Hsiao Chin 3053 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
21/05/2019
Mibac: c'è il via agli elenchi dei professionisti dei beni culturali
21/05/2019
Stanco e malinconico. Il secondo ritratto di Leonardo da Vinci in mostra a Buckingham Palace
21/05/2019
Con i tutorial della British Library puoi realizzare il tuo manoscritto medievale
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva SPAZIO MAZZOTTA ​ Foro Buonaparte 60 Milano 20121

Milano - dal 28 settembre al 24 novembre 2007

Hsiao Chin

Hsiao Chin

 [Vedi la foto originale]
SPAZIO MAZZOTTA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Foro Buonaparte 60 (20121)
+39 0245498776 , +39 0245498815 (fax)
info@spaziomazzotta.it
www.spaziomazzotta.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Più di 40 opere realizzate tra il 2001 e il 2006 e alcuni lavori storici del 1962
orario: mar-sab 15-19.30; lun chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 27 settembre 2007. ore 18.30
editore: MAZZOTTA
ufficio stampa: Azalea Seratoni mob. +39 3358015633 info@spaziomazzotta.it
autori: Hsiao Chin
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Dagli anni Sessanta mi capita di incontrare in mostre, gallerie, collezioni le opere di Hsiao Chin e ogni voltami sorprende l’inconfondibile riconoscibilità di un colore-segnale, liquido e continuo, che dichiara un’eviden-za luminosa clamorosa. Anche nei primi dipinti osservati, dove predominavano segni neri e grigi quasi grafi-ci, la densità trasparente e la brillantezza del colore colpivano per il senso di forza e di energia che riusci-vano a trasmettere. Negli anni, l’organizzazione del campo del quadro nell’opera di Hsiao Chin è andatamutando in quando ha assunto progressivamente articolazioni e scansioni geometriche dichiarate, oradinamicamente fluide, ora geometricamente delimitate come articolate campiture. Anche qui però il colore,‘cantato’, è risultato insieme luce continua. Il valore comunicativo e simbolico dei colori della pitturatradizionale cinese, anche se non consapevolmente noto a chi guarda, agisce sempre nel senso di un forteimpatto in cui percezione sensoriale, emozione e riflessiva individuazione dell’oggetto osservato si compen-etrano rivelando i tracciati di una gestualità creativa capace di definirsi in una originale e induplicabileimmagine conclusa.La pittura di Hsiao Chin esalta materia e superficie. Per molti anni l’artista si è valso per realizzare le sueopere della carta di riso, dove i depositi cromatici vengono assorbiti nella particolare struttura costitutiva cheil supporto fornisce. Nei dipinti più recenti colore, luce e superficie vengono sollecitati dentro una stessaarmonica misura. Sappiamo che il Tao, concetto fondamentale su cui si basa l’antica interpretazione filosofica cinese del flus-so dinamico che fa vivo il mondo, aperto e corroborante paradigma etico con il quale conviene concordi ognimutevole esistenza, indica originariamente via, cammino e quindi svolgimento. corso. Per Hsiao Chin, la con-sapevolezza del Tao, di cui ha teorizzato l’attualità di una dimensione estetica, significa aver messo a con-fronto e aver risolto due esperienze di vita e di pratica artistica che lo hanno per intero coinvolto facendoglisuperare qualsiasi spigolosa contrapposizione tra Oriente e Occidente, polarità di riferimento culturale e poet-ico tra cui si è mosso in un creativo andirivieni. (Vittorio Fagone, Hsiao Chin, 2002, Edizioni Gabriele Mazzotta).

Hsiao Chin vive gli anni di formazione tra Shangai e Taiwan, influenzato da un clima familiare dove le sofisticate espe-rienze della cultura europea, soprattutto musicali non sono remote.Presto fuori dal turbinoso mondo cinese dove compie gli studi artistici, Hsiao Chin arriva poco più che ventenne inSpagna e rimane affascinato dal vivace ambiente culturale di Barcellona.Nel 1959 tiene alla Galleria Numero di Firenze la sua prima mostra personale in italia. Nello stesso anno si stabiliscea Milano diventando uno dei personaggi rappresentativi della vita artistica milanese. È da qui che comincia un inces-sante e interrogativo peregrinare per le più diverse strade del mondo, in Germania, Francia, Gran Bretagna, negli StatiUniti e in Messico e dopo il 1978 di nuovo a Taiwan e in Cina.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram