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arte contemporanea, collettiva MART ​ Corso Angelo Bettini 43 Rovereto 38068

Rovereto (TN) - dal primo dicembre 2006 al primo maggio 2007

Mitomacchina

Mitomacchina
Jaguar E - Type coupé, 1962. San Martino in Rio (Reggio Emila), Scuderia San Martino Museo dell’Auto© Diego Cassetta-Mart

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MART
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Corso Angelo Bettini 43 (38068)
+39 0464438887 , +39 0464430827 (fax), 800397760
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it
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Storia, tecnologia e futuro del design dell'automobile
orario: lunedì - domenica 10:00 - 18:00
venerdì 10:00 – 21:00
Chiuso il lunedì a partire dal 15 gennaio 2007
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 8 € Ridotto: 5 €
Ridotto scolaresche: 1€ a studente
Biglietto famiglia: 20€
Amici del museo: gratuito
vernissage: 1 dicembre 2006. ore 18
editore: SKIRA
curatori: Gabriella Belli
genere: design, altro, arti decorative e industriali

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comunicato stampa
La storia del design dell'automobile - uno dei più affascinanti miti del '900 - e le visioni che anticipano le sue trasformazioni nel Ventunesimo secolo. E' Mitomacchina, il grande evento espositivo 2006-2007 del Mart, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, che sarà dunque il primo museo in Italia a dedicare una grande mostra a questo tema.
L'esposizione, in programma dal 2 dicembre 2006 al primo di maggio del 2007, intende raccontare la storia del design dell'automobile, in un percorso che individua come suoi punti nodali le grandi innovazioni dal punto di vista dell’estetica e da quello della tecnologia.
Si parte dagli esordi - in mostra anche la prima automobile mai realizzata con un motore a scoppio, la Benz Dreirad del 1886 – e si arriva ai giorni nostri e oltre. Mitomacchina presenta infatti anche i prototipi che nel Ventunesimo secolo stanno per rivoluzionare ancora una volta le forme, l’uso e la carica di significati dell’automobile.

La chiave di lettura di Mitomacchina è duplice: da un lato la mostra presenta una vasta selezione di modelli di automobili scelti a partire dal loro ruolo di propulsori del cambiamento, sia in chiave sociologica che estetica; dall'altra una ricognizione sui progetti, i processi industriali e le sperimentazioni che hanno accompagnato, messo in discussione e ricostruito, grazie ai più alti geni della creatività internazionale, questo straordinario "oggetto" del Ventesimo secolo.

La mostra, prodotta dal Mart con la direzione di Gabriella Belli, sarà curata da un comitato di designer ed esperti del settore, storici del costume e storici dell'arte composto da Gian Piero Brunetta, Pierluigi Cerri, Emilio Deleidi, Giampaolo Fabris, Giorgetto Giugiaro, Tomás Maldonado, Giuliano Molineri, Adolfo Orsi, Sergio Pininfarina, Mauro Tedeschini e la rivista Quattroruote.
I modelli d'automobile presenti sono quelli di grandi case produttrici europee ed americane, come Alfa Romeo, BMW, Bugatti, Chevrolet, Chrysler, Citroën, Ferrari, Fiat, Ford, Jaguar, Lamborghini, Lancia, Lotus, Maserati, Mercedes-Benz, MG, Mini, Nissan, Pagani, Peugeot, Porsche, Renault, Rolls-Royce, Saab, Smart, Tatra, Volkswagen.
Accanto a queste anche esemplari di costruttori nel frattempo scomparsi: Cisitalia, Jamais Contente, Hanomag, Iso Rivolta, Isotta Fraschini, Messerschmitt, NSU, Studebaker, Trabant, Voisin. Provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo, alcuni di questi modelli saranno esposti per la prima volta al pubblico.



L’AUTOMOBILE COME ARCHETIPO ESTETICO

Una riflessione sull'automobile come mito della contemporaneità, quindi, con molti spunti inediti. Una parte notevole del materiale in mostra è normalmente affidato esclusivamente alla custodia delle aziende e dei collezionisti privati: Mitomacchina farà uscire dai laboratori dei più importanti centri internazionali di design le maquettes, che si potranno quindi confrontare con i modelli originali, ma anche i disegni tecnici in scala 1:1, i modelli in legno, le fotografie dei disegnatori e dei centri di ricerca.
Ma soprattutto, il carattere di novità dell’esposizione è dato dal fatto che tutte le 70 automobili scelte sono archetipi estetici del '900, e per la prima volta una mostra lo racconta. Sono automobili, cioè, che hanno condizionato in egual misura automobilisti e case produttrici, fino ad essere percepite immediatamente come oggetti di culto.
La Volkswagen Maggiolino del 1935, la Golf di Giugiaro del 1974 e la Fiat 500 del 1957, ad esempio, hanno segnato la storia del design, per quanto riguarda le macchine a grande diffusione, imponendosi come modelli da imitare, come catalizzatori dei cambiamenti successivi con forti e durature implicazioni nel design industriale.


IL PERCORSO DELLA MOSTRA

L’ideale classico di bellezza assoluta nel mondo antico era rappresentato dalla statua della Vittoria alata di Samotracia. Prendendo spunto dal passato, i curatori della rassegna si sono ispirati alla Nike, allestendo all’esordio del percorso espositivo i capolavori degli anni’ 30 europei che incarnano le forme più pure e rappresentative di questo oggetto straordinario: le eccezionali Alfa Romeo Flying Star Touring del 1931, l’Isotta Fraschini 8A SS Torpedo sport Sala del 1927, la Bugatti T46 Coach Profile del 1933 o l’Alfa Romeo 8C 2900 B lungo del 1938

Le sale successive espongono le berline - come la Rolls-Royce Silver Cloud del 1959 – le convertibili come la Maserati 3500 GT del 1957 o la Chevrolet Corvette del ’59 e le coupé come le Mercedes-Benz 300 Gullwing (Ali di gabbiano) del 1954 o la Porsche 356 del 1948.

Le sezioni successive presentano l’automobile come risposta industriale al bisogno di mobilità espresso lungo tutto il Novecento. Ecco quindi il minimo indispensabile concentrato in utilitarie a vocazione prettamente urbana (come l’Iso Isetta, la Mini Minor, la Fiat 500), e le protagoniste della motorizzazione di massa (dalla Ford T del 1917 alla Trabant del 1958 alla Fiat Panda del 1980).
Parallelamente la mostra testimonia la ricerca sulle monovolume: dall’Alfa Romeo 40-60 HP del 1914 ad alcune macchine storiche come la Fiat 600 Multipla del 1956 o a prototipi come la Lancia Megagammma di Giorgetto Giugiaro del 1978, per finire con la fortunata Espace della Renault del 1984, madre delle monovolume moderne.

Da questo punto in poi la mostra sposta l’attenzione dal prodotto finito ai processi della creatività e alla sperimentazione industriale.
Le ricerche che conducono alla definizione della forma di un’auto comportano una molteplicità di aspetti: la sportività, l’aerodinamica, l’innovazione tecnologica o lo studio di nuove forme di energia. Mitomacchina ripercorre tutti questi grandi temi di evoluzione dell’auto non solo con i modelli esposti – per i quali una visione d’ insieme è in genere impossibile – ma anche con studi, progetti, disegni originali, maquettes e riproduzioni in scala che permettendo di ricostruire la genesi del pensiero che ha portato alla loro creazione.
Ecco quindi la ricerca sull'aerodinamica, con i prototipi di Bertone, Giugiaro e Pininfarina, e i sogni di designer visionari, come le creazioni in pochissimi esemplari di Lamborghini e Ferrari.
Negli stessi anni si sviluppa una ricerca parallela e complementare sull’applicazione di nuove tecnologie e in tempi moderni anche sull’introduzione di energie alternative.
Mitomacchina ne rende conto con la Lancia Lambda del 1923 – la prima macchina con la scocca portante – per poi passare alle eccezionali invenzioni di Flaminio Bertoni per la Citroën negli anni Trenta, e infine ai prototipi dell’automobile del XXesimo secolo: non solo le novità dei grandi centri internazionali – come ad esempio la Biga di Giugiaro (1992) o la recentissima Nido (2004) di Pininfarina – ma anche il frutto della creatività di alcuni tra i maggiori architetti e artisti internazionali, come la Z-Car di Zaha Hadid (2005) o la Pivo del giapponese Takashi Murakami.
Infine, non mancano i giovani talenti delle maggiori scuole europee di design, tra cui il Royal College of Arts di Londra, lo IED di Torino e la Fachhochschule di Pforzheim.

In mostra anche una sezione cinematografica, che presenta alcune auto rese protagoniste da molte affascinanti suggestioni della filmografia internazionale.
Insieme alla mostra sarà pubblicato un catalogo (Skira) ampiamente illustrato e una guida breve alla mostra, a cura di Quattroruote.
Il catalogo conterrà la documentazione completa delle opere esposte, dalle automobili corredate di schede scientifiche alle maquettes ai disegni originali, ma anche una serie di saggi che aprono una riflessione interdisciplinare sul tema della mostra. I testi sono a cura di Gabriella Belli, Donatella Biffignandi, Enrico De Vita, Helen Evenden, Giampaolo Fabris, Tomás Maldonado, Giuliano Molineri per Giorgetto Giugiaro, Adolfo Orsi, Lorenzo Ramaciotti, Sergio Pininfarina, Mauro Tedeschini e Paolo Tumminelli.



Per la mostra si ringrazia:

Main Sponsor AGIP
Con il contributo di Marangoni SpA
Media Partner Quattroruote


Il Mart ringrazia:

Unicredit Group, Unicredit Private Banking, Gruppo Poste Italiane, Cantina La Vis e Valle di Cembra, Cartiere del Garda, Trentino SpA
 
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