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La Lavagna |
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Scacco alla crisi |
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Da Firenze arriva un collettivo mobile, che usa sazi messi a disposizione dai cittadini. Questo e altro è Trial Version di Elisa Decet ... segue
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Vogue sì, ma senza scatti per la moda È ancora una volta la Galleria Sozzani ad occupare la scena della settimana milanese con la mostra “A glimpse at Photo Vogue”, parte del progetto fotografico Photo Vogue. di Caterina Failla ... segue
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Pordenone - dal 16 settembre al 3 dicembre 2006
La leggenda di Primo Carnera
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PALAZZO DELLA PROVINCIA vai alla scheda di questa sede Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede |
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Corso Giuseppe Garibaldi 8 (33170) |
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+39 0434231418 , +39 0434231410 (fax) |
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cultura@provincia.pordenone.it |
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www.provincia.pordenone.it |
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il mito del pugile italiano protagonista del Novecento
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orario: mar. merc. giov. ven. 15.30-19.30, sab. dom. 10.00-19.00; lunedì chiuso. Visite al mattino su prenotazione (possono variare, verificare sempre via telefono) |
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biglietti: euro 5,00 (ridotto euro 3.00). Ridotto scolaresche euro 1,00 |
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vernissage: 16 settembre 2006. ore 12 su invito |
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catalogo: euro 30 |
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ufficio stampa: STUDIO ESSECI |
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curatori: Roberto Festi, Ivan Malfatto |
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autori: Giacomo Balla, Tullio Crali, Fortunato Depero, Renato Di Bosso, Ivanhoe Gambini, Mino Rosso, Davide Toffolo, Carlo Vitale |
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genere: documentaria, arte contemporanea, collettiva |
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comunicato stampa  |
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A cento anni dalla nascita, avvenuta il 25 ottobre 1906, la leggenda di Primo Carnera continua. Leggenda perché l’esistenza, le vicissitudini, l’immagine popolare e le imprese sportive del primo pugile italiano divenuto campione del mondo hanno assunto un aspetto che ha travalicato la realtà, divenendo mito e simbolo per intere generazioni. Una trasfigurazione partita negli anni Venti, al debutto della carriera, e arrivata ai giorni nostri.
Con la mostra “La leggenda di Primo Carnera”, allestita nello spazio espositivo del Palazzo della Provincia di Pordenone dal 16 settembre al 3 dicembre, il visitatore potrà riscoprire la vicenda umana e sportiva di uno dei pochissimi sportivi che sono entrati di diritto nella storia del secolo Novecento. L’evento è organizzato dalla Provincia di Pordenone in collaborazione con esaExpo – supportato da Banca FriulAdria, Fondazione CRUP, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – e in collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana, con la Federazione Italiana Lotta Libera Judo Lotta Karate Arti Marziali.
Carnera (Sequals, Pordenone, 1906-1967) è stato il gigante, l’uomo più forte del mondo con i suoi 2 metri di statura in una società dove l’altezza media non raggiungeva il metro e settanta.
Carnera è stato il pugile italiano più popolare, perché ha portato la prima cintura iridata al nostro Paese (per la seconda si sono dovuti aspettare 23 anni), nella categoria più affascinante: i pesi massimi.
Carnera è stato uno degli sportivi che più ha colpito l’immaginazione insieme a Coppi, Bartali, Nuvolari, il grande Torino e pochi altri, diventando un evento emotivo e mediatico che ha superato i confini della boxe, trasformandosi in elemento di costume, storia sociale, linguaggio (“Mangia che diventi forte come Carnera” hanno detto le madri per anni ai bambini).
Carnera è stato strumento di un periodo storico, il Fascismo, nel quale il suo corpo eccezionale e i suoi trionfi sono divenuti, suo malgrado, trasposizione al popolo dell’eccezionalità e dei successi del regime.
Carnera è stato il simbolo per milioni di emigranti, partiti come lui per combattere la fame e che nella sua parabola vedevano allo stesso tempo un esempio da seguire e una forma di riscatto: il “gigante buono” capace di trasformarsi da povero in ricco, da manovale in campione, da anonimo a idolo.
Carnera è stato infine il gigante dei valori, non solo sportivi, che sono sempre stati la bussola della sua intensa esistenza: spirito di sacrificio, famiglia, onestà, generosità, determinazione a non arrendersi mai, legame con le radici, convinzione che è l’istruzione e non la fama a emancipare.
Nel centenario della nascita, la Provincia di Pordenone ed esaExpo propongono un evento espositivo degno di questa scadenza. Una mostra, curata da Roberto Festi e Ivan Malfatto, e un catalogo che vogliono affrontare il tema “Carnera” con un taglio trasversale e assolutamente originale, “accompagnando” la storia della vita del campione friulano con tutti quegli eventi e quei riferimenti che sono stati parte integrante della sua epoca.
Questi aspetti vengono ripercorsi nella mostra di Pordenone, che si articola in sette sezioni: 1) Il friulano Carnera. Emigrazione in Friuli Venezia Giulia fra Ottocento e Novecento; 2) La montagna Carnera: mito e leggenda dell’uomo gigante; 3) Carnera e il pugilato. La carriera sportiva; 4) Arte e sport negli anni del fascismo; 5) La lotta per vivere. Carnera e il catch; 6) Da Sequals a Hollywood. Carnera e il cinema; 7) La forza del mito. Le sezioni tracciano un confine che va oltre lo specifico legato al pugile e alla sua intensa attività agonistica, prima pugilistica e che vede il suo apice con il titolo mondiale dei pesi massimi conquistato il 29 giugno 1933 al Garden Bowl di New York contro Jack Sharkey e successivamente, dal dopoguerra e per quasi 18 anni, nel catch, antesignano dell’attuale wrestling, una “lotta per la vita” che Carnera affronta con tour estenuanti sui ring di tutto il mondo per riconquistare quella solidità economica che il pugilato e le traversie della guerra gli avevano negato.
In mostra gli oggetti culto della vita sportiva (la cintura mondiale di Carnera, i guantoni da combattimento, la corda da allenamento, le scarpette, i pantaloncini, ma anche la maglia azzurra, i palloni, e la mitica Coppa Rimet della nazionale italiana di Calcio due volte campione del mondo nel 1934 e nel 1938 e il corredo da corsa del pilota automobilistico Tazio Nuvolari) si accompagnano agli oggetti d’arte classica provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze raffiguranti scene di pugilato e alle opere degli artisti del Novecento – con prestiti da importanti musei e collezioni private (Fortunato Depero, Tullio Crali, Carlo Vitale, Ivano Gambini, Mino Rosso, Renato di Bosso e il celebre ritratto di Carnera di Giacomo Balla) – che hanno raffigurato, tra gli anni Venti e gli anni Quaranta, il mito dello sport.
E ancora gli inediti manifesti di boxe provenienti dalla raccolta Salce con i significativi esempi di Carnera “testimonial” nella nascente pubblicità commerciale o quelli della trasvolata atlantica del decennale di Italo Balbo, impresa concomitante al successo mondiale di Carnera.
Fotografie, video inediti, le brochure e i bozzetti del “Conte di Savoia” e del “Rex”, i transatlantici protagonisti dei molti viaggi del campione friulano tra Europa e America; il suo manoscritto, una vera e propria autobiografia tracciata negli anni in cui viaggia nei cinque continenti per i combattimenti di catch; le strisce originali a fumetti con le sue “avventure” pubblicate dai quotidiani USA e da lui stesso firmate e quelle più recenti, opera di Davide Toffolo, che documentano con sensibilità e disincanto la mitica avventura dell’“uomo più forte del mondo”. Non da ultimo i molti materiali legati all’attività di Carnera nel mondo del cinema che lo vede coinvolto in 17 pellicole tra il 1933 e il 1959, spesso in ruoli marginali, ma sempre con l’aura mitica di chi è stato un protagonista.
La documentazione su Villa Carnera a Sequals, costruita nel 1932, rappresenta il nodo per ricongiungere l’uomo con le sue radici. Qui torna nel maggio del 1967 il vecchio pugile che decide il rientro in Italia quando ormai la morte è vicina. Lo scrittore Nantas Salvalaggio, che lo ha conosciuto in momenti diversi della sua vita, lo ricorda nell’introduzione al catalogo (a cura di Roberto Festi, 240 pp. con 320 illustrazioni) che accompagna la mostra. Venti saggi, affidati a esperti delle varie tematiche, tracciano quella che può essere considerata la più completa ed esaustiva trattazione su Primo Carnera e il suo tempo.
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