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arte contemporanea, collettiva MUSEO PALLADIO - PALAZZO BARBARAN DA PORTO ​ Contrà Porti 11 Vicenza 36100

Vicenza - dal 16 settembre al 10 dicembre 2006

Michelangelo - Benché non sia mia professione...
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MUSEO PALLADIO - PALAZZO BARBARAN DA PORTO
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Contrà Porti 11 (36100)
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Michelangelo e il disegno di architettura
orario: da martedì a domenica, dalle 10 alle 18 (chiuso il lunedì)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 5 euro; ridotto 3 euro; gruppi e scuole 2 euro
vernissage: 16 settembre 2006. su invito
editore: MARSILIO
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Guido Beltramini, Howard Burns, Caroline Elam
autori: Michelangelo Buonarroti
genere: arte antica, personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
Mostra assolutamente d’eccezione quella che si inaugura il 16 settembre al Museo Palladio in Palazzo Barbaran da Porto a Vicenza, aperta al pubblico fino al 10 dicembre. Protagonista Michelangelo Architetto. In mostra più della metà di tutti disegni di architettura del Maestro oggi noti al mondo.

Una mostra d’eccezione non solo perché emergerà una dimensione nuova del fiorentino: “ Nelle sue architetture – afferma Howard Burns, che con Caroline Elam e Guido Beltramini, cura la mostra – Michelanelo scrive poesia. In senso letterale perché non è raro trovare versi poetici appuntati dal Maestro accanto agli schizzi di architettura, quasi ad esprime di getto l’emozione sorta dall’aver “inventato” forme armoniche, poetiche appunto. Ma anche perché si serve, nelle sue architetture non di figure scolpite, ma di capitelli e basamenti, luce e ombra che evocano i grandi temi poetici della Vita e della Morte, dell'Amore, del Tempo e della Fama.”.

“Benché non sia mia professione”, come egli stesso scrive, in architettura Michelangelo è stato grande, grandissimo, interprete, assolutamente all’altezza di quanto ha raggiunto in pittura, scultura e poesia.

Le ricerche, molto approfondite, che hanno preceduto questa fondamentale mostra hanno portato anche a numerose nuove scoperte. “Da questa esposizione e dagli studi raccolti in catalogo (edito da Marsilio) emerge un Michelangelo ancora più “titanicamente poeta”, afferma Burns. Tra le numerose novità, la scoperta del primo disegno di architettura oggi conosciuto del Maestro, un foglio con schizzi sul verso e sul recto, prima solo attribuito e ora documentato di sua mano. Burns, con l’ausilio di nuove tecnologie digitali, ha scoperto il disegno originale di mano di Michelangelo sottostare il ripasso ad inchiostro di un suo allievo e, accanto, sempre autografa del Maestro, una annotazione di misure espresse in braccia fiorentine. Burns ha anche dimostrato che il verso di questo disegno raffigura il portale della chiesa fiorentina di San Felice in Piazza: ma non è il progetto della porta. Il progetto, infatti, è per gli addobbi per la festa annuale della chiesa, che Michelangelo poi passa all'amico Jacone che ne curava l'allestimento



Le ricerche (che, storicamente, su Michelangelo architetto sono state meno intense che sugli altri aspetti dell’arte del Maestro) hanno anche portato ad assegnare a lui un edificio sino ad oggi di “architetto anonimo del Cinquecento”, il Palazzo di Baccio Valori - oggi noto come Galli Tassi, in via Pandolfini a Firenze.

Riunire a Vicenza trenta opere originali di questo livello è stata una impresa non facile. Determinante è risultato l’apporto del museo Ashmolean di Oxford, e della grande raccolta di disegni di Christ Church della stessa città, oltre che naturalmente della casa Buonarroti che ospiterà la mostra vicentina dal 15 dicembre 2006 al 19 marzo 2007.

“Vorremmo che il pubblico si avvicinasse a questi capolavori di Michelangelo come se stesse partecipando ad un processo creativo: dalla genesi di un’idea, al suo successivo avvicinamento alla forma definitiva, con tutti i ripensamenti e le modifiche, sino alla realizzazione di quegli schizzi e di quegli appunti nelle forme in pietra” afferma il Presidente del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, Amalia Sartori.

Anche l’allestimento è stato pensato da Umberto Riva e Monica Manfredi come un percorso emozionante che favorisce un rapporto molto intenso ed individuale con i disegni, isolati in nitide nicchie. Per rendere parlanti questi materiali, il visitatore prima di arrivare nel “Sancta Sanctorum”, passa attraverso una serie di ambienti con multivisioni digitali.

In apertura della mostra, un sorprendente "ritratto dal vivo" di Michelangelo, ad opera del fotografo Pino Guidolotti, presenta una inedita serie di immagini digitali, montate in sequenza, del celeberrimo busto di Michelangelo, realizzato da Daniele da Volterra e conservato alla Casa Buonarroti.
 
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