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arte contemporanea, collettiva SPAZIO MAZZOTTA ​ Foro Buonaparte 60 Milano 20121

Milano - dal 23 gennaio al 3 marzo 2007

Simone Pellegrini

Simone Pellegrini

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SPAZIO MAZZOTTA
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Foro Buonaparte 60 (20121)
+39 0245498776 , +39 0245498815 (fax)
info@spaziomazzotta.it
www.spaziomazzotta.it
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In galleria sono esposti suoi lavori del 2005 e altre opere recenti
orario: lunedì chiuso, martedì- venerdì 10-14 e 15.30-19.30, sabato 14.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 23 gennaio 2007. ore 19-21
editore: MAZZOTTA
curatori: martina cavallarin
autori: Simone Pellegrini
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Spazio Mazzotta ha il piacere di presentare la mostra personale di Simone Pellegrini.

In galleria sono esposti suoi lavori del 2005 e altre opere recenti.

Gabriele Mazzotta, coinvolto nella realizzazione delle due più importanti mostre del 2007 a Milano, quella di Paul Klee alla Fondazione Antonio Mazzotta e quella di Wassily Kandinsky a Palazzo Reale, ha scelto per lo Spazio Mazzotta, la sua galleria di Foro Buonaparte 60, di presentare per la prima volta un giovane artista, Simone Pellegrini.

Un obiettivo pianificato da tempo, da quando l’editore ha riconosciuto nel lavoro di Pellegrini quel singolare connubio di riferimenti alle pitture parietali di Lascaux e Altamira, ai modi dell’iconografia medievale e alchemica, ad artisti come Blake, Goya, Klinger, Kubin, Redon e Klee che, tra la fine del Settecento e l’inizio del contemporaneo, hanno praticato il visionario e il fantastico, e che Gabriele Mazzotta ama da sempre.

Simone Pellegrini, nella sua casa-atelier di Bologna, crea un alfabeto di segni che si snoda a volo d’uccello sulla carta da spolvero. Un materiale antico, che i grandi maestri usavano per l’affresco, diventa così il supporto per raccontare storie di uomini-ombra, massicci, costretti in mucchi, creature mitopoietiche, attraverso un linguaggio che si compone di frammenti reiterati ma che trova significato nell’unità della narrazione.

Un processo di transfert, che si può ricondurre al mondo freudiano, di un fantastico mondo interiore, dalle matrici disegnate con il carbone e con tracce di colore, impregnate di olio di papavero e di cartamo, alla grande superficie.

Questo giovane artista fa ricorso alla memoria dell’Es e alla cultura dell’Ego, camminando lungo le vie impervie e tortuose della citazione e della narrazione e collocandosi, attraverso questa singolare ricerca trasversale, tra i più interessanti artisti della sua generazione.

Simone Pellegrini, nato ad Ancona nel 1972, vive e lavora a Bologna.

Nel 2000 si è diplomato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.

La sua prima mostra personale, Il salasso si è tenuta nel 1997 ad Ancona.

Da allora il suo percorso artistico si è arricchito di prestigiose esposizioni in Italia e all’estero.

Dal 2003 è presente nelle maggiori fiere d’arte italiane.

La mostra, curata da Martina Cavallarin, è realizzata in collaborazione con la Galleria

L’ Affiche di Milano.
 
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