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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE MERZ ​ Via Limone 24 Torino 10141

Torino - dal 12 maggio al 23 luglio 2006

Pietro Derossi - Racconti di architettura

Pietro Derossi - Racconti di architettura

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FONDAZIONE MERZ
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Via Limone 24 (10141)
+39 01119719437 , +39 01119719805 (fax)
info@fondazionemerz.org
www.fondazionemerz.org
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un’esposizione ricca ed articolata, una narrazione per immagini dell’incredibile percorso tracciato da Pietro Derossi nella storia dell’architettura e dell’urbanistica italiana e non
orario: martedì-domenica 11-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 5,00 intero, 3,50 ridotto (studenti, disabili, gruppi organizzati min. 10 persone)
vernissage: 12 maggio 2006. ore 18
editore: SKIRA
ufficio stampa: EMANUELA BERNASCONE
autori: Derossi Associati
genere: architettura, design, personale

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comunicato stampa
Dal 13 maggio al 23 luglio 2006 la Fondazione Merz ospita la mostra monografica RACCONTI DI ARCHITETTURA, a cura di Derossi Associati, un’esposizione ricca ed articolata, una narrazione per immagini dell’incredibile percorso tracciato da Pietro Derossi nella storia dell’architettura e dell’urbanistica italiana e non.

Non è un caso che questa mostra sia allestita negli spazi della Fondazione, Derossi ha spesso collaborato con Merz e il risultato del loro dialogo intellettuale sono opere indimenticabili come Una parete immaginaria, creata dall’artista nel 1994 per la Triennale di Milano.

Derossi è professore ordinario di progettazione architettonica presso la Facoltà di Architettura a Milano, visiting professor all’Architectural School di Londra, insegna al Pratt Institute e alla Columbia University di New York, presso la Facoltà di Architettura di Losanna e alla Hochschüle der Kunste di Berlino. Questo eterno nomadismo ha acuito in lui la preesistente vocazione ad osservare la società che lo circonda; immerso nella realtà, radicato nel tempo in cui vive, egli riflette le pulsioni della società in continua trasformazione e spesso precorre i tempi. Dall’incontro con il lavoro degli artisti della pop art o delle avanguardie del primo ‘900, così come dal vivace dialogare con gli esponenti dell’arte povera quali Merz, Boetti e Paolini scaturiscono progetti e oggetti che lasceranno il segno nella storia dell’architettura internazionale.

Derossi è sicuramente un artista del suo tempo, non un mero spettatore ma un attore teso a riflettere sui cambiamenti avvenuti in questi quasi 50 anni di attività; egli stesso un innovatore e un precursore di stile. Inserito nel tempo e nello spazio che lo circondano, ma con una caratteristica che lo rende atemporale e sempre attuale: l’ironia e il rispetto con i quali si accosta ad ogni progetto, ad ogni circostanza. Per Derossi il fulcro intorno al quale ruota la ricerca è sempre e solo l’uomo: intorno a lui e alla sua identità si crea lo spazio che lo deve ospitare, sia questo l’intimità della casa come il luogo pubblico per il tempo libero e lavorativo; per lui si realizzano gli straordinari pezzi di design, perché ne possa godere e usufruire. Questa prospettiva quasi rinascimentale che vede l’uomo al centro di tutto è parte imprescindibile dell’opera di Derossi, ciò che rende il suo operato slegato da qualsivoglia tendenza o moda e gli garantisce un posto di primo piano nell’olimpo delle opere “immortali” celebrate giustamente nei luoghi simbolo dell’architettura e del design internazionale: dal Moma di New York alla Biennale di Venezia, passando per Parigi, Tokyo, Berlino.

Nel 1994 è nata la Derossi Associati di cui fanno parte, oltre l’arch. Pietro, l’arch. Paolo Derossi e l’arch. Davide Derossi (professore alla Facoltà di Architettura di Milano).

La Derossi Associati ha partecipato a molti concorsi internazionali con ottimi risultati. Ha vinto il Concorso internazionale per il Centro di Conservazione e Restauro alla Reggia di Venaria, il Concorso per il Museo e Palazzo dello Sport a Vercelli, la sede di Casa Urban a Venaria, un Albergo e Ristorante nel Parco della Mandria a Torino, il Concorso per il Villaggio Olimpico per le Olimpiadi invernali 2006.





La mostra è suddivisa in 5 “investigazioni”:

* Lo spettacolo e gli eventi, installazioni per gli spazi di intrattenimento e manifestazioni culturali
* Allestire gli interni, interventi di arredo in spazi ristrutturati o di nuova concezione
* Il design, gli oggetti che arredano lo spazio
* Abitare la città, realizzazioni di edifici residenziali urbani
* I grandi progetti, il paesaggio urbano nelle opere della città che raccolgono grandi avvenimenti collettivi



Ogni sezione è illustrata con l’ausilio di disegni, fotografie, plastici e riproduzioni proiettate su megaschermi e con l’esposizione di numerosi complementi d’arredo. Non è certo un’impresa semplice tentare di fornire una visione esaustiva del ricco e complesso lavoro di Derossi. Come spesso è stato sottolineato dalla critica, è impossibile racchiudere lo spirito creativo di questo grande maestro dell’architettura, caratterizzato da una ricerca e un rinnovamento costanti. E questo è ciò che si respira visitando la mostra: è lo spirito dell’uomo che ha il sopravvento su ogni impresa, ardita ai limiti dell’impossibile. Ma con la leggerezza e la transitorietà che caratterizzano il suo operare, con la giusta dose di distacco e ironia che fanno di lui il grande architetto e progettista che conosciamo. Lui, contrario all’autoritarismo del concetto di perennità, ha pensato e realizzato progetti che resteranno per sempre nella storia dell’architettura.


In mostra sarà venduto il volume “Pietro Derossi-Nuove architetture” edito da Skira, L’esposizione è realizzata con il contributo di Regione Piemonte e Città di Torino.
 
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