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arte contemporanea, collettiva MAGI 900 ​ Via Rusticana 1 Pieve Di Cento 40066

Pieve Di Cento (BO) - dal 5 ottobre all'undici novembre 2007

Vincenzo De Simone – Ritratti Luce / Luce di Ritratti (Secundum lumen)

Vincenzo De Simone – Ritratti Luce / Luce di Ritratti (Secundum lumen)

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MAGI 900
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"Secundum lumen” è il periodo dei tagli e dei ritratti incisi nella tela dal 1997 ad oggi: amici, intellettuali, conoscenti vengono messi a confronto con i ritratti della storia
orario: 10-18; lun chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 ottobre 2007. ore 18.00
editore: MAZZOTTA
ufficio stampa: Patrizia Paterlini
Tel. 3488080538 fax 0522452793 e-mail: patrizia.paterlini@municipio.re.it
curatori: Enrico Crispolti
autori: Vincenzo De Simone
note: Anche a Reggio Emilia presso l’Officina delle Arti, la Galleria BonioniArte e la Galleria Parmiggiani dei Musei Civici (inaugurazione il 6 ottobre)
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Quattro sedi espositive: due musei, il Museo Magi900 di Pieve di Cento e la Galleria Parmiggiani dei Musei Civici di Reggio Emilia, un luogo per la contemporaneità l’Officina delle Arti e uno spazio privato, la BonioniArte anch’essa a Reggio Emilia, ospitano la mostra Vincenzo De Simone – Ritratti Luce / Luce di Ritratti (Secundum lumen) che sarà inaugurata al Museo Magi900 di Pieve di Cento il 5 ottobre e a Reggio Emilia, nelle tre sedi indicate, il 6 ottobre 2007. Promossa dal Comune di Reggio Emilia – Musei Civici -, dal Museo Magi900 di Pieve di Cento e dalla Bonioni Arte, con il contributo di Landi Renzo, l’ampia rassegna, allestita site specific, comprende cinquantadue opere che documentano l’attività dagli esordi negli anni Sessanta all’ultima fase del lavoro definito "Secundum lumen", di Vincenzo De Simone (Roccarainola / NA - 1939). Nel suo itinerario artistico De Simone s’è sempre mantenuto fedele a scelte essenziali che hanno dato un’impronta significativa alla sua attività creativa. Le sue opere si caratterizzano fin dall’inizio per la tenace attenzione alle problematiche estetico-sociali e per lo spessore contenutistico e lo collocano tra gli artisti più significativi nel contesto dell’arte contemporanea europea.

Nella sua ricca produzione spiccano i cicli Quadri oggetto, Piani cromatici, Strutture primarie (uso concreto di materiali poveri); Pittura-Apittura (definizione pittorica di una non pittura); Teatro contadino (definizione simbolica della cultura contadina); Nodi (superamento e catarsi dell’oggetto agricolo); Folletti, <‘A Malombra> , Suicidio per amore (mitologia bucolica, fiabe, teatro); Non c’è più grano da batter e Bauern, Heilige und Teufel (installazioni).

L’ ultimo ciclo "secundum lumen” è quello dei tagli e dei ritratti incisi nella tela dal 1997 ad oggi: amici, intellettuali, conoscenti vengono messi a confronto con i ritratti della storia. Ma la serie è dedicata in modo solo apparente al tema del ritratto. Non può sfuggire, infatti, ad una visione complessiva del ciclo d’opere, quanto il riferimento a icone della cultura e della società contemporanea diventi il semplice pretesto per una ricerca sui “fondamenti” del linguaggio espressivo, la luce in particolare, inafferrabile enigma della tradizione pittorica di tutti i tempi, interpretata nel suo rapporto con i temi di sempre, il colore e lo spazio e in complesse equazioni tra contenuti di forme e forme di contenuti. Vincenzo De Simone, infatti, attua dal 1974, da quando programmaticamente inventò la “A-pittura”, un’inversione dell’atto consueto del vedere perché propone i suoi lavori come un’apparizione, un evento, ma soprattutto perché procede ad una materializzazione progressiva dell’opera attraverso la sua personalissima tecnica che gli permette di ottenere una figurazione sulla tela senza nessun uso del pennello e del colore. Una tecnica che, agisce per sottrazione e, attraverso lo “scavo” dell’intaglio, consente l’apparizione della luce ma anche delle ombre come “sensibilità materializzata”, in una parola: l’irrompere della vita.

L’artista recupera della pittura i puri valori formali, creando degli schemi molto semplici, dietro tele sottili, nel candore delle quali vengono a disegnarsi trasparenze che forniscono sembianze della raffigurazione, dell'identità della forma e del contenuto del ritratto. L’elemento essenziale di questi lavori è la luce nella sua duplice veste di rivelatrice della realtà e di suo travestimento, una luce che non è sulla superficie del quadro, come tradizionalmente avviene, ma interna ad esso.

Non a caso De Simone presenta un suo Autoritratto del 1960, costruito tra orditure coloristiche e sprazzi luministici, e non a caso ha inteso, nell’occasione della mostra, confrontarsi con la ritrattistica della seconda metà dell’Ottocento di Cesare Detti, protagonista della galleria di ritratti della Galleria Parmeggiani.

Con quest’esposizione De Simone conferma dunque l’originalità di un nuovo ciclo produttivo dove, accanto alla magia del sortilegio di luci e ombre, si sollecita una riflessione sulla pittura, sull’inganno sensoriale e sulle diverse prospettive della visione.
 
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