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arte contemporanea, collettiva CHIESA DEL SUFFRAGIO ​ Via Plebiscito Carrara 54033

Carrara (MS) - dal 20 maggio al 30 giugno 2006

Allegra con brio

Allegra con brio
Borghi
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CHIESA DEL SUFFRAGIO
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Via Plebiscito (54033)
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Arte italiana dalla Pop a oggi
orario: dal martedì alla domenica 10.30-12.30/17-20; chiusura il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 20 maggio 2006. ore 18
editore: MAZZOTTA
curatori: Walter Guadagnini
autori: Perino & Vele, Stefano Arienti, Enrico Baj, Francesco Bocchini, Alighiero Boetti, Enrica Borghi, Luca Caccioni, Mauruzio Cattelan, Loris Cecchini, Marco Di Giovanni, Fausto Melotti, Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Luigi Ontani, Pino Pascali, antonio riello, Gianni Ruffi
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
La città di Carrara si prepara ad ospitare un altro importante evento artistico: presso la Chiesa del Suffragio dal 21 maggio al 30 giugno si svolgerà la mostra " ALLEGRA CON BRIO. Arte italiana dalla Pop a oggi ", organizzata dal Comune di Carrara, in collaborazione con Carlo Repetto della Galleria Repetto e Massucco di Acqui Terme, e curata da Walter Guadagnini.

La mostra intende sviluppare in modo sintetico ma coerente il tema del divertimento e del gioco nell'arte contemporanea, focalizzandosi su alcune figure ormai storiche e su alcuni artisti della generazione emersa negli ultimi anni.

Il tema del gioco, del divertimento, è una costante nell'arte del XX secolo, a partire dalle esperienze futuriste e dadaiste.

L'idea di arte come gioco è stata ampiamente sviluppata sia dalla saggistica che dalla pratica espositiva, ma sempre in una chiave di ricognizione storica ed estetica, mentre in questo caso si propone come luogo del centrale del progetto l'esperienza diretta, quindi intendendo il sapere come punto di partenza per il fare, che ha come risultato finale un cosciente saper fare. In questo senso, si sono individuati soprattutto autori, sia nella parte “storica” che in quella “contemporanea”, per i quali la manualità sia un aspetto fondamentale ma non venga tradotto necessariamente in chiave di specialismo tecnico.

Questo è un altro aspetto determinante e discriminante del progetto: vi sono infatti esperienze artistiche che hanno a che fare – dal punto di vista iconografico e anche concettuale – con il gioco, ma che prendono forma attraverso tecniche che presuppongono una vera e propria sapienza artigianale/tecnologica: il principio guida è dunque quello della manipolazione e reinvenzione dell'oggetto e dei materiali della quotidianità, in una chiave ludica capace però anche di fornire numerosi temi di riflessione sul rapporto tra il soggetto e il mondo esterno nelle sue diverse articolazioni.

Decisivo è anche il rapporto con la sede espositiva individuata: date le dimensioni e le caratteristiche strutturali, la mostra si potrà configurare come un'installazione specifica, le opere sono state scelte anche in funzione della loro adattabilità alla sede e, soprattutto, il contrasto tra l'originaria sacralità del luogo e i temi e le forme esposte darà vita a un ulteriore significato ludico all'intera operazione. In questa logica l'allestimento non avrà uno sviluppo logico o cronologico, ma risponderà alle esigenze di dialogo tra le opere, indipendentemente dalla loro natura o dall'anno di realizzazione.

Sezione storica : Per la sezione storica si sono individuate poche figure, capaci di rappresentare al meglio il concetto di arte come gioco – in tutte le sue varianti e con tutte le implicazioni del caso – così come si è sviluppato nell'arte italiana del secondo Novecento . Attraverso una o due opere di questi autori, si esemplificano modalità, concetti e tecniche, trasferibili poi in un'esperienza concreta. Gli autori individuati sono Enrico Baj, Aldo Mondino, Alighiero Boetti, Fausto Melotti, Ugo Nespolo,Pino Pascali,Gianni Ruffi, Luigi Ontani,. Naturalmente, all'interno della vasta produzione di questi autori si sceglieranno le opere che meglio corrispondono all'idea della mostra (ad esempio, le opere realizzate con il “meccano” da Baj, i rebus fatti di oggetti di Ruffi e via dicendo). La selezione non ha alcuna pretesa di esaustività storica, ma intende porre l'accento sulla presenza di un modo di intendere e fare l'arte che non appartiene alla tradizione accademica. Eventuali analisi più approfondite del tema potranno trovare luogo – se si riterrà opportuno – nel catalogo.

Sezione contemporanea: Secondo un medesimo principio di selezione, si sono individuati alcuni artisti appartenenti all'ultima generazione, già ampiamente riconosciuti in Italia e all'estero, che possono essere considerati i continuatori di questa tendenza. In questo caso però diviene determinante la richiesta esplicita fatta agli artisti di non partecipare all'evento semplicemente attraverso l'esposizione di una o più opere, ma di essere parte integrante e attiva del progetto, partecipando a una serie di incontri, secondo modalità da definire, in modo da trasmettere concretamente le proprie conoscenze e di arricchire dunque in modo unico la proposta formativa. Gli artisti individuati sono Stefano Arienti, Enrica Borghi, Maurizio Cattelan, Loris Cecchini, Luca Caccioni, Antonio Riello, Perino & Vele, Francesco Bocchini, Marco Di Giovanni.

Il Catalogo, edito da Mazzotta, contiene il testo del curatore e le riproduzioni di tutte le opere fotografate nella sede espositiva e le biografie degli artisti.



Nell’estate 2006, dal 30 luglio al 24 settembre, Carrara ospiterà la XII Biennale Internazionale di Scultura, La contemporaneità dell’arte. Una Biennale per il Museo, curata da Bruno Corà.

Sarà questo il primo grande evento ospitato nel Centro di Arte Contemporanea di Carrara, l’ex Convento di San Francesco, che con esso verrà aperto al pubblico e in altre sedi presso l’Accademia di Belle Arti e Piazza San Francesco. L’esposizione ospiterà i più grandi nomi dell’arte contemporanea da Luciano Fabro a Mimmo Paladino da Daniel Buren a Gilbert & George, da Mario Merz a Jannis Kounellis, oltre a molti altri. Nel 2007 la Biennale dedicherà per la sezione storica una mostra a Pietro Tacca, sculotore manierista nato a Carrara, attivo nella cerchia del Giambologna, curata da Franca Falletti, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze.
 
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