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arte contemporanea, collettiva MART ​ Corso Angelo Bettini 43 Rovereto 38068

Rovereto (TN) - dal 2 marzo al 3 giugno 2007

Il Modo Italiano
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MART
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Corso Angelo Bettini 43 (38068)
+39 0464438887 , +39 0464430827 (fax), 800397760
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it
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Design italiano e avanguardia nel XXesimo secolo
orario: lunedì - domenica 10:00 - 18:00
venerdì 10:00 – 21:00
Chiuso il lunedì a partire dal 15 gennaio 2007
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 8 € Ridotto: 5 €
Ridotto scolaresche: 1€ a studente
Biglietto famiglia: 20€
Amici del museo: gratuito
vernissage: 2 marzo 2007. ore 18
editore: SKIRA
curatori: Giampiero Bosoni, Guy Cogeval
genere: design, collettiva

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comunicato stampa
Nei primi mesi del 2007 il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto torna, con una proposta innovativa e di grande respiro, sui temi del design e del suo rapporto con le arti visive e con la produzione industriale nel corso del XXsecolo.

Questi argomenti, già affrontati da un’ottica particolarissima con “Mitomacchina. Il design dell’automobile: storia, tecnologia e futuro”, in programma fino al 1 maggio 2005, sono invece indagati a tutto tondo dalla mostra “Il Modo Italiano”, prodotta dal Montreal Museum of Fine Arts in collaborazione con il Mart e il Royal Ontario Museum of Toronto.



L’esposizione, a cura di Giampiero Bosoni e Guy Cogeval, sarà allestita nella sede di Rovereto del Mart dal 3 marzo al 3 giugno 2007, dopo la tappa espositiva canadese al Montreal Museum of Fine Arts e al Royal Ontario Museum di Toronto



Nel periodo considerato dalla mostra, dal 1890 a oggi, i curatori hanno selezionato 380 oggetti con uno sguardo che non si limita a pittura, scultura, fotografia e disegni architettonici, ma che spazia dai mobili alle creazioni in vetro, dalla moda alla ceramica.

Le opere, in arrivo da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, ricostruiranno negli spazi del Mart la complessità di quel particolare clima creativo che ha contraddistinto l’Italia nel corso del Novecento.





La storia di un successo



L’ innovativo taglio del progetto consiste nel testimoniare la contiguità di molte discipline artistiche che hanno favorito lo sviluppo del design europeo.

La creatività italiana, in quel contesto, si è rivelata capace di anticipare gusti e tendenze che si sono poi espressi al massimo nel design, ma anche nella pittura e nella scultura. Se tutte le arti, nel corso del Novecento, hanno contribuito all’apertura dell'Italia alla modernità, nel design, in particolare, il nostro paese ha conquistato un ruolo di leader a livello mondiale a partire dal secondo dopoguerra.

L’indagine de “Il Modo Italiano” scaturisce dalla scelta del Mart di presentare progetti espositivi che facciano dialogare le varie arti, nella consapevolezza che non c’è un’unica “via maestra” della cultura e dell’esperienza artistica.



Nel percorso espositivo le opere d'arte sono messe in relazione con oggetti che, scaturiti dal talento di progettisti particolarmente attenti alle ricerche artistiche, sono entrati nella produzione industriale di massa, per poi penetrare la sfera del vivere quotidiano. Questi percorsi mostrano come molto spesso la vena creativa non sia stata appannaggio esclusivo dell'arte tradizionalmente intesa, ma sia passata con grande forza anche nell'oggetto di uso comune, che in ultima analisi ha ereditato il valore aggiunto della sperimentazione artistica.

In un periodo di crescita industriale e innovazioni tecnologiche questo ha permesso una transizione virtuosa dall’oggetto artigianale – unico e irripetibile – al design industriale che riproduce la bellezza in quantità virtualmente infinite.

Le problematiche affrontate nei primi anni del ‘900 dal Futurismo e dalla Metafisica di de Chirico, Carrà e Morandi sono riaffiorate con il Razionalismo di Terragni, Baldessari e Albini e hanno trovato un contraltare in Novecento di Sironi, Muzio, Ponti. Questo dibattito ha subito un successivo rinnovamento attraverso la visione critica della società dei consumi proposta dagli esponenti del radical design (Archizoom, Pesce, Mendini e altri) e dell’arte povera (Merz, Pistoletto, Kounellis) a metà degli anni Sessanta. A ciò ha fatto seguito la risposta alla crisi della modernità nei tardi anni Settanta, guidata dal gruppo di Memphis capeggiato da Ettore Sottsass nell’ambito del design e per molti aspetti dalla Transavanguardia nell’ambito artistico.



“Il Modo Italiano” propone una ricognizione inedita di tutti questi legami, esplorando i diversi e complessi modi di vedere, interpretare e rappresentare la società industriale in Italia attraverso gli occhi di architetti, artisti, e designer
 
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