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arte contemporanea, collettiva COMPLESSO DEL VITTORIANO ​ Via Di San Pietro In Carcere Roma 00186

Roma - dal 19 aprile al 24 maggio 2006

50 anni di Corte Costituzionale: le immagini, le idee

50 anni di Corte Costituzionale: le immagini, le idee
COMPLESSO DEL VITTORIANO
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Via Di San Pietro In Carcere (00186)
+39 066780664 , + 39 068715111
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una sessantina di opere tra olii, manoscritti originali, documenti
orario: dal lunedì alla domenica 9.30-17.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 19 aprile 2006. ore 11.30
editore: SKIRA
ufficio stampa: NOVELLA MIRRI
curatori: Piero Boragina, Giuseppe Marcenaro
patrocini: Alto Patronato del Presidente della Repubblica
genere: documentaria, arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
23 aprile 1956: al piano nobile del Palazzo della Consulta si tiene la prima udienza pubblica della Corte Costituzionale presieduta dal suo primo Presidente, Enrico De Nicola. La mostra "50 anni di Corte Costituzionale: le immagini, le idee" ospitata nella cornice del Complesso Monumentale del Vittoriano dal 20 aprile al 24 maggio 2006, vuole celebrare i cinquanta anni della Corte Costituzionale attraverso una sessantina di opere tra olii, manoscritti originali, documenti che ripercorrono i principi fondamentali della Costituzione e i passi delle più significative sentenze della Corte Costituzionale. L'esposizione "50 anni di Corte Costituzionale: le immagini, le idee" nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri unitamente alla Corte Costituzionale in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno di Arcus. La mostra, che nasce da un'idea di Fernanda Contri, è a cura di Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina. Organizzazione e realizzazione a cura di Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. Comitato organizzatore: Mauro Masi, Fernanda Contri, Claudio Strinati, Louis Godart, Francesco Tufarelli, Alessandro Nicosia, Elisa Grande. La Mostra "Più che una mostra una sfida. Sfida, soprattutto nell'assunto. Riuscire cioè a far "vedere", ma sarebbe meglio dire "far sentire", il grandioso lavoro di cinquant'anni di sentenze cui hanno contribuito decine di giudici costituzionali. Rendere cioè visibile con una mostra - la cui sostanza fondamentale è rappresentare - le sentenze che hanno attuato quel grande processo ideale rappresentato dalla Carta Costituzionale. E anche rendere emozionalmente fisici dei concetti che per loro natura sono astratti. Come rappresentare ad esempio la libertà, il senso di giustizia, di eguaglianza, di ripudio della guerra? Quando si è coscienti che quelle affermazioni di principio sembrano essere così remote ad una resa figurativa?" (G. Marcenaro e P. Boragina). La mostra "50 anni di Corte Costituzionale: le immagini, le idee" presenta dunque un corpus di dipinti della pittura italiana che rappresentano con il linguaggio dell'arte i principi costituzionali espressi nei primi 54 articoli della Costituzione e documentano l'aspirazione al diritto e il sentimento di eguaglianza e solidarietà tra i cittadini. Si scoprirà così che gli artisti, nel volgere dei secoli, hanno intuito e poi espresso liricamente alcune delle regole fondamentali del nostro stare insieme anche molto tempo prima che la nostra Carta venisse scritta: si tratta infatti di principi universali e imprescindibili che presiedono alla organizzazione di ogni società democratica. In mostra, opere, tra gli altri, di Michelangelo, Pontormo, Bronzino, Salviati, Bellotto, Francesco Guardi, Alessandro Magnasco, Plinio Novellini, Boccioni, Casorati, Sironi, Campigli, provenienti, ad esempio, dalla Galleria d'Arte Moderna, dalla Galleria Spada e dalla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Pinacoteca di Brera e dal Civico Museo d'Arte Contemporanea di Milano, dalla Galleria d'Arte Moderna di Genova, dalla Galleria Nazionale di Parma, dagli Uffizi, dalla Casa Buonarroti, dalla Galleria dell'Accademia e dal Museo di Palazzo Vecchio di Firenze, dall'Accademia di Carrara. Come affermano G. Marcenaro e P. Boragina, si è deciso di "utilizzare gli artisti non soltanto per le loro grandezze, ma come testimoni (forse involontari) di quelle zone d'ombra nelle quali si erano accumulate per secoli le aspirazioni dei cittadini che poi, con uno dei più alti documenti della convivenza civile, si sono coagulate nella Costituzione Repubblicana, il documento su cui poggia l'ordinamento del nostro Stato." La sensibilità degli artisti ha colto prima ancora che venissero riconosciuti e sanciti, i principi della nostra Costituzione e li ha rappresentati in opere che ci parlano di temi - rappresentati nel percorso della mostra romana - come La Famiglia, il Lavoro, l'Uguaglianza, il ripudio della Guerra, l'Associazionismo e la libertà di Associazione, la Giustizia, la Salute e l'Assistenza, la Scuola. Si pensi, tra le altre, a opere come La Famiglia di Mario Sironi, olio su tela del 1927, La Famiglia di Massimo Campigli, olio su tela del 1929, La Famiglia di Felice Casorati, olio su tela del 1935, Lo sciopero di Plinio Novellini, olio su tela del 1889, Casa bombardata di Carlo Levi, olio su tela del 1942, le Storie della Beata Umiltà da Faenza del Pontormo, affresco strappato del 1514, Le educande di Massimo Campigli, olio su tela del 1929-30. Perché sono stati scelti artisti non solo del Novecento? "Si sarebbe negata l'esperienza degli altri secoli, la cultura sociale e umana del passato più remoto del quale noi siamo il risultato. E che la Costituzione, per quanto possa sembrare azzardato affermarlo, ne è il coagulo." (G. Marcenaro e P. Boragina). Per alludere ai temi del Risparmio, si è scelta una "curiosità": il conto corrente di Michelangelo rintracciato nel Libro dei debitori e creditori del Banco Balducci di Roma del 1514. Si tratta di un documento particolare, uno dei conti dell'artista, che testimonia i sempre conflittuali rapporti tra committenza e uomini votati alla creatività. Non potevano mancare nell'esposizione, le testimonianze di Nicolò Machiavelli, con l'Introduzione ai Discorsi sopra la prima Decade di Tito Livio, Manoscritto, minuta autografa, ante 1531; Francesco Guicciardini, con la Lettera a Bartolomeo Lanfredini, 29 settembre 1530, Galileo Galilei, con le Lettere scientifiche, Manoscritto cartaceo autografo, 1616. Senza di loro la nostra Costituzione sarebbe diversa. Esposta anche la prima edizione Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria (1764) a simboleggiare la schiera di studiosi e uomini liberi che nei secoli hanno condotto la loro battaglia contro le tentazioni del totalitarismo e della barbarie. E il documento "vertice" per cui il percorso ideale nei secoli è stato compiuto è rappresentato nella mostra "50 anni di Corte Costituzionale: le immagini, le idee" dall'originale della Costituzione Repubblicana entrata in vigore il 1° gennaio 1948. I valori e i principi costituzionali, la cui tutela costituisce la ragion d'essere della Corte Costituzionale, rappresentano la parte più preziosa e vitale del patrimonio ideale della nazione. Il percorso della mostra non è tuttavia soltanto un itinerario, pur di estremo interesse, nella memoria storica e artistica del nostro Paese. È soprattutto un'occasione perché ciascuno di noi possa riappropriarsi del senso di entusiasmo e di partecipazione popolare che ha accompagnato la nascita della Repubblica Italiana. Le aree tematiche della mostra · Lavoro · Ambiente, cultura , salvaguardia del paesaggio · Famiglia · Uguaglianza · Autonomie locali · Ripudio della guerra · Associazionismo e libertà di associazione · Giustizia e petizioni · Diritto internazionale · Salute e assistenza · Scuola · Iniziativa privata · Risparmio
 
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