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arte contemporanea, collettiva PALAZZINA REALE ​ Piazza Adua 50 Firenze 50123

Firenze - dal 26 ottobre 2007 al 2 gennaio 2008

Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles
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Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles
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Wilhelm Von Gloeden, Untitled (seated boy), 1900 ca., 23x16,5 cm, stampa in bianco e nero
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PALAZZINA REALE
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Piazza Adua 50 (50123)
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Dopo una lunga e travagliata vicenda, apre alla Palazzina Reale una delle esposizioni più contestate degli ultimi anni. In mostra, 220 opere indagheranno, per la prima volta in Italia in maniera così ampia, le connessioni tra arte e omosessualità, dalla nascita della fotografia ad oggi
orario: da martedì a giovedì, dalle 14.00 alle 22.00; venerdì, dalle 14.00 alle 24.00; sabato e domenica, dalle 11.00 alle 22.00; lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 7 Euro; ridotto 5 Euro
vernissage: 26 ottobre 2007. ore 19.30
editore: ELECTA
ufficio stampa: CLP
curatori: Eugenio Viola
autori: Alberto Abate, Adriano Alloati, Anonimo, Paolo Arao, Agostino Arrivabene, Assume vivid astro focus, Franko B, Eugenio Baroni, Matteo Basilè, Aubrey Beardsley, Betty Bee, Jacopo Benassi, Carlo Bertocci, James Bidgood, Norbert Bisky, Antje Blumenstein, Giovanbattista Brambilla, Daniele Buetti, Jeff Burton, Silvano Bussotti, Alfredo Cannata, Maurizio Cannavacciuolo, Davide Cantoni, Paolo Cassarà, Larry Clarck, Enrico Colombotto Rosso, ConiglioViola, Brancaleone Cugusi, Mataro Da Vergato, Leonida De Filippi, Gabriel De La Mora, Tamara de Lempicka, Aron Demetz, Sebastiano Deva, Filippo Dobrilla, David Erwin, Eva & Adele, Leonor Fini, Fischerspooner, Samuel Fosso, Jim French, Lino Frongia, Anna Fusco, Francesca Galliani, Luis Gispert, Steven Gontarski, Chris Haring, David Hochney, Franceso Impellizzeri, Bruno Innocenti, Guglielmo Janni, Micha Klein, Bruce LaBruce, David LaChapelle, Mark Lackey, Alberto Lanteri, Annika Larsson, Christian Leperino, Marco Luzi, Robert Mapplethorpe, McDermott & McGough, Ryan McGingley, Bas Meerman, Alberto Mingotti, Igor Mitoraj, Moio & Sivelli, Yasumasa Morimura, Bruce of Los Angeles, Erwin Olaf, Paco y Manolo, Camilla Paternò, Tony Patrioli, Philip Pearlstein, Kembra Phaler, Walter Picardi, Jack Pierson, Pasquale Piscitelli, Olga Carol Rama, Jeff Read, Terry Rodgers, Ugo Rondinone, Rosy Rox, Dean Sameshima, Matteo Sanna, Collier Schorr, Natalie Silva, Marcello Simeone, Paul Smith, Sam Taylor-Wood, Alex Tennigkeit, Mario Testino, Filippo Tibertelli, Tom of Finland, Paolo Vandrash, Varlin, Wilhelm Von Pluschow, Bruce Weber, Paul West, Dario Wolf, Elizabeth Young, Tono Zancanaro
telefono evento: +39 0254915
genere: fotografia, arte moderna e contemporanea, collettiva
web: www.artematica.tv

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comunicato stampa
Originariamente pensata per un altra città, Milano, e per un’altra sede, Palazzo della Ragione, e passata alle cronache per la nota vicenda legata al veto espresso dalla giunta comunale milanese alla sua apertura, la mostra, promossa da Vittorio Sgarbi, curata da Eugenio Viola e organizzata da Artematica, presenterà 220 opere di 150 artisti, in grado di indagare, per la prima volta in Italia in maniera così ampia, le connessioni tra arte e omosessualità, dalla nascita della fotografia ad oggi.

La rappresentazione visiva di soggetti strettamente connessi all'omoerotismo è presente nella storia dell'essere umano dalla notte dei tempi, anche se le valenze culturali che esprime e i significati che sottende sono ovviamente il riflesso di contesti storici e socio-culturali particolari. Scene a sfondo omoerotico compaiono nella produzione vascolare dell'antica Grecia e nei bassorilievi persiani, agli albori dell'arte orientale come nella rinascenza italiana e nel barocco; un fil rouge sottile che attraverso cortocircuiti e passaggi fondamentali giunge sino ad oggi, sviluppandosi autonomamente e molto tempo prima dell'elaborazione del moderno concetto di diversità di genere.

Ma cosa si dovrebbe intendere esattamente per "arte omoerotica"? Opere create da artisti della cui omosessualità siamo certi e in cui spesso, ma non necessariamente, è riscontrabile qualcosa che rimanda ad un gusto omoerotico? Oppure bisogna prendere in considerazione l'opera di autori che ufficialmente non risultano omosessuali ma le cui creazioni rivelano uno straordinario erotismo che spinge verso questa interpretazione? Partire dall'omosessualità di un artista per l'interpretazione della sua opera presenta una serie di questioni spinosissime. La conoscenza dell'orientamento (omo)sessuale dell'autore in genere allerta circa la possibile presenza di una rappresentazione metaforica dell'omosessualità. Quale rapporto s'instaura tra biografia dell'artista e interpretazione dell'opera?

Il criterio di selezione delle opere in mostra non tiene conto di questo rapporto ma si basa sulle caratteristiche specifiche delle singole opere, individuando, oltre le convenzionali identità di genere, un filone tematico all'interno di un comune modo di sentire, di esprimere stati d'animo, attitudini, emozioni, senza alcuna pretesa di definire i canoni di uno "specifico omosessuale" nell'arte. In base a questa logica alcune opere esibiscono un contenuto apertamente omoerotico, mentre in altre questo si esprime in modo latente attraverso codici specifici, simboli, allusioni, allegorie, metafore. Un percorso che dalle fotografie arcadiche del barone von Gloeden ripercorre i territori della fotografia omoerotica, da Herb Ritts e Bruce Weber a Mapplethorpe e Jack Pierson, con uno sguardo all'estetica camp di James Bidgood recuperata in anni più recenti da David Lachapelle. Artisti che operano ormai in un momento storico in cui è possibile affrontare liberamente tematiche gay, lesbiche o transgender, proponendo turbamenti e questioni preponderanti e spesso cruciali per buona parte dell'arte della fine del secolo scorso e dello schiudersi del nuovo millennio. Un percorso per exempla che da Tamara de Lempicka e Carol Rama arriva a David Hockney, passando per le peregrinazioni identitarie di Ugo Rondinone, Yasumasa Morimura, EVA &ADELE.
 
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