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arte contemporanea, collettiva LIMONAIA DI PONENTE ARTE CONTEMPORANEA ​ Via Vecchia Fiorentina I Tronco Quarrata 51039

Quarrata (PT) - dal 27 settembre al 16 dicembre 2007

Marco Bagnoli - Io x te. Paesaggio

Marco Bagnoli - Io x te. Paesaggio

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LIMONAIA DI PONENTE ARTE CONTEMPORANEA
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Via Vecchia Fiorentina I Tronco (51039)
+39 0573771408
urp@comune.quarrata.pt.it
www.villalamagia.it
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Bagnoli mette a fuoco le esperienze di questi anni con l'obiettivo di rivedere quello che è il luogo di confine, la terra di frontiera tra l'opera e il pubblico
orario: sabato e domenica: dalle 16.30 alle 20
dal lunedì al venerdì su prenotazione al numero 0573774500
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 27 settembre 2007. ore 19
editore: GLI ORI
ufficio stampa: DAVIS & CO.
curatori: Katalin Mollek Burmeister
autori: Marco Bagnoli
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
“La Limonaia di Ponente – Arte Contemporanea”, presso la Villa Medicea la Magia di Quarrata (PT), inaugura a settembre, come di consueto da due anni a questa parte, un nuovo progetto d’arte contemporanea. Per questa edizione 2007, sarà Marco Bagnoli a presentare “IO X TE. PAESAGGIO”, mostra curata da Katalin Mollek Burmeister e realizzata grazie al Comune di Quarrata, al suo sindaco Sabrina Sergio Gori e alla Fondazione Cassa di Risparmio Pistoia e Pescia.

Toscano, nato proprio nelle vicinanze della Villa Medicea la Magia, Marco Bagnoli sin dagli anni Settanta è riconosciuto come uno dei maggiori protagonisti del panorama artistico contemporaneo. Con “IO X TE. PAESAGGIO”, lavoro ispirato allo spirito del parco della villa, Bagnoli mette a fuoco le esperienze di questi anni con l'obiettivo di rivedere quello che è il luogo di confine, la terra di frontiera tra l'opera e il pubblico. È un evento essenziale nella ricerca dell'artista che ha inizio con SPAZIO X TEMPO – rapporto che si riferisce alla teoria della relatività in fisica e al titolo del foglio-giornale Spazio x Tempo, fondato nel 1975 dall’artista – poi contratto in IO X TE.
In questo progetto, azione teatrale, suono e musica, canto e movimento accompagnano l'opera d'arte. Durante l’inaugurazione, che si svolgerà rigorosamente al calar della sera, in una notte di luna piena, il pubblico sarà guidato dal suono e dalla voce di una cantante attraverso cinque stazioni, definite da cinque installazioni, in ognuna delle quali rimarrà una traccia sonora permanente. Avremo una sequenza teatrale e quindi un tempo scandito da un'azione musicale. Il suono è un’altra manifestazione della coordinata tempo, e suono e ritmo scandiscono e si abbinano spesso ai lavori di Marco Bagnoli. A Villa La Magia l’artista racconta la storia della “E di Delfi” di Plutarco. La cantante recita le risposte giuste in greco antico per poter essere accettati dal dio dentro al suo tempio rappresentato dai lavori del Paesaggio.

Il percorso inizia dalla Limonaia di Levante. Lo spettatore rimane all’esterno dello spazio architettonico: un tetto policromo in ceramica inclinato il Mirabile verso, anch'esso superficie sonora, sbarrerà l’ingresso dell’edificio. Il pubblico percepisce il tetto policromo come palcoscenico con la cantante sopra. All’interno, sui due lati si troveranno due librerie-archivio, dipinte e illuminate, sulle quali comparirà una banda rossa, segno caratteristico di Bagnoli fin dai suoi inizi, le parole IO X TE, e kevala (in sanscrito, solitario). Le dimensioni della banda sono misurate sulla sezione aurea e su di sé accoglie una serie di significati simbolici che la “tradizione”, ma anche la storia, gli hanno attribuito da “la porta, l’apertura, la cesura, la feritoia, la ferita aperta…”. Anche la porta sbarrata è un’immagine simbolica, è la soglia, il luogo magico che divide l’esterno dall’interno, il luogo del passaggio che congiunge e separa allo stesso tempo.

La seconda stazione è alla fontana, al centro del giardino all'italiana, con cinque vasi sonori, uno al centro della vasca e gli altri quattro in polvere di alabastro su altrettanti vasi rovesciati, in terracotta smaltata, a determinare i quattro punti cardinali, in una doppia rosa dei venti. Ritorna il tema della Quinconce, altro motivo chiave del lavoro dell’artista, già presente nella X segno di moltiplicazione che unisce e oppone le coordinate spazio-tempo: è un quadrato con un punto centrale, secondo l’arte dei giardini babilonesi e persiani, archetipo celeste che sta alla base di ogni orientazione.

Il percorso della mostra continua verso la Limonaia di Ponente, dove troveremo una video-installazione: sulle finestre socchiuse verranno proiettate, sul lato sinistro, immagini di giardini tratte da un antico manoscritto persiano, Antology of persian poets (del 1399), e sul lato destro la loro rappresentazione geometrico–magica.

Dopo esser ritornata alla fontana, la cantante si sposterà davanti alla scalinata della villa che introduce al giardino all’italiana, dove è situata l’opera L'Anello mancante alla catena che non c'è. La mongolfiera, altro elemento ricorrente nel lavoro di Bagnoli, appare per la prima volta nel 1984, con l'opera-evento Albe of Zonsonpgangen, realizzata nei pressi di Amsterdam. La mongolfiera racchiude nel suo profilo sia il cono della vista che la sfera della visione e suggerisce un’altra possibilità di osservare la realtà, un nuovo punto di vista dall’alto.

Il percorso prosegue verso la Cappella, antica grotta con un albero secolare: una canna-fontana di metallo, dipinta di rosso, alta circa 5 metri, si alimenta dell'acqua della caverna-vasca e sale a trafiggere la chioma dell'albero, da qui l’acqua riscende e prosegue per il suo eterno ciclo. Così si amplificheranno i movimenti d'acqua accompagnati da voci come fiammelle. Questo lavoro di Marco Bagnoli, dal titolo Ascolta il flauto di canna, rimarrà nel parco-museo Genius loci. Lo Spirito del luogo come opera permanente, come già è accaduto negli anni passati per Fabrizio Corneli e Anne e Patrick Poirier.

Infine, ultima stazione, la cantante attraversa la passerella rossa sul lago, altro riferimento alla banda rossa, per ricondurre il pubblico davanti alla villa alla presenza della luce-ombra della mongolfiera.

La partitura originale della musica, realizzata per questa occasione, è quella del violinista e compositore americano Michael Galasso che da lungo tempo collabora con Marco Bagnoli. La sonorizzazione è di Giuseppe Scali e le voci sono quelle di Ilaria Bellucci e Arianna Bucossi. Vera guidadella mostra è l’attore Leo Anfolsi.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Gli Ori, con testi di Katalin Mollek Burmeister e Fulvio Salvadori.





Villa La Magia
Voluta da Vinciguerra Panciatichi intorno al 1320, nella seconda metà del Cinquecento la villa fu acquistata dal Granduca Francesco I dei Medici e a lui si devono le grandi opere di ristrutturazione affidate all’architetto fiorentino Bernardo Buontalenti. Opere che hanno riguardato non solo l’edificio ma anche il parco, dove è stato realizzato un lago artificiale. Nel Seicento La Màgia passò alla famiglia Attavanti, periodo del quale si conservano ancora i magnifici affreschi e stucchi del pittore toscano Giovan Domenico Ferretti. Le ultime modifiche, dell’inizio del Settecento, furono fatte dal Conte Giulio Amato-Cellesi con la costruzione delle limonaie di ponente e di levante e l’allestimento dell’imponente giardino a selvatico con lecci, allori, cipressi e altre specie arboree.
 
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Marco Bagnoli
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