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arte contemporanea, collettiva PALAZZO VENEZIA ​ Via Del Plebiscito 118 Roma 00186

Roma - dal 7 al 25 marzo 2007

Silvio Formichetti - Intime Confessioni

Silvio Formichetti - Intime Confessioni

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PALAZZO VENEZIA
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A distanza di un anno dalla mostra “Viaggio Mistico”, allestita nel marzo 2006 nelle sale del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, Silvio Formichetti, il pittore informale abruzzese, torna con una sua personale nella Capitale
orario: 10-19; lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 7 marzo 2007. ore 17
editore: SKIRA
autori: Silvio Formichetti
patrocini: Ministero per i beni e le attività e culturali; Senato della Repubblica; Regione Abruzzo; del Polo museale romano
genere: arte contemporanea, personale, arti decorative e industriali

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comunicato stampa
A distanza di un anno dalla mostra “Viaggio Mistico”, allestita nel marzo 2006 nelle sale del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, Silvio Formichetti, il pittore informale abruzzese, torna con una sua personale nella Capitale.

Le opere dell’artista di Pratola Peligna (L’Aquila) verranno esposte dal 7 al 25 marzo 2007 nelle stanze del prestigioso refettorio quattrocentesco di Palazzo Venezia a Roma.

La personale, dal titolo “Intime Confessioni”, raccoglie 49 opere della sua ultima produzione pittorica. Opere in cui, spento in parte il tormento iniziale, il gesto pittorico e la grafia continuano a mostrare l’inesauribile tensione spirituale che percorre l’artista e a segnare la sua incessante ricerca.

Il catalogo della mostra, edito da SKIRA, è corredato dagli interventi critici di Luca Tommasi, curatore, e di Selene Sconci, direttrice del Museo del Palazzo di Venezia, che in alcuni passaggi hanno così recensito le ultime “intime confessioni” artistiche di Silvio Formichetti.

“Se nelle tele di Viaggio Mistico , l’artista, che per la prima volta appariva al grande pubblico, aveva probabilmente bisogno di urlare il proprio tormento, affogando di pittura la superficie della tela, stratificando le proprie pulsioni con spesse coltri di colore, ora sembra quasi sussurrare, mormorare, declinare con note più flebili la sua grande ansia, la sua insopprimibile inquietudine, il suo tormento spirituale, la sua sete di esplorazione…La grafia permane in tensione continua, il segno sembra esplodere sotto la coltre ammantante del colore. Questo suo magma, tuttavia, galleggia e fluttua su soluzioni coloristiche monocromatiche, quasi in una sospensione incorporea, immateriale, spirituale… Si percepisce una maggior vicinanza al sacro, al mistico che diventa confronto con la Ragione, la Luce Eterna… Formichetti scopre che Fede e ragione si possono conciliare. E queste tele ne sublimano l’unione”. (Luca Tommasi, Intime Confessioni, Skira 2007).

“Tale segno , in collegamento diretto con l’inconscio, ieri dettava solo messaggi legati a vortici irregolari e convulsi, oggi si apre ad un dialogo col sovrannaturale e si distende su tinte preziose e su lunghe pause espressive. Quasi ombre della memoria, proiezioni interiori sostenute dalla Fede, forza maturata nel quotidiano misurarsi con la Vita.”(Selene Sconci, Lo spazio interiore di Silvio Formichetti, Skira 2007)
 
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