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arte contemporanea, collettiva LA GALLERIA NAZIONALE ​ Viale Delle Belle Arti 131 Roma 00196

Roma - dal 23 settembre al 19 novembre 2006

Il libro come tema, il libro come opera

Il libro come tema, il libro come opera
V. Corcos, Sogni, 1896 (GNAM)
 [Vedi la foto originale]
LA GALLERIA NAZIONALE
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Viale Delle Belle Arti 131 (00196)
+39 06322981
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un’ampia panoramica dedicata al tema del libro, articolata in due principali sezioni
orario: 8,30 – 19,30 lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Museo + Mostra: Euro 9,00
vernissage: 23 settembre 2006. ore 12
editore: ELECTA, CORRAINI
curatori: Rita Camerlingo, Federico Lardera, Giorgio Maffei, Maria Vittoria Marini Clarelli, Maura Picciau, Mario Ursino
autori: Filippo Bigioli, Alighiero Boetti, Francesco Clemente, Francesco Coghetti, Fortunato Depero, Lucio Fontana, Pietro Gagliardi, Annibale Gatti, Vincenzo Giacomelli, Francesco Gonin, Filippo Tommaso Marinetti, Arturo Martini, Henri Matisse, Bruno Munari, Francesco Podesti, Vincent Van Gogh
genere: arte moderna e contemporanea, altro, collettiva

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comunicato stampa
In occasione della proclamazione da parte della Commissione Italiana dell’Unesco delle città di Torino e Roma coma capitali mondiali del libro (aprile 2006 – aprile 2007) e in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2006, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, con il sostegno della DARC e della Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, presenta un’ampia panoramica dedicata al tema del libro, articolata in due principali sezioni:

1. Arte e Letteratura fra ‘800 e ‘900 nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna a cura di Maria Vittoria Marini Clarelli e Mario Ursino. Testi critici di Maria Vittoria Marini Clarelli, Mario Ursino, Benedetta Bini. Allestimento di Federico Lardera. Catalogo Electa.

Questa parte della mostra è dedicata ai molti soggetti che ruotano intorno al tema del libro nella pittura e nella scultura italiana. L’itinerario è articolato in diversi momenti e comprende solo opere di proprietà del museo prevalentemente italiane. In apertura, e in evidenza, il celeberrimo dipinto di Van Gogh L’Arlesiana 1890, un ritratto al quale l’artista accosta due fra i suoi libri preferiti, I racconti di Natale di Dickens e la Capanna dello zio Tom della Becker Stowe.

- Leggere, meditare, sognare è dedicato alla lettura, associata alla produzione figurativa del XIX e del XX secolo. Immagini selezionate di personaggi che leggono, con una prevalenza femminile (del tutto casuale) legate alle tematiche che partono dal Verismo al Simbolismo fino al ritratto della Belle Époque.

- Il Libro come attributo e status symbol mostra ritratti nei quali il libro è presente come attributo riferito alla professione, al carattere e alle attitudini del personaggio.

- Nello studio e in salotto l’attenzione si sposta sui luoghi della lettura, tipici degli interni borghesi, interessante analisi della pittura dell’Ottocento.

- La pittura letteraria. Fra Neoclassicismo e Romanticismo, l’arte italiana dedica particolare attenzione alle tematiche di derivazione letteraria, con particolare riferimento ai classici.

In quest’ambito particolare attenzione viene data a sedici bozzetti della “Galleria Shakespeariana” pervenuti alla Galleria Nazionale probabilmente alla fine dell’Ottocento, sicuramente prima del 1911. Essi facevano parte di un ambizioso progetto promosso dall’impresario Romualdo Gentilucci dal titolo “Galleria Shakespeariana” ma che per ragioni non documentate, non fu mai portato a termine. Ne fanno parte: Filippo Bigioli con scene tratte dal Machbeth, Francesco Podesti da Giulietta e Romeo, Francesco Coghetti da Giulio Cesare, Annibale Gatti da Re Lear, Pietro Gagliardi da Antonio e Cleopatra, Francesco Gonin da La Tempesta, Vincenzo Giacomelli da Enrico V, Enrico VI, Enrico VIII e Alfonso Chierici da Otello. Questa rassegna shakespeariana è stata curata da Rita Camerlingo.

- Tutta novecentesca e la parte dedicata a I ritratti dei letterati, scrittori e saggisti che compongono la classe intellettuale italiana. Prevale la produzione degli anni Trenta con riferimento soprattutto all’ambiente romano, ma anche a quelli torinese e fiorentino gravitante intorno al Caffè Aragno ricostruito per l’occasione.

2. Il libro come opera d’arte - Avanguardie italiane del Novecento nel panorama internazionale

a cura di Giorgio Maffei e Maura Picciau. Testi critici di Giorgio Maffei, Maura Picciau, Barbara Cinelli, Sara Guindani e Annalisa Rimmaudo. Allestimento di Federico Lardera. Catalogo Corraini Editore.

La sezione presenta oltre 100 libri-opera dalle avanguardie storiche del Novecento, dal Cubismo al Futurismo al Surrealismo fino all’Arte Concettuale, tra gli altri Zang Tumb Tumb di Filippo Tommaso Marinetti, Contemplazioni di Arturo Martini, Il libro imbullonato di Fortunato Depero, Jazz di Henri Matisse, il Libro illegibile di Bruno Munari, Il Libro d’oro di Fontana e ancora i Mille fiumi di Alighiero Boetti, Pinxit di Francesco Clemente sono alcuni esempi di libri-opera il cui valore estetico e storico è del tutto paragonabile alle più note creazioni di questi autori e al ruolo innovativo che la loro opera ha svolto nel secolo XX. A questi testi sono stati affiancati alcuni esempi di libri-opera riferiti ad una cultura internazionale.

Le opere provengono dalle più importanti istituzioni pubbliche italiane quali la Biblioteca Centrale di Roma, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Biblioteca Nazionale di Firenze e da collezioni private italiane e straniere.

Il libro-opera è un libro nel senso tradizionale del termine, il quale è però interamente progettato dall’artista che ne fa un’opera unitaria, reiterabile e a larga diffusione. L’artista si avvale degli strumenti propri dell’epoca della riproducibilità tecnica per produrre dei libri che sono opere d’arte, edite e commerciabili.

Nella scalinata esterna della Galleria verrà installata una stele raffigurante un frammento dell’opera “Il Padiglione del Libro” realizzato da Fortunato Depero in occasione della II Biennale Internazionale di Arte Decorativa di Monza del 1927, a cura di Federico Lardera.
 
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