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arte contemporanea, collettiva ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO - VIA RICASOLI ​ Via Ricasoli 68 Firenze 50122

Firenze - dal 4 al 31 marzo 2006

Ermanno Manco - Ritorno al disordine

Ermanno Manco - Ritorno al disordine

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ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO - VIA RICASOLI
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un “disordine” nel quale la pittura, la grafica, il disegno e perfino gli oggetti diventano arte
orario: feriali 10-13 e 16-19; festivi 10-13
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 4 marzo 2006. ore 17
autori: Ermanno Manco
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Pittore, disegnatore, viaggiatore, scenografo, fotografo, eccentrico, dandy, originalissimo personaggio fiorentino, Ermanno Manco espone il suo mondo all’Accademia delle Arti del Disegno (Via Ricasoli, 68) dal 4 al 31 marzo. 69 anni, nato a Taranto da genitori napoletani ma da sempre cittadino di Firenze, Manco è stato allievo di alcuni dei più grandi maestri del Novecento: Guido Peyron, Ottone Rosai, Dino Caponi. Nella sua immensa curiosità, Manco ha conosciuto tutti i più grandi intellettuali degli anni Cinquanta e Sessanta: Alfonso Gatto, Sandro Pena, Piero Santi, Fiamma Vigo, Leonardo Ricci, Mario Luzi, Giovanni Michelucci, Aldo Palazzeschi, Luca Ronconi, Anna Maria Guarneri, Giulia Lazzarini, Gian Carlo Cobelli, Mario Missiroli e ancora Ungaretti, De Pisis, Campigli. Importanti e formativi gli incontri con Morandi e Colacicchi. E poi, nel 1959, il trasferimento a Roma, dove Manco entra nel giro di Gianni Kunellis, uno dei suoi più grandi amici, e di Mario Ceroli, Franco Angeli, Lo Savio, Tano Festa, Domenico Modugno, Mimmo Rotella, Pino Pascali, Maria Luisa Spaziani, Dario Cecchi, Franca Valeri, Alberto Arbasino e Mario Schifano. Inizia a fare lo scenografo per la Titanus. Lavora con Citto Maselli, conosce Luchino Visconti, diventa amico e collaboratore di Giuseppe De Santis, con il quale va in Russia per i sopralluoghi di “Italiani brava gente”: conosce Bondarciuk e Ciuckraj, e poi la moglie di Eisenstein, che gli regala una fotografia scattata dal regista sul set di “Ottobre”, che ancora oggi Manco conserva come un cimelio. E poi il vero e proprio cinema, l’incontro con Ava Gardner, l’amicizia con Tomas Milian, gli incontri con Gian Maria Volonté, Marcel Escoffié, Pierino Tosi, Nino Castelnuovo, Umberto Orsini, Renato Salvatori, Corrado Pani e il giaguaro Alain Delon e poi il lungo soggiorno a Parigi, a casa dell’amico Pierre Cardin, allora fidanzato con Jeanne Moreau. Il mondo dell’arte e quello del pensiero, che Manco ha frequentato e amato, ma che non lo hanno cambiato. Tornato a Firenze nel 1965, si installa in Via degli Artisti, dove hanno lo studio anche Giuseppe Gattuso, Renato Ranaldi, Jonny Ragusa e Sandro Chia. Lì nasce l’esperienza di “Arte Party”, quindi iniziano le mostre personali, a Firenze, Bologna, Siena, Urbino. Poche, perché Manco non è uno che ama troppo apparire. L’ultima nel 1987, alla Palazzina Mangani di Fiesole. Poi viaggi, tanti viaggi, e un lavoro continuo di disegno, di conoscenza, di curiosità spesso appagata. E adesso questa personale di nuovo a Firenze, in un luogo “ufficiale” che accoglie appunto il “mondo” di Ermanno Manco, un “disordine” nel quale la pittura, la grafica, il disegno e perfino gli oggetti diventano arte. Arte anomala, strana, curiosa e intelligente, arguta e originale, ironica, pungente, e anche commovente e bella. Una mostra imperdibile, una delle proposte più importanti di questa primavera fiorentina. Dal 4 al 31 marzo, con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00 (festivi 100.0-13.00). Inaugurazione sabato 4 marzo, alle 17.00.
 
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