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Roma - dal 24 novembre 2005 al 22 gennaio 2006
Le vie dell'Ottocento
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NUOVA GALLERIA CAMPO DEI FIORI vai alla scheda di questa sede Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede |
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Via Di Monserrato 30 (00186) |
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+39 0668804621 , +39 0658320711 (fax) |
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info@nuovagalleriacampodeifiori.it |
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www.nuovagalleriacampodeifiori.it |
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quaranta opere per una collezione
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orario: 10-13 / 16-19, chiuso lunedì mattina e festivi (possono variare, verificare sempre via telefono) |
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biglietti: ingresso libero |
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vernissage: 24 novembre 2005. ore 17-20 |
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curatori: Lela Djokic, Maja Titonel |
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autori: Giovanni Bartolena, Duilio Cambellotti, Salvatore Candido, Francesco Cangiullo, Hermann Corrodi, Carlo Domenici, Teodoro Duclére, Cafiero Filippelli, Giovanni Battista Filosa, Edoardo Forti, Pietro Fragiacomo, Johann Jakob Frey, Edoardo Gioja, Camillo Innocenti, Alessio Issupoff, Romolo Leone, Antonio Mancini, Francesco Paolo Michetti, Stefano Novo, Attilio Pratella, Fausto Pratella, Gino Romiti, Imelde Santini, Gustavo Simoni |
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genere: collettiva, arte moderna |
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comunicato stampa  |
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La prima mostra della stagione autunnale della Nuova Galleria Campo dei Fiori è dedicata al collezionismo dell’Ottocento e si inaugura giovedì 24 novembre 2005. Presenta una selezione di quaranta opere fra oli, tempere, acquerelli, pastelli, terrecotte, bronzi e un bassorilievo in legno. Nella quale un collezionismo attento potrà scegliere fra vedute, paesaggi, ritratti, scene di genere e opere in scultura. Tra i lavori esposti spicca la grande tela dipinta nel 1879 da Hermann Corrodi (1844-1905), Strada di paese con il Vesuvio sullo sfondo. Di grandi dimensioni è il capolavoro di Camillo Innocenti (1871-1961), Al Divino Amore, esposto recentemente all’Accademia di San Luca nella mostra La Campagna Romana de ‘I XXV’. Il dipinto fu presentato già nel 1897 alla Prima Esposizione Artistica Italiana in Pietroburgo. Si espone per la prima volta in galleria una suggestiva Caccia alla volpe di Giovanni Battista Filosa (1850-1935), dipinta durante il soggiorno parigino dall’artista napoletano, fra il 1873 e il 1884 quando lavorava per il noto mercante Goupil ed esponeva annualmente ai Salons. Tra le vedute si segnalano due lavori inediti di Attilio Pratella (1856-1949) con scorci di vita di strada nella Napoli di inizio Novecento. Mentre è ancora Napoli, vista da Mergellina, a far da protagonista nell’olio di Salvatore Candido; assieme a una classica veduta del golfo dipinta finemente da Teodoro Duclére (1815-1869). Ad entrambe si aggiunge una veduta di Pompei di Edoardo Forti. Di Fausto Pratella (1888-1948) si espone una veduta del Porto di Chioggia sotto la neve. Il Castello Aragonese compare infine nella veduta di Ischia di Romolo Leone. A Venezia sono dedicate invece le due tavolette, di Pietro Fragiacomo (1856-1922) e Stefano Novo (1862-1927c.). Del 1911 è il Boulevard di Parigi del napoletano Francesco Cangiullo (1884-1977), dipinto prima dell’adesione al Futurismo. Sempre nell’ambito dei paesaggi, troviamo la Toscana nelle tavole di Carlo Domenici (1898-1981), Buttero a cavallo, e nella Marina di Gino Romiti (1881-1967). Fra le figure ecco una Carmen ritratta su fondo oro da Antonio Mancini (1852-1929) dove la preziosità della tela ben si sposa alla cornice disegnata da Francesco Paolo Michetti. E poi due ritratti eseguiti da Edoardo Gioja (1862-1937) a Londra, dove l’artista si trasferisce divenendo ritrattista ufficiale della buona società inglese. Ancora di Edoardo Gioja è un pannello liberty scolpito in legno: La ridda dei pesci, che faceva parte della camera da pranzo del villino Manzi di Roma. Di Gustavo Simoni (1845-1926) sono esposti due acquerelli di cui uno di soggetto orientalista, Suonatori arabi. Di stampo orientalista sono anche i vari acquerelli di Johann Jakob Frey (1813-1865). Del russo Alessio Issupoff (1889-1957) è la tavoletta Contadini russi. Una scena domestica compare invece nell’olio di Cafiero Filippelli (1889-1973). Segue La lezione, una deliziosa scena con quattro bambini mentre studiano, opera della poco nota pittrice e miniaturista marchigiana Imelde Santini (1857-1947). Di Giovanni Bartolena (1866-1942) è l’unica natura morta presente in mostra. Chiude la rassegna un bronzo ispirato alla Campagna Romana, La Conca dei bufali di Duilio Cambellotti (1876 -1960). A completamento di questa iniziativa seguirà una mostra affine dedicata al Primo Novecento.
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