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arte contemporanea, collettiva CASTELLO DI RIVOLI - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA ​ Piazza Mafalda Di Savoia Rivoli 10098

Rivoli (TO) - dal 10 aprile al 30 luglio 2006

Concetto, Corpo e Sogno - Susan Hiller
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CASTELLO DI RIVOLI - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
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La rassegna Concetto, Corpo e Sogno presenta cinque mostre che si inaugurano in successione durante la primavera e l'estate 2006, personali dedicate ad artisti dell'arte concettuale
orario: mar-gio 10-17; ven-dom 10-21
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 6.50 intero, € 4.50 ridotto
vernissage: 10 aprile 2006. ore 18
editore: SKIRA
curatori: Carolyn Christov Bakargiev
autori: Susan Hiller
genere: arte contemporanea, doppia personale

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comunicato stampa
Concetto, Corpo e Sogno

La rassegna presenta opere di artisti “classici” dell’arte concettuale come Joseph Kosuth e Lawrence Weiner, artisti come Dan Graham che hanno sviluppato in direzioni diverse un’analisi concettuale della percezione e dell’esperienza, ed altri, non tradizionalmente definiti come ”concettuali”, che hanno invece agito nell’ambito della performance, dell’installazione e dell’esplorazione del lato misterioso e meno razionale della mente, come Joan Jonas e Susan Hiller. La mostra si articola in cinque personali presentate in successive scadenze da Carolyn Christov-Bakargiev: Lawrence Weiner (28 marzo – 30 luglio), Susan Hiller (11 aprile – 30 luglio), Dan Graham (29 aprile – 30 luglio), Joseph Kosuth (16 maggio – 30 luglio), Joan Jonas (30 maggio – 30 luglio). Ogni personale presenta opere storiche accanto a progetti più recenti o inediti dell’artista. Grazie a Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea, sette delle opere presentate entrano nella collezione permanente del Castello di Rivoli.

Susan Hiller

Presentazione a cura di Carolyn Christov-Bakargiev

Lunedì 10 aprile 2006

Ore 18 incontro con l’artista e Adam Szymczyk, direttore della Kunsthalle di Basilea

Ore 19 inaugurazione mostra

Periodo: 11 aprile – 30 luglio 2006

Nata nel 1940 in Florida, Susan Hiller compie studi di arte e antropologia. Nel 1969 si trasferisce in Inghilterra dove tuttora vive e lavora. Nei primi anni Settanta, in antitesi alla linea più razionalistica dell’arte concettuale e minimalista, ed in linea invece con alcuni aspetti del pensiero femminista dell’epoca, Hiller si fa conoscere per la sua innovativa pratica artistica. Realizza infatti opere ed eventi collettivi con la partecipazione di gruppi di persone, fondati su metodologie caratteristiche, fino ad allora, della ricerca antropologica più che artistica. Hiller utilizza linguaggi diversi – dalla performance all’installazione, dalla scultura all’opera video e audio. Tutte le sue opere hanno inizio dall’osservazione di un elemento culturale peculiare della società. Al Castello di Rivoli vengono presentate Dream Mapping
(Mappatura del sogno, 1974), Dedicated to the Unknown Artists (Dedicato agli artisti sconosciuti, 1972/6) e Witness (Testimone, 2000). In Dream Mapping (Mappatura del sogno, 1974), l’artista organizza un laboratorio di studio dei sogni, documentando l’esperienza collettiva e personale di un gruppo di partecipanti a una gita in campagna dove hanno campeggiato e sognato per tre giorni. L’aspetto della sua opera che maggiormente ha influenzato le generazioni artistiche successive è la creazione di lavori “museologici” come Dedicated to the Unknown Artists (Dedicato agli artisti sconosciuti, 1972/6), opera basata sulle modalità di presentazione tipiche dei musei tradizionali. In lavori come questo, la tecnica artistica mima e ripete quella classificatoria di un’archivista che ordina i “reperti” di una cultura. Hiller mette in luce le zone e i luoghi apparentemente meno importanti della vita quotidiana, ciò che viene solitamente ignorato, o gli aspetti dimenticati della nostra condivisa produzione culturale. I suoi progetti sono stati descritti come delle vere e proprie “investigazioni nell’inconscio della cultura”. L’artista sonda il male, il sogno, l’irruzione dell’inconscio nel quotidiano ponendo uno sguardo sia concettuale sia antropologico sui funzionamenti misteriosi e nascosti del pensiero, sul rapporto tra mondo visibile e mondo invisibile, sulla follia. Indaga elementi disparati quanto il sogno, la scrittura automatica, fenomeni extra-sensoriali, ma anche gli effetti e le pratiche meno conosciute di persone che usano cabine da fototessere, la carta da parati, l’osservazione degli UFO, le raccolte di cartoline e altri aspetti e luoghi marginali della cultura popolare. Nella recente installazione sonora Witness (Testimone, 2000), realizzata per la prima volta in una chiesa di Londra su commissione di Artangel, lo spettatore attraversa un labirinto acustico nel quale le voci registrate di diverse persone raccontano esperienze e visioni paranormali.
 
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