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arte contemporanea, collettiva ISTITUTO DEI CIECHI ​ Via Vivaio 7 Milano 20122

Milano - dal 28 marzo al 9 aprile 2007

Alessandro Busci
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Alessandro Busci
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ISTITUTO DEI CIECHI
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Via Vivaio 7 (20122)
www.istciechimilano.it
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dieci anni di lavoro del giovane pittore milanese
orario: tutti i giorni 11-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 28 marzo 2007. ore 18,30
editore: SKIRA
ufficio stampa: ADICORBETTA
autori: Alessandro Busci
patrocini: dell’Ambasciata italiana a Madrid e del Comune di Milano
genere: arte contemporanea, personale
web: www.italianfactory.biz

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comunicato stampa
Italian Factory International presenta: un importante progetto dedicato alla pittura di

Alessandro Busci, una mostra con due sedi istituzionali tra Madrid e Milano e

un catalogo, edito da Skira, che raccoglie dieci anni di lavoro del giovane pittore milanese

capace di tradurre, attraverso ricerca materica e colore,

paesaggi urbani e memorie di città in atmosfere suggestive.







Più di venti opere, su tavola e lastre di ferro, saranno esposte all'Istituto Italiano di Cultura di Madrid a febbraio e, tra marzo e aprile, presso l'Istituto Italiano dei Ciechi a Milano. Due luoghi istituzionali che confermano l'attenzione del pubblico e della critica verso Alessandro Busci per il quale, già nel 1999 Flavio Caroli scriveva, commentando l'atmosfera delle prime opere pittoriche: Silenzio. Sospensione. Minaccia. Insensatezza. E - comunque - incanto. Incanto della Belva; del Nulla frusciante e serpentesco che ci inghiottirà fra pochissimo, in un punto imprecisato del tempo e dello spazio. Acqua sporca. Luce marrone. Luce.





La mostra: sono opere di grande e medio formato, dedicate al paesaggio, attraverso tre grandi temi: le zone urbane, i cantieri e gli aereoporti, dunque grandi spazi in movimento; tra acrilico e smalto su tavola e opere su lastre di ferro, peculiarità della pittura di Alessandro Busci.

Le lastre di ferro di alcuni millimetri di spessore vengono ossidate attraverso acidi e via via avviene un adeguamento alla reazione tramite il colore.

Busci utilizza pigmenti puri, in polvere, mescolati con acidi, acqua e leganti mentre i tocchi finali sono affidati alle lacche applicate con pennelli giapponesi che, caricando molto colore, permettono segni pittorici molto vicini alla grafia orientale.





Il catalogo : antologico, copre un arco di circa dieci anni, edito da Skira, con testi di

Alessandro Mendini, Alessandro Riva e un'intervista di Chiara Canali.





Penso stia in un'originale dialettica la soluzione del possibile conflitto di Busci fra l'anima dell'architetto e quella del pittore (e magari anche quella dello storico dell'arte). Un percorso a ostacoli. Il riscatto, la sublimazione, e l'evanescenza del segno pittorico in contraddizione con la durezza del reale. Così Alessandro Mendini, tra gli autori del catalogo Skira, racconta della pittura di Alessandro Busci, della loro collaborazione tra il design e l'architettura e della passione di entrambi per le arti visive.



Il mondo, nei quadri di Busci, sembra così andarsi (ri)costruendo quasi, vorremmo dire, autonomamente, per gradi e per approssimazione – al pari di certe formazioni rocciose esistenti in natura, la cui architettura si va costruendo da sé per successive accumulazioni, corrosioni e mutazioni -, attraverso il processo alchemico della scomposizione e della ricomposizione di particelle di pigmenti, di ruggini, di ossidazioni progressive e successive. Alessandro Riva

 
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