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arte contemporanea, collettiva MART ​ Corso Angelo Bettini 43 Rovereto 38068

Rovereto (TN) - dal 26 maggio al 17 settembre 2006

Luigi Russolo - Vita e opere di un futurista
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MART
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Corso Angelo Bettini 43 (38068)
+39 0464438887 , +39 0464430827 (fax), 800397760
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it
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Degli “intonarumori”, gli apparecchi da lui inventati per “intonare e regolare armonicamente e ritmicamente” i rumori, saranno esposte delle ricostruzioni con le quali il pubblico potrà interagire
orario: martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica 10:00 - 18:00
venerdì 10:00 – 21:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 8 € Ridotto: 5 €
Ridotto scolaresche: 1€ a studente
Biglietto famiglia: 20€
vernissage: 26 maggio 2006.
editore: SKIRA
curatori: Anna Gasparotto, Franco Tagliapietra
autori: Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Ugo Piatti, Gaetano Previati, Romolo Romani, Luigi Russolo, Gino Severini
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Al Mart l’arte dei rumori di Russolo

Gli intonarumori, le tele, le incisioni e il materiale d’archivio del geniale artista futurista. Luigi Russolo. Vita e opere di un futurista è prodotta dal Mart e dalla Estorick Collection di Londra. Conferenza stampa alle 12 del 26 maggio al Mart di Rovereto.









“Scegliendo, dominando e coordinando i rumori, noi abbiamo già in parte raggiunta quella nuova voluttà insospettata […]: L’Arte dei rumori”



Luigi Russolo – Lettera-manifesto “L’Arte dei rumori” – Lacerba, 1913





Fu il primo e più geniale compositore di musica futurista, ma anche costruttore di strumenti, firmatario del Manifesto dei pittori futuristi, incisore, esoterista, studioso di filosofia orientale.

Luigi Russolo. Vita e opere di un futurista, in esposizione al Mart, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto dal 27 maggio al 17 settembre 2006, è la prima grande mostra antologica su Russolo, una delle personalità più originali del Futurismo, di cui è stato uno dei teorici e fondatori.

L’esposizione è un’occasione per ripercorrere tutta la vicenda artistica di Luigi Russolo. Degli “intonarumori”, gli apparecchi da lui inventati per “intonare e regolare armonicamente e ritmicamente” i rumori, saranno esposte delle ricostruzioni con le quali il pubblico potrà interagire. In mostra anche il complesso della sua produzione incisoria, e un nucleo di suoi dipinti futuristi e prefuturisti, accanto alle opere degli artisti a lui più vicini: Gaetano Previati, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Romolo Romani e Ugo Piatti.

La mostra è prodotta con la Estorick Collection of Italian Art di Londra, nella cui sede sarà esposta dal 4 ottobre al 17 dicembre. Luigi Russolo. Vita e opere di un futurista è stata costruita grazie ai numerosi documenti appartenenti all’archivio di Russolo, che sono custoditi nell’Archivio del ‘900 del Mart. Partendo da questo materiale, i curatori hanno ripercorso tutte le tappe creative dell’artista, suddividendo l’esposizione in sei sezioni: i rapporti con i pittori lombardi simbolisti e divisionisti, l’attività incisoria e pittorica dal pre-futurismo al futurismo, l’attività musicale, la produzione pittorica post-futurista, il periodo parigino e spagnolo, il ritorno in Lombardia.





L’arte dei rumori



Dalle idee espresse nel Manifesto dei rumori del 1913 nacquero le sperimentazioni di spettacolari macchine sonore, chiamate gli “intonarumori”, con cui Russolo realizzò concerti e performance.

Come scritto nel Manifesto, che ha la forma di una lettera indirizzata al musicista futurista Balilla Pratella, la ricerca di Russolo non tendeva certo alla cacofonia, ma aveva piuttosto il carattere del rigore tassonomico dello studioso di acustica e armonia, discipline che Russolo si proponeva di aggiornare: “L’acustica ci ha insegnato ben poco – scriveva a Pratella – poiché applicata specialmente allo studio dei suoni puri ha quasi completamente trascurato, finora, lo studio dei rumori.” Ecco quindi una serie di strumenti concepiti per produrre scoppi, crepitii, ronzii e stropiccii.

Le invenzioni rumoristiche di Russolo si spinsero in seguito perfino alla cinematografia d’avanguardia, a cui si interessò nel corso del suo soggiorno parigino dal 1928 al 1930. In quegli anni, Russolo frequentò gli ambienti del cinema sperimentale, e suonò i suoi strumenti, gli intonarumori e il Russolophone, durante le proiezioni allo “Studio 28”. La mostra presenterà all’interno del percorso espositivo tre film di Eugene Deslaw, La marche des machines, Les nuits electriques e Montparnasse, montati per l’occasione da Carlo Montanaro, con un accompagnamento musicale a cura di Daniele Lombardi.

Gli intonarumori stessi, infine, saranno presenti in mostra nelle ricostruzioni di Pietro Verardo. Alcune di esse sono state realizzate appositamente per questa esposizione sulla base di nuovo materiale documentario, che ne migliora sensibilmente l’accuratezza filologica rispetto ad altre ricostruzioni del secolo scorso. Il pubblico del Mart potrà suonare gli apparecchi, aggiungendo così alla visita un prezioso elemento di interattività..



Russolo e i futuristi in Europa

Nel 1912 la presenza delle opere del gruppo dei Futuristi alla mostra alla “Galerie Bernheim-Jeune” rappresentò, anche per Russolo, l’avvio di un “Grand Tour” europeo. Russolo si fece conoscere anche a Londra, Bruxelles, L’Aja, Amsterdam, Monaco e Budapest insieme a Boccioni, Carrà, Severini e Marinetti, con cui due anni prima aveva dato vita al Manifesto dei pittori futuristi e a La pittura futurista. Manifesto tecnico.

Anche nel 1913, a Roma, a Berlino e a Rottedarm, Russolo espone le sue più importanti tele futuriste come La Musica (1911), La rivolta (1911), Solidità della nebbia (1912), Compenetrazione di case+luce+cielo, (1912), Movimenti simultanei di una donna (1912), nonché un numero di interessanti Autoritratti.

In mostra anche alcune delle opere più importanti presentate in quell’occasione dai compagni di avventura di Russolo, tra cui l’Idolo moderno di Boccioni (1911), Ciò che mi ha detto il tram di Carrà (1911) e Le Boulevard di Gino Severini (1910-11).



Dagli anni Venti agli anni Quaranta

Negli anni Venti Luigi Russolo è in linea con il clima di un rinnovamento della pittura italiana di quegli anni. Nella grande mostra futurista del 1919 all’ex Caffè Cova espone quadri antecedenti il 1913, ma ha anche l’occasione di presentare con successo un concerto di intonarumori e una conferenza sulla propria musica. Al 1920 risale il manifesto futurista Contro tutti i ritorni in pittura, firmato anche da Dudreville, Funi e Sironi, di cui Russolo è probabilmente l’unico estensore. In quello stesso anno, Margherita Sarfatti organizza a Milano una mostra collettiva milanese che è un preludio alla costituzione del gruppo Novecento Italiano.




Alla fine del percorso viene proposta una ricostruzione organica sulle riflessioni letterarie e filosofiche dell’artista, che hanno portato Russolo ad avvicinarsi, a partire dagli anni Quaranta e fino alla morte, avvenuta nel 1947, ad una nuova e prolifica stagione pittorica da lui stessa definita “classico-moderna”. Si tratta di una produzione di disegni e dipinti di carattere figurativo, in cui prevale la quiete dell’animo pacificato dell’artista-filosofo. Questo periodo sarà rappresentato in mostra da opere come Riflessi (1944) e Paesaggio romantico (1944).
 
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