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arte contemporanea, collettiva MUSEO MARINO MARINI ​ Piazza Di San Pancrazio Firenze 50123

Firenze - dal 25 maggio al 30 giugno 2007

Poi piovve dentro a l'alta fantasia

Poi piovve dentro a l'alta fantasia
Laura Viale
Se i giorni fossero nove
2000
MDF, ceramica, fibre ottiche, orchidee
80,5 x 155 x 17 cm
 [Vedi la foto originale]
MUSEO MARINO MARINI
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Piazza Di San Pancrazio (50123)
+39 055219432 , +39 055289510 (fax)
museomarinomarini@tiscali.it
www.museomarinomarini.it
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"Poi piovve dentro a l'alta fantasia" è il verso di Dante, tratto dal XVII canto del Purgatorio, che Italo Calvino sceglie per introdurre la lezione dedicata alla Visibilità nell'ambito delle Charles Eliot Norton Poetry Lectures dell'Università di Harvard cui è stato invitato per l'anno accademico 1985-86
orario: 10-17, chiuso martedì e festivi
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 25 maggio 2007. ore 18-24
editore: GLI ORI
curatori: a.titolo
autori: Rebecca Agnes, Felipe Aguila, Marco De Luca, Nicus Lucà, Marzia Migliora, Margherita Morgantin, Sandrine Nicoletta, Paolo Piscitelli, Laura Pugno, Andrea Respino, Sara Rossi, Elisa Sighicelli, Marco Torchio, Laura Viale
genere: altro, doppia personale, disegno e grafica
email: info@atitolo.it

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comunicato stampa
³Poi piovve dentro a l¹alta fantasia² è il verso di Dante, tratto dal XVII canto del Purgatorio, che Italo Calvino sceglie per introdurre la lezione dedicata alla Visibilità nell¹ambito delle Charles Eliot Norton Poetry Lectures dell¹Università di Harvard cui è stato invitato per l¹anno accademico 1985-86. La lettura di quel verso si trasforma in ³constatazione²: ³La fantasia ­ chiosa Calvino ­ è un posto dove ci piove dentro². È dunque una specie di luogo naturale, interno ma nello stesso tempo aperto all¹interferenza degli elementi.
Da questa immagine trae spunto la mostra di quattordici artisti curata da a.titolo negli spazi del Museo Marino Marini di Firenze. Video e video installazioni, oggetti e opere pittoriche sviluppano il tema della natura attraverso la costruzione di una serie di percorsi in cui la ³visibilitಠserve a rintracciare il filo dei pensieri e delle sensazioni, delle esperienze, della memoria e dell¹invenzione.
La mostra prende posto in mezzo agli oggetti del museo attraverso una serie successiva di innesti: alle materie dure e stabili delle sculture di Marino Marini in bronzo, terracotta e cemento, si accosta la materia volatile e impermanente del video e del suono, acquarelli, fotografie e insieme una piccola serie di opere ³portatili² (un tappeto, una scatola, un veicolo dotato di ruote, una chaise-longue trasformabile, una scala). Le installazioni temporanee aprono nuovi punti di vista sulle sculture dell¹artista, invitando il visitatore a un esercizio di sguardi in cui a far da guida è, idealmente, l¹opera che guarda l¹opera.
In questa alternanza di attenzioni e di distrazioni, due sono le tipologie di opere che muovono verso l¹esterno, riversando all¹interno del museo un ricco repertorio naturale. Alcune guardano, adottando un tempo lento di osservazione, ricettivo ai cambiamenti e al minimo rumore. Altre muovono, compiono gesti, esplorano. Costruiscono abitacoli, protesi per stare in equilibrio o superfici su cui distendersi, postazioni per gradi diversi di mobilità: in alcuni casi fisica, in altri mentale.
La fantasia è un posto. _ mente che pensa, direttamente mobilitata dai profili di una montagna, un¹isola, una diga, una costa. È bosco, prato, mare, fiume, giardino.
Dentro ci piove. _ un ambiente interno ma osmotico e aperto alle infiltrazioni. In questa raccolta di opere è una facoltà che sembra molto dipendere dalla meteorologia: il vento, le condizioni di luce, la consistenza dell¹aria, delle nuvole, il vapore, il crepuscolo, il calore, la nebbia. Una fantasia tanto sensibile da risultare meteoropatica.

La mostra è accompagnata dal catalogo, curato da a.titolo con il progetto grafico di Zebra/cross media publishing, edito da Gli Ori di Prato. Documenta le opere degli artisti in mostra attraverso una sequenza di immagini sotto le quali scorre un testo composto da citazioni tratte da Virginia Woolf, Jorge Luis Borges, Stephen King, Gilles Deleuze e Felix Guattari, Alda Merini, Italo Calvino, Paolo Rumiz, Erri De Luca, Dario Voltolini, Anton Cechov, Emily Dickinson. Una traccia continua di parole intesa ad aprire ulteriori punti di incrocio tra immagine, pensiero e natura. Il catalogo è corredato dalle schede dedicate alle opere esposte e alle ricerche dei singoli artisti.
 
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