 per realizzare un grande affresco incollato su tela nel quale il manifesto costituisce il 'medium pittorico'. Le loro prime esperienze si rifanno alla fotografia e al filmato. François Dufrêne, compagno di Hains e Villeglé, solo nel 1957 si associa al gesto dei suoi amici proponendo il retro di affichage pubblico. Nel 1958 Restany scopre Mimmo Rotella a Roma, le cui prime esperienze furono di poesia sonora fonetica e di fotografia per poi passare al manifesto lacerato prelevato come testimone plastico dell’ambiente urbano. Per Vostell l’ispirazione è differente: l'arte risulta dal processo di azione, cambiamento, rumore, e con i 'décollages' testimonia l'impegno sociale".

Completano l’esposizione un nutrito numero di documenti: libri, lettere e fotografie che testimoniano la nascita, gli intrecci e l’evoluzione del movimento.


La mostra è accompagnata da un catalogo edito dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con testi di: Catherine Elkar, Alain Jouffroy, Jean-Philippe Lemèe, Pierre Restany, Anne Richard, Didier Semin, Dominique Stella, Patrick Beurard-Valdoye, Wolf Vostell.

Il pubblico potrà visitare la mostra sul sito www.creval.it
 
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