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arte contemporanea, collettiva GALLERIA BEL VEDERE ​ Via Santa Maria Valle 5 Milano 20123

Milano - dal 22 giugno al 30 luglio 2006

Carlo Orsi - Fotografie da ascoltare

Carlo Orsi - Fotografie da ascoltare
GALLERIA BEL VEDERE
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Se c’è una definizione che ben si adatta a questo fotografo così palesemente amante della vita è quella di cacciatore di immagini perché della realtà sa cogliere gli aspetti più curiosi e i momenti più imprevedibili
orario: da martedì a domenica 13-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 22 giugno 2006. ore 18
editore: ELECTA
curatori: Roberto Mutti
autori: Carlo Orsi
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Se c’è una definizione che ben si adatta a questo fotografo così palesemente amante della vita è quella di cacciatore di immagini perché della realtà sa cogliere gli aspetti più curiosi e i momenti più imprevedibili.

Quando si è di fronte alle immagini di Carlo Orsi, si intuisce la dimensione teatrale implicita in queste fotografie: la ricerca di prospettive insolite che arriva fino alla spettacolarità della ripresa aerea, il senso di profondità dato da una composizione attenta ai diversi piani, la scelta di protagonisti colti nella loro quotidianità, sono tutti elementi che concorrono a questo risultato.

Cercare accostamenti per individuare delle costanti stilistiche, avvicinare immagini lontane nel tempo per evidenziarne la vicinanza facendosi guidare in questa scelta soprattutto dall’istinto, non costituiscono una forzatura, ma un modo perfettamente autorizzato – perché in sintonia con il modo di operare dell’autore – per costruire un percorso espressivo. Capita dunque che l’idea di inserire una figura femminile seduta in ammirazione davanti a “Guernica” di Picasso, in una fotografia scattata a New York nel 1968, venga riproposta in un’immagine del 2004 quando un’altra donna viene ripresa di spalle mentre il suo sguardo si perde nella bellezza di Zabriskie Point. Dotato di una naturale propensione per l’eleganza, il fotografo la coglie nel gesto delicato con cui un maestro di danza accompagna i movimenti delle sue piccole allieve come anche nel salto sincronico di un cane e del suo padrone; e se talvolta i movimenti si fanno sensuali, poco importa che li si ritrovi nelle movenze flessuose di una modella colta nel 1990 mentre accenna a spogliarsi o nella ricerca delle giuste posture che un bambino-torero compie nel 1958 in un giardino pubblico madrileno.

In questa raccolta fotografica, Carlo Orsi mette in luce la sua grande capacità di mantenere uno stile coerente e rigoroso sia quando si accosta al reportage o alla moda sia quando si dedica alla ricerca.





Carlo Orsi nasce a Milano l’8 marzo 1941. Esordisce nel mondo della fotografia come assistente di Ugo Mulas. All’inizio degli anni ’60 realizza reportage dall’Italia e dall’estero per riviste come “Panorama”, “Settimo Giorno”, “il Mondo”, e “Oggi”. Sul finire di quegli anni inizia il suo rapporto con la moda, collaborando con le più qualificate testate italiane e straniere. Non si sottrae alle lusinghe della pubblicità: sue sono alcune campagne per “La Perla”, “Omsa”, “Swatch”, “American System”, “Marlboro”, “Ducati” e, nel campo dell’arredamento, “Alias”, “Baleri”, “Nemo” e “Cassina”. Pubblica diversi libri tra cui “Milano” nel 1965 con Dino Buzzati, “Exstasi” nel 1999 sulla caduta del muro di Berlino, “Faithful. People around the world” nel 2004 e alcuni libri su Arnaldo Pomodoro, di cui cura l’immagine dal 1984. La prima mostra personale è del 1984 e viene curata nell’allestimento da Mario Botta. L’ultima, nel 2006, presso la casa editrice Valentina che ne ha anche pubblicato il libro, documenta una missione di Interplast, associazione composta da medici, anestesisti e infermieri volontari, in Tibet. Dagli inizi degli anni ’90 abbandona lentamente moda e pubblicità e ritorna alla fotografia-reportage, del resto mai abbandonata. Guido Vergani lo definisce come “uno dei rari fotografi che sappiano essere contemporaneamente grandi, onesti reporter e grandi creatori, inventori di immagini. Dei grandi reporter ha la capacità di partecipare emotivamente all’evento; ha la messa a fuoco di particolari che agli altri sfuggono; ha l’attenzione ai volti, ai gesti, all’esistenza, alle atmosfere che gli permette di essere cronista anche quando fotografa una città. Dei grandi creatori di immagini per la moda e la pubblicità (il mestiere che spesso lo ha distolto dal reportage, ma che non lo ha mai imprigionato nello studio, nel set, non lo ha mai reso un frigido alchimista di luci e obiettivi) ha la fantasia, le idee visive, il gusto della trovata, dell’elemento scenografico che sublima il messaggio”.
 
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