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arte contemporanea, collettiva PALAZZINA DELLE ARTI ​ Via Del Prione 236 La Spezia 19121

La Spezia - dal 26 ottobre al 9 dicembre 2007

Alberto Cavalieri - Viaggio nel segno

Alberto Cavalieri - Viaggio nel segno
PALAZZINA DELLE ARTI
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Via Del Prione 236 (19121)
+39 0187778544 , +39 0187257629 (fax)
palazzinaarti@laspeziacultura.it
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Personale di Alberto Cavalieri
orario: dal mercoledì alla domenica ore 10-12 e ore 16-19, martedì solo pomeriggio, lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 26 ottobre 2007. ore 18
editore: SILVANA EDITORIALE
curatori: Marzia Ratti
autori: Alberto Cavalieri
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Venerdì 26 ottobre alla Palazzina delle Arti (Via del Prione 236), alle ore 18, sarà inaugurata la mostra “Viaggio nel segno” di Alberto Cavalieri. L’esposizione rientra nell’ambito della rassegna “Finestre sul Golfo”, che ha già ospitato mostre personali di Vincetiu Grigorescu, di Armando Pizzinato, di Michael Snoek, tutte dedicate alle opere di artisti che hanno scelto di vivere nel Golfo o nella Riviera spezzina proseguendo qui la loro ricerca creativa.

Alberto Cavalieri, nato a Genova nel 1927, nel 1952 si è trasferito a Milano dove ha vissuto e lavorato fino al 1987, anno in cui si è stabilito a Monza. Si è trasferito nel 1991 a Reggimonti di Bonassola (SP), dove tuttora risiede.

Cavalieri ha costruito un percorso artistico originale e senza sostanziali legami con la cultura artistica locale genovese, se si eccettuano l’iniziale collaborazione con Finetti, che lo inviterà in seguito a esporre in diverse occasioni alla Galleria Boccadasse, e i successivi rapporti di amicizia con Riccardo Pavero e Attilio Mangini. Esordisce giovanissimo nel 1949 con una personale alla Casa del Popolo di Rivarolo. Fonti originali del suo interesse sono il paesaggio e la figura che sono andate progressivamente a sovrapporsi nella sua opera determinando poi la radicale sintesi dell’astrazione segnica, apparsa sin dalla mostra “Grafica di Alberto Cavalieri 1967-1974” alla Galleria d’Arte Centro di Milano del 1974, in occasione della quale presentò la cartella di linoleumgrafie “Il tempo, il ricordo, il silenzio.

“Le tappe che hanno scandito il percorso di Alberto Cavalieri, - scrive Matteo Fochessati nel catalogo della mostra - dall’esordio nell’immediato dopoguerra sino alla maturità artistica raggiunta nei primissimi anni ’70, rappresentano un riflesso paradigmatico della sua più compiuta espressione pittorica, caratterizzata da una ricerca di equilibrio compositivo e di perfezione formale che operativamente si è sviluppata attraverso una costante e progressiva tensione verso una raffinata e schiva riduzione del suo precipuo vocabolario linguistico. In sintonia con l’understatement del personaggio e la naturale riservatezza che lo contraddistingue, la formazione artistica di Cavalieri ha sempre teso infatti verso una semplificazione delle potenzialità espressive della sua esperienza artistica, regolata formalmente da una ricerca di lirica armonia e di disciplinata organizzazione del segno pittorico.”

La mostra, a cura di Marzia Ratti, Direttore dell’Istituzione per i Servizi Cultrali, con presentazione di Marco Ferrari, Presidente dell’Istituzione per i Servizi Culturali e testi critici di Alberto Veca (Milano) e Matteo Fochessati (Genova), copre con le ottanta opere esposte un ridotto ma significativo arco di tempo del lavoro dell’artista, corrispondente all’ultimo periodo ligure. La ricerca di Cavalieri “a un tempo appartiene al mondo della riflessione filosofica, - così scrive Alberto Veca - a un tempo disciplina gli accordi fra le parti che compongono il lavoro: si tratta di una misura che organizza il fondo e le figure in un registro che non conosce strappi traumatici o forti dissonanze”.

Alberto Cavalieri ha indagato e approfondito la costruzione del suo alfabeto segnico e della sua sintassi, facilitato dalla permanenza nella quiete di Reggimonti di Bonassola, che con i silenzi e le bellezze paesaggistiche ha in lui stimolato nuove scritture formali basate su progressive scelte di riduzione cromatica e compositiva

“Osservare i suoi segni-struttura è prendere atto di quanta complessità vi possa essere nel processo di semplificazione” scrive Marzia Ratti nell’introduzione in catalogo, edito dall’Istituzione per i Servizi Culturali per i tipi di Silvana Editoriale (Milano).
 
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