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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E DI RAVENNA ​ Via Delle Donzelle 2 Bologna 40126

Bologna - dal 27 ottobre al 25 novembre 2007

Un secolo ed oltre. Premio Fabbri per l’Arte II edizione
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Bergamasco - Fabbrica Fabbri
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FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E DI RAVENNA
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Sono diciotto gli artisti di fama nazionale ed internazionale selezionati per il Premio Fabbri per l’Arte. In occasione dell’inaugurazione la giuria proclamerà le tre opere vincitrici
orario: tutti i giorni dalle ore 10 alle 19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 27 ottobre 2007. ore 19
editore: ELECTA
ufficio stampa: LEAD COMMUNICATION
curatori: Marina Mojana
autori: Matteo Bergamasco, ConiglioViola, Vanni Cuoghi, Andrea Di Marco, Michelangelo Galliani, Marcello Jori, Paolo Maggis, Davide Motto, Nero, Giuseppe Rado, antonio riello, Giovanni Ruggiero, Andrea Salvatori, Nicola Samorì, Adriano Tetti, Nicola Vinci, Massimiliano Zaffino, Luca Zampetti
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Sono Andrea di Marco, Michelangelo Galliani e Giuseppe Rado gli artisti che si sono aggiudicati il Premio Fabbri per l’Arte, la rassegna biennale voluta dalla storica azienda dolciaria bolognese, giunta quest’anno alla sua seconda edizione, che riapre la strada ad un mecenatismo moderno riproponendolo al mondo industriale e culturale del nostro paese.

Ad essere premiate dalla giuria composta da Umberto Fabbri, presidente dell’azienda, e alcuni tra gli artisti della scorsa edizione (Aldo Damioli, Fulvio Di Piazza, Roberto Floreani e Gianmarco Montesano), un’opera pittorica, una scultura e una fotografia. Generi diversissimi tra loro che hanno saputo interpretare lo spirito di un player di spicco nella scena dolciaria, che pur mantenendo profonde radici nella tradizione italiana ha saputo innovarsi nel tempo e comunicare la propria immagine in oltre settanta paesi del mondo.

Il riconoscimento giunge ad Andrea di Marco e al suo Peso Dolce per la qualità della sua pittura che con ironia e sapienza è riuscito a cogliere un’immagine solare e luminosa che al meglio rappresenta l’italianità dell’azienda. Una fattualità sapiente e classicheggiante che riprende elementi storici con qualche ironica concessione al modernismo è valsa la premiazione alla scultura di Michelangelo Galliani (Ancora Una), a sottolineare un legame con la tradizione che non teme la spinta innovativa. Di chiara derivazione cinematografica con uno spiccato sguardo intimista è invece l’opera fotografica Amarena liberi tutti di Giuseppe Rado, che con un suggestivo uso della luce strizza l’occhio ad un paesaggio infantile ludico e nostalgico.

La mostra, inaugurata il 27 ottobre, ha visto la partecipazione di nomi di spicco nel mondo artistico come gli irriverenti autori del collettivo ConiglioViola, Paolo Maggis con la fisicità dei suoi dipinti, la “sorridente cattiveria” di Antonio Riello, l’antropomorfismo degli intro-rilievi di Giovanni Ruggiero e l’ironia colta di Vanni Cuoghi. Hanno trovato spazio all’interno della mostra anche le opere del giovane artista Matteo Bergamasco ricche di colori sgargianti, le visioni mistiche-oniriche di Davide Coltro, l’alchimia delle incisioni di Marcello Jori così come le installazioni del giovane Nero (Alessandro Neretti).




La figura umana diventa protagonista nelle originali e provocatorie ceramiche di Andrea Salvatori, nei lineamenti sensuali di Nicola Samorì, nei dittici fotografici di Nicola Vinci e nel giocoso profilo rinascimentale di Adriano Tetti (Mistiche Nutelle). Una figura che ritroviamo anche negli scenari metropolitani di Luca Zampetti o in quelli più intimi di Massimiliano Zaffino.

Le opere esposte sono raccolte in un catalogo edito da Electa con commento critico di Marina Mojana, curatrice della mostra, e un contributo del giornalista-opinionista Angelo Bucarelli.

Il Premio intende collocarsi all’interno di un percorso che lega la Fabbri al mondo dell’arte fin dai suoi primi anni di vita. E’ infatti il fondatore stesso dell’azienda, Gennaro Fabbri, che nei primi anni del ‘900 commissiona ad alcuni dei ceramisti più in voga dell’epoca il vaso dell’Amarena. E sarà uno di questi, l’artista Gatti di Faenza, a realizzare il vaso dai caratteristici decori bianchi e blu ancora oggi simbolo dell’azienda.

Il legame tra Fabbri e l’arte si rafforza ancora negli anni del Carosello, quando l’azienda manda in onda “Un pittore alla settimana”, una serie di filmati pubblicitari in cui artisti emergenti diventano testimonial aziendali e vengono ripresi nell’intento di creare le loro opere. Tra gli artisti che prenderanno parte a questa serie televisiva il giovane Guttuso che lascerà alla Fabbri un importante dipinto.

Una tradizione di mecenatismo che si rinnova nel tempo assumendo connotati moderni: viene così riproposta un’attitudine aziendale che conferma il ruolo della Fabbri come leader della realtà internazionale gastronomica e dolciaria, e allo stesso tempo riapre la strada alla sua vocazione artistica.
 
immagini
Coniglioviola
Cuoghi - Amare(u)na idea
Davide Coltro - avvistamento0025x15
 
immagini
Di Marco - Peso Dolce
Jori - Gioie Fabbri
Riello
 
immagini
Ruggiero - Introamarasca
Salvatori
Samorì - senza titolo
 
immagini
Vinci - Good morning
Zaffino - Serena all'amarena
Zampetti - Neanchelì poteva rinunciare alle sue amarene
 
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