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Chiasso () - dal 2 marzo al 7 aprile 2007
Sandro Martini - Penso affresco Penso vetro


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FOLINI ARTE CONTEMPORANEA
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Via Livio 1 (6830)
+41 0916830188 , +41 0916830188 (fax)
info@foliniarte.net
www.foliniarte.net
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tele, affreschi, cages, appositamente create per questa esposizione che include anche uno straordinario grande vetro
orario: da martedì a venerdì h. 14 - 18.30, sabato 10- 12; 14 - 18.30 o su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 2 marzo 2007. ore 18,30
catalogo: in galleria
autori: Sandro Martini
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dopo la recente prestigiosa mostra dedicata ad Hans Hartung - definita unanimamente dalla critica come la più importante che si sia tenuta in Europa in una galleria privata, nel corso del 2006 - e le precedenti dedicate a maestri storici e contemporanei del novecento quali Emilio Vedova, Achille Perilli, G. De Dominicis, Paolo Gioli , Vittorio Matino e Roberto Floreani, la galleria Folini Arte Contemporanea di Chiasso, torna a presentare in una bellissima rassegna l’artista Sandro Martini a cui la galleria ha già dedicato un’esposizione nel 2004. Sandro Martini artista internazionale opera nei suoi due studi di Milano e San Francisco, creando altresì installazioni, temporanee e permanenti, in prestigiosi spazi pubblici e privati a livello globale.

La mostra, accompagnata da un ponderoso catalogo, include opere di diversa natura quali: tele, affreschi, cages, appositamente create per questa esposizione che include anche uno straordinario grande vetro, materiale e forma espressiva peculiare assai congeniale all’artista che ne esalta in un modo assolutamente originale, contaminandone e fecondandone con interventi incisori e pittografici, le particolarità.



Scrive in catalogo Domenico D’Oora: “…La superficie dell’opera è animata da un’invasione di schegge, graffiti – anche brandelli fisici, di stoffe, ma pur sempre verosimili lacerti di una colossale débacle di un’epoca o di un suo desiderato, imminente riscatto – che sono mossi da una fortissima volontà, forse rivoluzionaria, forse nostalgica, che ha l’apparenza di escludere ogni intrappolante ragionevolezza e non accettare di approdare ad un che di predefinito e che, nel proprio sconfinamento nello spazio, sembra cerchi, in un’interrogazione, in un’ipotesi, una qual possibile necessaria rottura, imprescindibile via di affrancamento e riscossa, liberazione. Passaggi carichi di imprevedibili domande, e pur di qualche rimpianto o ansia di obiettivi da conseguire; mete racchiuse e custodite nella consapevolezza di chi intende la bellezza di questa insistente forzatura, di questo dirompere del segno nello spazio, di questo farsi colore, forma rotta e frantumata nel dolore, nel desiderio, nel dinamico animarsi, nel cadere nel baratro del tempo e dello spazio, delle sconfitte e delle speranze della vita.

E’ questo uno spazio dell’opera che, nella sua complessità, allude alle illimitate dimensioni spaziali e temporali, della realtà, così come la sua sfaccettatura, evitando descrizioni, non indaga ma si riferisce, sottintende e comprende le infinite e indeterminate manifestazioni dell’esistenza e del sé.

E’, in fin dei conti, il compito ultimo della pittura, dell’arte quella grande - quella che non tradisce quando, fuori da una patinata rivista, ti entra in casa: ogni mattina guardo una carta di Sandro Martini, piccola e immensa, così anch’io, sperduto in un mare di segni a cui non so dare più un senso, mi preparo al mio lirico massacro quotidiano che là fuori, ma, da tempo ormai anche “dentro”, mi attende - di narrare per immagini significanti, qui ed ora, quelle che dell’uomo sono le ansie, le illusioni, e le speranze che, in un dipinto rosso, giallo e blu, possiamo trovare scagliate contro l’incerto avvenire…”
 
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