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arte contemporanea, collettiva PARDES - BARCHESSA DI VILLA DONA' DELLE ROSE ​ Via Miranese 42 Mirano 30035

Mirano (VE) - dal 24 settembre al 17 dicembre 2006

Arte di sottobosco. Micologiche & Saprofiti

Arte di sottobosco. Micologiche & Saprofiti
Alan Castelli De Capua - Funghi a perdere
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PARDES - BARCHESSA DI VILLA DONA' DELLE ROSE
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Via Miranese 42 (30035)
+39 0415728366 , +39 3491240891
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La mostra si propone come l’esperienza dell’andare a funghi ed insieme ai funghi reali s’incontrano nel parco della Barchessa di Villa Donà delle Rose a Mirano quelli d’artista
orario: da mercoledì a venerdì 15 – 18; sabato e domenica 10.30 - 12.30 e 15 – 18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 24 settembre 2006. ore 17
catalogo: con testi di Antonio Costanzo e Maria Luisa Trevisan
curatori: Maria Luisa Trevisan
autori: Annalù, Daniela P. Bacigalupo, Julia Bornefeld, Alessandro Cardinale, Sonia Casari, Alan Castelli De Capua, Franco Cimitan, Franco Corrocher, De Campo & Galiazzo, Amedeo Fontana, Roberto Fontanella, Franco Gazzarri, Laura Gioso, Cristina Gori, Abdallah Khaled, Luginbühl & Concolato, Maria Pia Michielon, Lara Oreskovich, Pain Azyme, Aldo Pallaro, Dorina Petronio, Tobia Ravà, Oreste Sabadin, Santorossi, Hana Silberstein, Arza Somekh Coen, Cristina Treppo, Vittorio Valente, Cesare Vignato, Maria Chiara Zarabini, Stefano Zaratin, Luciano Zarotti, Zerbaro & Trentin
patrocini: Fondazione Bevilacqua La Masa, Comune di Mirano – Assessorato alla Cultura e al Turismo, Associazione Micologica “Bresadola” di Mirano - Gruppo Amici Micologi Mirano
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
La mostra si propone come l’esperienza dell’andare a funghi ed insieme ai funghi reali s’incontrano nel parco della Barchessa di Villa Donà delle Rose a Mirano quelli d’artista. Come è nello spirito di Concerto d’Arte Contemporanea e di PaRDeS ed in sintonia con il periodo, si organizza per un’esposizione autunnale con opere di scultura ed installazioni ambientali dislocate all’aperto (corredate di progetti e video) sul tema dei “funghi d’artista” che si lega all’ambiente e al territorio, dal titolo Arte di sottobosco. Micologiche & Saprofiti, a cura di Maria Luisa Trevisan. L'idea è nata in quanto, in questa zona del veneziano, ci sono molti funghi, sia commestibili che tossici e velenosi, che crescono nei parchi e giardini storici. Inoltre il fungo è un argomento di grande interesse per gli artisti. In molti sono attualmente a trarre ispirazione dal fungo con installazioni, dipinti, sculture, fotografia e video, prendendo spunto da funghi veramente esistenti come porcini, chiodini, amanite, “gambe secche”, ma anche inventandone di nuovi con forme geometriche fantasiose (triangolare, quadrata, a spirale, ecc.). Si potrà così effettuare un percorso costituito da funghi reali ed irreali, realizzati da oltre 30 artisti con i più svariati materiali: legno, pietra, cemento, ferro, reti, metalliche, vetro, terracotta, specchio, plastica, polveri, tessuti resinati, pizzi, spugne, accumulazioni di oggetti, di materiali diversi, anche di recupero. Il fungo viene qui considerando sotto molti l’aspetti sia positivi che negativi: ambientale, vegetale, micologico. Alcuni partono dal livello morfologico (cappello, lamelle, carne, velo, gambo, spore, muffe) e di crescita (sugli alberi, sui prati, a gruppi, ecc.) per arrivare al simbolico, psicologico, sessuale, erotico, metaforico, a quello pop, della favola e dei cartoon (si pensi a Walt Disney). Viene analizzato anche dal punto di vista sociologico, passando per la storia del territorio, la medicina e la cucina (funghi allucinogeni, curativi, gustosi, fantastici).

Il titolo: “arte di sottobosco” indica l’ambiente naturale in cui si trovano solitamente i funghi come generalmente li immaginiamo. “Micologiche” da micologia, scienza che studia i funghi. In tempi passati era inclusa nella botanica e se ne occupavano, generalmente, medici e studiosi di botanica. E’ da soli due secoli che la micologia si è separata dalla botanica ed è considerata una scienza a se stante suddivisa in diverse branche.

I funghi sono dei vegetali particolari, privi di clorofilla, perciò incapaci di sintetizzare da soli le sostanze organiche di cui necessitano per vivere; inoltre i loro tessuti contengono la chitina, sostanza assente nei vegetali, ma presente in specie appartenenti al regno animale (per esempio nei crostacei). Per questo la moderna micologia non li considera più dei vegetali e ha creato per loro un nuovo regno, chiamato regno Fungi. I funghi formano infatti un’amplissima coorte di organismi, sono oltre 100.000 specie, diffuse in ogni ecosistema.

“Saprofiti” è il termine che indica gli organismi eterotrofi che si nutrono di materiali (vegetali o animali) in decomposizione, alla cui mineralizzazione e al conseguente riciclaggio contribuiscono: si tratta in genere di batteri e funghi (inferiori e superiori). Tipici saprofiti sono, tra i vegetali superiori, alcune specie di orchidacee a radici ridotte e contenenti scarse quantità di clorofilla (per es. Neottia nidus-avis) e, tra gli animali la numerosa schiera di individui coprofagi e necrofagi (insetti, pesci, uccelli, mammiferi, ecc). Funghi saprofiti sono dunque quei funghi che per vivere si nutrono di sostanze organiche già pronte. Essi sono molto utili all’ecosistema perché con il loro metabolismo decompongono le foglie, i tronchi e le altre parti di piante morte, restituendo al terreno quei sali minerali sottratti dalle piante. Ogni specie fungina ha le proprie caratteristiche ecologiche che, generalmente, presentano somiglianze affinità con quelle di altre specie appartenenti allo stesso genere.

In certi luoghi o gruppi di popolazioni, riguardo la commestibilità dei funghi, esistono ancora preconcetti e false credenze, tramandati sin dall’antichità e spesso molto pericolosi. Si credeva che i funghi fossero generati direttamente dal terreno o da alberi su cui crescevano e che ne condividessero le caratteristiche. Per questo erano ritenuti commestibili quelli nati su piante benefiche e velenosi quelli che si sviluppavano su piante malefiche (per esempio su cipresso e quercia). Erano ritenuti velenosi anche quei funghi che crescevano vicino a piante velenose, nei pressi di tane di serpenti, vicino ai ferri arrugginiti, scarpe vecchie, cadaveri e panni sporchi e marcescenti. Credenze queste che vanno sfatate poiché non hanno nessun fondamento scientifico. E’ certo invece che i funghi hanno una spiccata capacità ad assorbire metalli pesanti, alcuni dei quali nocivi per l’uomo. Non è quindi salutare consumare funghi se crescono vicino a strade in cui transitano molte auto, o vicino a discariche industriali o nei campi in cui sono stati usati diserbanti.

Esiste una quantità impressionante di proverbi e detti sui funghi e sui momenti migliori per coglierli. Un proverbio trentino dice: “con luna crescente cesto scadente, con luna calante cesto abbondante”. I funghi possono essere connati, fascicolati, cespitosi, e crescono disponendosi sul terreno in vari modi a strisce, a zig-zag in cerchi. Si favoleggia che i funghi creino sul terreno dei disegni a cerchio, detti “cerchi delle streghe”, nei punti in cui le streghe hanno danzato in tondo, durante le loro feste notturne in onore del diavolo. In realtà i cerchi erbosi, che notiamo a occhio nudo, anche a distanza, sui prati montani, si formano in corrispondenza del micelio in crescita di alcune specie fungine. Tale micelio cede alle piante erbacee sostanze nutritive, rendendole più rigogliose. Nella parte interna del cerchio invece, l’erba si secca a causa della presenza nel terreno di composti ammoniacali che si sviluppano durante la decomposizione delle parti più vecchie del micelio. In Canada sono conosciuti alcuni cerchi delle streghe che hanno un’età circa di 300 anni.

Molte sono le espressioni verbali in cui si usa la parola fungo: ‘Stanno spuntando come funghi!', 'Nascono come i funghi!'. Capita di frequente ascoltare espressioni come queste, riferite magari alla rapida diffusione di esercizi commerciali particolarmente alla moda. Eppure, questi non sono che due dei tanti modi di dire (se ne contano una ventina) che hanno come protagonisti i funghi. Il fatto è che si tratta per lo più di frasi ormai lontane dalla lingua di tutti i giorni, anche se, proprio per questo, esse mantengono una singolare forza espressiva. Alessandro In queste espressioni non mancano riferimenti alla pericolosità dei funghi, ma quello che prevale è un sentimento di meraviglia e curiosità di fronte alle loro insolite caratteristiche.

Quasi tutte le espressioni, pur avendo una chiara origine popolare e rurale, trovano però ampio uso nella lingua letteraria, che, come si sa, coincide storicamente con il parlare toscano e in special modo fiorentino. Troveremo così Ariosto, Tasso, Leopardi, Pascoli e tanti altri a ricordarci che, a ben pensare, un fungo non si nega proprio a nessuno, almeno a parole. Recentemente è uscito un romanzo di una scrittrice nippo-canadese, espressione del principio multiculturale canadese del mosaico etnico: Hiromi Goto, Coro di funghi, Edizioni Socrates, Roma, 2005, denso di simbolismo sonoro.

La raccolta di funghi ha sempre il sapore della scoperta e della conquista, un’esperienza che si è voluta ricreare anche con la mostra sui “funghi d’artista”. Andare a funghi rappresenta un modo per passare una giornata in mezzo alla natura, respirare aria sana, fare un po’ di movimento fisico. Ci si concentra sulla raccolta dei funghi, lasciando da parte pensieri e preoccupazioni. Mentre si cammina si osserva un fiore, una farfalla, dei mirtilli e si stabilisce un rapporto armonico con la natura. Ecco che possono nascere interessi diversi da quelli puramente alimentari e, in tal caso il desiderio di conoscere i funghi, non solo quelli commestibili e velenosi, cresce sempre di più a mano a mano che ci si addentra in questo mondo così affascinante.
 
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