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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA ​ Campo Santa Maria Formosa 5252 Venezia 30122

Venezia - dal 16 novembre 2007 al 10 febbraio 2008

Georges Adéagbo - La rencontre
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FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
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Campo Santa Maria Formosa 5252 (30122)
+39 0412711411 , +39 0412711445 (fax)
fondazione@querinistampalia.org
www.querinistampalia.it
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Prima mostra dell’artista africano in una Istituzione italiana
orario: dalle 10 alle 18. Il venerdì e sabato dalle 10 fino alle 22. Chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 8 euro, ridotto 6 euro
vernissage: 16 novembre 2007. ore 18
editore: GLI ORI
curatori: Chiara Bertola, Stephan Koehler
autori: Georges Adéagbo
genere: arte contemporanea, personale
web: www.jointadventures.org

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comunicato stampa
Georges Adéagbo, nato nel 1942 a Cotonou (Benin) dove vive e lavora, è uno dei più importanti artisti dell'Africa Occidentale. Le sue partecipazioni alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia nel 1999 e a Documenta di Kassel nel 2002 hanno decretato il suo riconoscimento anche a livello internazionale.

Prima mostra dell’artista in un’ Istituzione italiana, verrà inaugurata venerdì 16 novembre alle ore 18.

L’esposizione, pensata per gli spazi della Fondazione Querini Stampalia, è a cura di Chiara Bertola con Stephan Koehler ed è stata realizzata in collaborazione con la Regione del Veneto.


La rencontre di Georges Adéagbo rientra nel progetto Conservare il futuro, promosso dalla Fondazione Querini Stampalia e dalla Regione del Veneto e incentrato sul rapporto fra arte antica e arte contemporanea, tra un passato da tutelare e un futuro da progettare.

Nella convinzione che lo sguardo degli artisti più interessanti e sensibili a livello nazionale e internazionale possa aiutare non solo a capire il tempo in cui viviamo, ma anche a vedere in modo diverso il nostro passato, il lavoro chiesto a loro è, ogni volta, intessuto di questa condizione di relatività e di confronto che altrimenti rischiamo di perdere: l’antico non solo come memoria, ma come azione, trasformazione, come materia viva.

Ecco che il passato, ripensato e rinnovato, si riflette nel presente, nello spazio in cui l’artista vive e lavora. Il suo ripensare è come un aratro che rimescola le zolle riportando alla luce ciò che prima era sepolto, addormentato nel tempo, e fornisce nuove categorie interpretative.

Dopo Giulio Paolini, Remo Salvadori, Elisabetta Di Maggio, Kiki Smith, Giuseppe Caccavale è Georges Adéagbo a confrontarsi con la memoria e la storia della Fondazione.


Adéagbo è un '”collezionista” che raccoglie e ordina sistematicamente fotografie, libri, ritagli di giornale, stoffe assemblati insieme con criteri diversi, a seconda del contesto in cui opera. Ne derivano grandi installazioni “site-specific” che colmano lo spazio con un'eterogenea molteplicità di segni, immagini e concetti messi in relazione tra loro in un sapiente gioco di significati, corrispondenze e rimandi.

Il rapporto tra Africa ed Europa, la storia della colonizzazione, il dramma della guerra e della schiavitù, il cannibalismo culturale, la religione, la democrazia e l’arte sono i temi più cari all’artista che, interessato alle storie locali e agli eroi leggendari, mette in scena suggestive narrazioni i cui significati attraversano i confini tra paesi, culture, epoche, linguaggi.


Per la Fondazione Querini Stampalia Georges Adéagbo realizzerà un progetto specifico e inedito nato dalla relazione con la storia di Venezia e la famiglia dei Querini Stampalia: uno sguardo straniante nato dall’incontro di due culture così diverse.

I libri e le carte antiche della Biblioteca, la Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini, le scene di vita di Pietro Longhi, ma anche gli antichi strumenti musicali e i seicenteschi globi appartenenti alle collezioni della Fondazione diventano per l’artista una inesauribile fonte di ispirazione per costruire il suo “’incontro”.

Adéagbo racconta le difficoltà di persone che vivono separate e che cercano un contatto: “…vicini, separati da un alto muro, sentono ciascuno i rumori dell’altro, ma hanno solo un’idea vaga di come gli altri vivano. Alla fine uno di loro costruisce una scala, vi si arrampica e intravede chi sono gli altri e come vivono”.




La mostra è realizzata anche grazie al prezioso supporto del Centro d’arte spazio-tempo – Galleria Frittelli di Firenze, che permetterà di far rivivere, in quella città, le suggestioni del progetto dell’artista africano.


Si ringrazia anche la Price Claus Fund for Culture and Development.


Il libro della mostra, con le fotografie delle opere allestite in Museo della Fondazione Querini Stampalia è pubblicato grazie al contributo delle edizioni Gli Ori di Firenze.











Brevi cenni biografici sull’artista


Georges Adéagbo, nato nel 1942 a Cotonou (Benin) dove vive e lavora, è uno dei più importanti artisti dell'Africa Occidentale. Le sue partecipazioni alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia nel 1999 e a Documenta di Kassel nel 2002 hanno decretato il suo riconoscimento anche a livello internazionale.

Per l’elenco completo delle esposizioni si veda il sito www.jointadventures.org

 
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