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arte contemporanea, collettiva SPAZIO PONTE DELLE LATTE ​ Fondamenta Rio Marin 2427A Venezia 30135

Venezia - dal 17 novembre al 3 dicembre 2005

Puer Aeternus

Puer Aeternus

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SPAZIO PONTE DELLE LATTE
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Fondamenta Rio Marin 2427a (30135)
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collettiva
orario: tutti i giorni tranne la domenica dalle 21 alle 23
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 novembre 2005. ore 21
autori: Adeline Christin, Francesca Ghermandi, Francesco Giusti, Daniele Scarpa Kos
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Il Fanciullo è sempre dietro e davanti a noi.

Marie-Louise von Franz, L’ETERNO FANCIULLO



Nel Puer riconosciamo tutta una gamma mercuriale di « personalità »: la narcisistica, l’ispirata, l’effeminata, la fallica, la curiosa, l’inventiva, la pensosa, la passiva, l’ardente, la capricciosa.

James Hillman, PUER AETERNUS



Sospesi in un’atmosfera tra incanto e sciagura, i bambini di Adeline Christin emergono dalle acque plumbee di canali veneziani; tra le mani oggetti stretti gelosamente, scatole nere di un’età presto obliata. Attraverso impercettibili variazioni di chiaroscuro l’artista scava, perlustra, increspa la struttura anatomica, accentua i segni del tempo, rompe in prismi e sfaccettature la solidità della forma plastica.

Per curarci da paure e incubi d’infanzia, Francesca Ghermandi ci prescrive una PASTICCA. Il disegno delinea con nettezza forme dilatate, flessuose, come viste attraverso la lente effimera di una bolla di sapone; paesaggi surreali dove personaggi uncanny ci guardano con occhi sgranati. E’ facile riconoscersi in questo intreccio di sentimenti primari, nel suo bizzarro repertorio di viventi, colpevoli giocattoli in attesa di liberazione.

Scarpa Kos dipinge la fanciullezza che racconta fiabe agli adulti: all’incerta luce di una lampada, la bimba legge ammiccando sorridente alla vecchina distesa nel letto. Una nonna stanca di recitare filastrocche? La strega cattiva finalmente sconfitta? Il rovesciamento dei ruoli prevede che a vincere sia il più abile affabulatore.

Nell’installazione di Francesco Giusti il latte, alimento del Puer, riempie un bicchiere posato su fotografie da album di famiglia. Età differenti si appressano intorno alla stessa fonte: il latte come candido liquido lenitore di sete, privazione, sofferenza, torna a nutrire chi, nel riconoscimento del proprio stato di necessità, ritrova un consapevole abbandono e stupore Puer.
 
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