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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MAGNANI ​ Corso Giuseppe Garibaldi 29 Reggio Nell'emilia 42100

Reggio Nell'Emilia - dal 15 dicembre 2007 al 10 febbraio 2008

Vasco Ascolini - La vertigine dell'ombra. Fotografie 1965 2007

Vasco Ascolini - La vertigine dell'ombra. Fotografie 1965 2007
Ascolini, Parigi, Louvre 1993
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PALAZZO MAGNANI
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Corso Giuseppe Garibaldi 29 (42100)
+39 0522454437 , +39 0522444436 (fax)
info@palazzomagnani.it
www.palazzomagnani.it.
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L'esposizione presenta 250 immagini che documentano l'intera stagione creativa di Ascolini
orario: 10-13 / 15 - 19. Lunedì chiuso. 25 dicembre e 1° gennaio aperto dalle 15 alle 19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Biglietti: Euro 5 intero; Euro 4 ridotto; Euro 2 studenti
vernissage: 15 dicembre 2007. ore 18
editore: SKIRA
ufficio stampa: CLP
curatori: Sandro Parmiggiani
autori: Vasco Ascolini
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Palazzo Magnani conclude il 2007, che ha visto le celebrazioni del decennale della propria attività, e apre una nuova stagione espositiva con la mostra dedicata a uno dei fotografi italiani più conosciuti e apprezzati all'estero, Vasco Ascolini. L'esposizione, curata da Sandro Parmiggiani e promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo di Fondazione Pietro Manodori e CCPL di Reggio Emilia, presenta 250 immagini che documentano l'intera stagione creativa di Ascolini.

Nato a Reggio Emilia il 10 maggio 1937 - la mostra si tiene, dunque, in occasione dei settant'anni dell'artista - Ascolini è attivo dalla metà degli anni Sessanta, e deve la sua iniziale notorietà alle fotografie realizzate negli anni Settanta ed Ottanta per il Teatro Municipale della città natale: immagini di volti e corpi di danzatori e mimi che emergono come sculture dal buio, colti in un frammento che irrompe nello spazio dell'immagine, avvolti in un nero profondo, impenetrabile, che caratterizzerà tutta la sua futura produzione. Il favore incontrato da queste immagini è testimoniato dall'esposizione personale che, nel 1985, Ascolini tiene al Lincoln Center di New York.


A partire dalla fine degli anni Ottanta, soggetto delle fotografie di Ascolini diventano gli scorci silenziosi e deserti delle città d'arte, le sculture nei musei e nei parchi, le antiche rovine, i reperti della follia e degli studi sullo squilibrio mentale colti negli ex-manicomi o in gabinetti scientifici, fino ai lavori più recenti: fotografie in copia unica, "sperimentali", ottenute attraverso un intervento diretto (bruciature, graffiature) sul negativo, che rivisitano il tema dell'onirico e del fantastico, dal quale Ascolini, attraverso la lettura costante dell'opera di Borges, si sente particolarmente attratto.

In tutta la produzione degli ultimi vent'anni, Ascolini è rimasto fedele alle caratteristiche dell'esordio: fotografie in cui un'ombra cupa, nerissima, ha invaso parte dello spazio o si è insinuata, come una lama, dentro il corpo dell'immagine, che così si fa portatrice di un mistero e di una vertigine che meglio ci svelano, attraverso l'invisibilità di una parte, ciò che emerge nella luce e, per converso, sollecitano il nostro immaginario a pensare ciò che si cela nell'ombra. Altrettanto importanti sono i tagli volutamente asimmetrici adottati da Ascolini: frammenti che sono il presagio di un'assenza o di una presenza che sta per rivelarsi.


Particolarmente significative, nell'attività di Ascolini, sono state le numerose committenze pubbliche affidategli, soprattutto in Francia - nel 2000 Ascolini viene nominato "Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres" della Repubblica di Francia -, le quali hanno dato origine a numerose mostre personali. Ad Arles riceve nel 1990 l'incarico di fotografare la città - il lavoro viene presentato l'anno dopo ai Rencontres d'Arles, in un'esposizione personale intitolata Fixé sur l'éternité -; a Parigi, gli vengono successivamente affidati gli incarichi di fotografare gli interni e gli esterni del Musée Carnavalet, le sculture del Musée Rodin (sedi di Parigi e di Meudon) e del Musée du Louvre, il Parc de Saint-Cloud, il Parc Royal e i Jardins des Tuileries, l'Ecole Nationale des Beaux Arts. Realizza pure cicli fotografici al Musée Réattu di Arles, al castello e ai giardini di Versailles, all'Abbaye de Roseland e alla città vecchia di Nizza (incarico della Municipalité di Nizza), al Château de Châteaudun. In Italia, riceve committenze dai Comuni di Aosta e di San Giovanni in Persiceto (Bologna), dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei e dal Comune di Mantova. Ascolini ha tenuto importanti mostre personali in musei e spazi espositivi d'Italia, Francia, Stati Uniti d'America, Canada, Finlandia, Portogallo, Grecia, Svizzera, Egitto; ha pure partecipato a varie mostre collettive in molti paesi, e le sue fotografie sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.


In occasione dell'antologica di Palazzo Magnani, viene pubblicato un catalogo, edito da Skira, di 240 pagine, che riproduce quasi trecento immagini, con testi di Sandro Parmiggiani e Fred Licht, e una vasta antologia critica che riporta i testi fondamentali dedicati al lavoro di Ascolini, tra i quali quelli di Ernst Hans Gombrich, di Jacques Le Goff e di Aaron Scharf.


 
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