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arte contemporanea, collettiva VILLA CAMPOLIETO ​ Corso Resina Ercolano 80056

Ercolano (NA) - dom 25 febbraio 2007

Marco Zagaria - Mitici

Marco Zagaria - Mitici

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VILLA CAMPOLIETO
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inaugurazione dell'installazione permanente
biglietti: free admittance
vernissage: 25 febbraio 2007. ore 10.30
autori: Marco Zagaria
genere: arte contemporanea, inaugurazione, personale

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comunicato stampa


MITICI

Installazione permanente di Marco Zagaria nella Villa Campolieto di Ercolano

Quest’opera fa parte di una più ampia riflessione critica che l’artista sta conducendo sui miti contemporanei, una ulteriore tappa che prende spunto dalla sua precedente installazione dal titolo “L’espulso” realizzata nella storica Porta degli Angeli di Ferrara, dove mise in scena la celebrazione del mito del calciatore.

Oggi, sulla facciata della settecentesca villa Campolieto, nel ritaglio di due grandi finestroni posti ai lati dell’ingresso monumentale, troviamo le immagini - un po’ eccentriche e sui generis - di un calciatore e di una velina.

Lui ha un viso orientale, preso in prestito da una maschera di carnevale, tutto agghindato con fiori, nastri e spilloni colorati. Indossa un completo da calcio bianco con lo sponsor censurato dall’immagine del suo stesso volto, un alter ego in cui naso e bocca sono celati da una corazza di metallo; chiudono il completino un paio di scarpini chiodati tutti d’oro e senza logo.

Lei, invece, ha un faccino languido e porta in capo una cuffietta da olandesina non proprio alla moda, così come le calze pesanti di lana e le scarpe. Indossa una maglietta bianca impressa dal suo “volto” e una culotte “sexy” a strisce bianco azzurre.

Tutti e due sorridono accennando con la mano un ambiguo invito ad entrare; è un invito a riflettere sul significato del mito nella nostra realtà, è un confronto con quelli del passato. Queste due figure ci introducono infatti in un edificio storico traboccante di immagini mitiche: da Appollo a Diana cacciatrice, da Mercurio a Minerva - per citare solo alcune delle raffigurazioni che Jacopo Cestaro affrescò nelle volte dei saloni - fino alle Lamie, figure che apparivano nei trivi cercando giovani per berne il sangue. Queste, va precisato, non sono solo immagini ma racchiudono in se il tentativo di dare significato all'esistenza, ai desideri e alle paure dell'uomo. Ogni epoca storica cerca questo significato e lo fa attraverso i suoi valori specifici, così oggi anche noi produciamo miti, li fabbrichiamo in scala industriale.

Ora però, nel mondo della comunicazione di massa gli eroi che si impegnano per una nobile causa sono stati soppiantati dagli “eroi del tempo libero”, dagli eroi dello svago e di tutto ciò che si vorrebbe essere. Il calciatore, la velina, che sia Maradona o la Canalis, incarnano il desiderio di riuscire a sfondare a tutti i costi; Sono ancora miti perchè estremamente ambigui e imprevedibili, riescono a stupirci ma anche a inorridirci. Sono piccoli miti perché li consumiamo in fretta, perché dal punto di vista economico, della pubblicità, c’è bisogno di creare miti opportunistici, veloci, a cui ci si possa attaccare a seconda delle urgenze.

Viene allora spontaneo chiedersi come si possa, oggi, rinvigorire il mito e chi sia in grado di farlo. E’ un dato il fatto che da sempre questo compito è spettato agli artisti, sono loro che lo hanno continuamente, instancabilmente rielaborato, riplasmato aggiungendo varianti e mettendolo in scena per far rivivere il suo senso profondo.

Ed è così che queste due figure si ribellano e si prendono gioco delle regole e delle consuetudini, delle mode e dei preconcetti. Attraverso l’ironia e ad un gesto metamorfico ci invitano a praticare la vita, ad “aprire la propria vita immaginativa alla bellezza e allo stupore verso le cose”.

Qui si celebra coloro che liberatisi dai lacci del conformismo e dagli obblighi comunicazionali possono finalmente dare un senso nuovo, profondo e critico al loro ruolo di mitici eroi contemporanei.
 
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