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arte contemporanea, collettiva MAR - MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE ​ Piazza Pietro Leonardo Roncas 12 Aosta 11100

Aosta - dall'otto dicembre 2007 al 4 maggio 2008

Arrivano i Beatles. Storie di una generazione

Arrivano i Beatles. Storie di una generazione
Fondo della grancassa, usato nel tour americano del 1964
 [Vedi la foto originale]
MAR - MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE
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Piazza Pietro Leonardo Roncas 12 (11100)
+39 016531572 , +39 0165230537 (fax), +39 0165275902
u-mostre@regione.vda.it
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La mostra ripercorre la parabola musicale del quartetto di Liverpool e fornisce uno spaccato degli anni Sessanta e della rottura generazionale che produssero nel mondo
orario: ore 10-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 8 euro, ridotto 6 euro, omaggio per i minori di 18 anni e over 65.
vernissage: 8 dicembre 2007. ore 18
editore: SKIRA
ufficio stampa: STUDIO SOTTOCORNO
curatori: Umberto Buttafava, Gherardo Frassa, Enzo Gentile
telefono evento: +39 0165274401
genere: documentaria, altro
email: u-mostre@regione.vda.it
web: www.regione.vda.it

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comunicato stampa
"Questi giovani soffrono di una malattia altamente contagiosa chiamata beatlesmania. I sintomi sono: isteria urlante, iperventilazione, svenimenti, attacchi di parossismo e convulsioni spasmodiche, non sono fatali, ma il divertimento è garantito".
Questa era la frase di lancio del film di un regista esordiente, ma di sicuro avvenire. Si tratta di I Wanna Hold Your Hand di Robert Zemeckis (1978). Più esplicativo il titolo italiano 1964 allarme a New York: arrivano i Beatles.
La malattia contagiosa era già diffusa in Inghilterra, ma la tournée americana la trasformò in epidemia mondiale. Come sottolinea il record assoluto di 73 milioni di spettatori per l'Ed Sullivan Show del 9 febbraio 1964. Ospiti: The Beatles.
Da allora la malattia non è mai stata debellata. Una sbalorditiva testimonianza della beatlesmania viene ora proposta dalla mostra Arrivano i Beatles – Storie di una generazione, promossa dall’Assessorato dell’Istruzione e Culltura della Valle d’Aosta. L’esposizione, allestita in due prestigiose sedi cittadine, intende offrire a tutti gli appassionati, compresi naturalmente coloro che all'epoca non erano ancora nati, la possibilità di cogliere la portata esplosiva dell'irruzione del quartetto sulla scena mondiale.
200 manifesti, 1000 dischi, 200 spartiti, oltre 1000 gadget, decine di documenti autografi, 100 magliette, stabiliscono che si tratta della mostra più importante mai realizzata tra quelle dedicate ai Beatles. Le confezioni di oggetti legati ai Fab Four con le parrucche che riproducono la loro capigliatura, le saponette appositamente realizzate, la rilettura beatlesiana delle matrioske, la batteria di Ringo percossa nel primo tour americano, sono solo una goccia dell'infinità di oggetti che colti nel loro insieme restituiscono la portata inarrestabile del fenomeno. Accanto alla sterminata oggettistica la musica, i dischi, i manifesti originali, i gadget promozionali. Di particolare interesse anche la sezione cinematografica della mostra che ricostruisce attraverso una serie di poster e memorabilia la presenza dei Beatles su grande schermo. Cinque sono i film che li vedono protagonisti come gruppo: l'incursione nel freecinema di A Hard Days Night di Richard Lester (Tutti per uno, 1964), la parodia Help! sempre di Lester (Aiuto!, 1965), il televisivo Magical Mistery Tour diretto da Bernard Knowles insieme ai Beatles (id., 1967), l'animato Yellow Submarine di George Dunning (id., 1968) e il film concerto Let it be di Michael Lindsay-Hogg (id., 1970). Oltre ai titoli dove hanno partecipato come interpreti John (Come ho vinto la guerra) e Ringo (tra cui Candy e Il cavernicolo), quelli prodotti da George attraverso la sua società Handmade (tra cui Brian di Nazareth con i Monty Python, I banditi del tempo, Pranzo reale, Mona Lisa, Shanghai Surprise, Shakespeare a colazione), senza contare le colonne sonore e i film musicali.
Un lavoro appassionato realizzato dal collezionista Umberto Buttafava in collaborazione con il giornalista e critico musicale Enzo Gentile, mentre l'allestimento è curato da Gherardo Frassa.
"Intento della mostra è di fornire una documentazione che dia l’idea della dimensione planetaria del fenomeno esploso nel '64 con la beatlesmania che si manifestò come una vera e propria onda d'urto con effetti tutt’oggi mai raggiunti da nessun altro. Da misconosciuto gruppo che si esibiva negli scantinati di Liverpool nel giro di un paio di anni i Beatles divennero punto di riferimento e stelle di prima grandezza per milioni e milioni di giovani di tutto il mondo dando corpo ad un gigantesco scontro generazionale mai visto prima culminato con il movimento della contestazione", scrivono Buttafava e Gentile.
"La Valle d’Aosta non si limiterà però a dedicare ai Beatles questa esposizione: la regione sarà coinvolta a 360° in una vera e propria BeatleSeason che, grazie all’apporto sinergico di istituzioni pubbliche e operatori privati, porterà gli anni Sessanta in ogni angolo con conferenze, concerti, esposizioni, proiezioni cinematografiche e mercatini. Un caleidoscopio di proposte per tutti i gusti e tutte le età", afferma Laurent Viérin, Assessore all’Istruzione e Cultura della Valle d'Aosta.
Le sinergie saranno anche con altre manifestazioni, quali la Saison culturelle e il Noir in Festival: infatti, sabato 8 dicembre, a Courmayeur, grazie alla collaborazione fra l’Assessorato regionale Istruzione e Cultura e gli organizzatori del festival cinematografico (con il supporto della EMI), sarà proposto il film Help!, firmato da Richard Lester, una travolgente incursione della Beatlemania nel mondo del mistery.
A complemento della mostra il catalogo, edizioni Skira, che non si limita a illustrare e raccontare il materiale esposto, ma presenta anche i contributi di personalità eterogenee, tutte segnate in qualche modo dalla beatlesmania e che permettono di comprendere appieno il fenomeno.
Si tratta di Franco Battiato, Benedetta Barzini, Claudio Bisio, Lella Costa, Nando Dalla Chiesa, Mario De Luigi, Franz Di Cioccio, Mimmo Franzinelli, Ricky Gianco, Gino e Michele, Roberto Maroni, Mogol, Silvio Muccino, Gabriele Salvatores, Shel Shapiro, Roberto Vecchioni, Patrizia Wachter.
Dice Shel Shapiro "Dei Beatles avevo sentito parlare, qualcuno li citava come una fra le migliori realtà emergenti e quando li vidi per la prima volta fu chiaro a tutti che erano speciali. George era un grande chitarrista John e Paul cantavano da Dio e con Please Please e She Loves You dimostrarono di avere veramente una marcia in più".
Ricky Gianco racconta "Era un pomeriggio del dicembre '64, accompagnato dal loro manager Brian Epstein li avevo raggiunti all’Astoria, teatro di Londra, per il tradizionale Christmas Show. Quando hanno attaccato I Wanna Hold Your Hand ho cominciato a piangere, ero in piedi e davanti a me c’erano i Beatles. Di loro mi è rimasta la musica indimenticabile, l’amicizia con Cynthia Lennon e un cappellino, ma un cappellino di John".
 
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