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arte contemporanea, collettiva ACS - ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO ​ Piazzale Degli Archivi 27 Roma 00144

Roma - dal 6 aprile al 5 maggio 2006

Franco Bonetti - Dialoghi

Franco Bonetti - Dialoghi

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ACS - ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO
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A distanza di poco più di un anno il pittore Franco Bonetti torna a Roma con un doppio appuntamento: un unico tema per due mostre contemporanee
orario: dal lunedì al venerdì 10-13
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 6 aprile 2006. ore 18
editore: SKIRA
ufficio stampa: INTERNO1
autori: Franco Bonelli
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
A distanza di poco più di un anno il pittore Franco Bonetti torna a Roma con un doppio appuntamento: un unico tema per due mostre contemporanee.

Giovedì 6 Aprile p.v. alle 18.00 verrà inaugurata l’esposizione presso l’Archivio Centrale dello Stato e venerdì 7 Aprile alle 17.30 quella alla Galleria Faleria.

Artista ‘sinestetico’, spesso Bonetti ha realizzato opere e cicli pittorici ispirati alla letteratura, alla musica, alla danza, ma questa volta l’autore mette in mostra se stesso, i suoi ideali, i suoi pensieri, le sue riflessioni, insomma quei “dialoghi” intimi consumati giorno per giorno tra sé e sé alla volta di trovare quel senso delle cose che non sempre è facile ravvisare tra le assurdità della guerra e delle miserie umane che giorno per giorno convivono contradditoriamente con la facciata più ‘patinata’ della nostra esistenza intrisa di individualismo, indifferenza, superficialità. “Dialoghi” allora che vogliono oltrepassare il limite privato e confinato della tela e dell’artefice per scatenare altri dialoghi, altre riflessioni, ma soprattutto azioni come lo stesso Bonetti spiega nell’apertura del catalogo che accompagna le due mostre:

“Il dialogo, alla fin fine, non è più quello fatto di emozioni e parole, ormai fagocitate e riproposte svuotate del loro originario significato, bensì di opere, fatti, azioni. Ma, e questa è la mia speranza ed il mio auspicio, che siano opere, fatti, azioni non solo commerciali di “roba” senz’anima, bensì anche sociali, culturali, artistici. La fede senza le opere è vana si potrebbe dire, chiosando San Paolo. Ed è a partire da ciò che con la mia opera pittorica visibile e concreta ho voluto rinnovare la dimensione del dialogo, il suo recupero, la sua rivalutazione. Ho cercato di far “rinascere” il Dialogo, morto e travolto dal “Diluvio”, come una Fenice dalle sue ceneri (“In sogno”). Anche se quelle di oggi mi paiono, più che ceneri, macerie (“Improbabile volo”)” (tratto dal catalogo delle mostre).

Lo stile è quello collaudato di sempre “uno stile superbo ed impeccabile [che] si unisce [ad] un eccezionale senso del colore evocato nelle tonalità più diffuse e profonde, solcate da suggestivi giochi di luce” come scrive Salvatore Italia in catalogo.

Questo, disponibile in entrambe le sedi espositive ed edito da SKIRA, oltre ai contributi dello stesso autore e del capo dipartimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si avvale della presentazione di Amnon Barzel che si aggiunge così alla lunga lista di critici che nel corso degli anni hanno commentato l’opera di questo artista.
 
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