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arte contemporanea, collettiva MUSEO NAZIONALE ROMANO - PALAZZO MASSIMO ​ Largo Di Villa Peretti 1 Roma 00185

Roma - dal 19 dicembre 2007 al primo giugno 2008

Rosso Pompeiano. La decorazione pittorica nelle collezioni del Museo di Napoli e a Pompei

Rosso Pompeiano. La decorazione pittorica nelle collezioni del Museo di Napoli e a Pompei

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MUSEO NAZIONALE ROMANO - PALAZZO MASSIMO
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Largo Di Villa Peretti 1 (00185)
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La mostra offre un'ampia panoramica sulla pittura romana del "periodo aureo" tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C.
orario: Martedì - domenica 9,00 - 19,45. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1 gennaio
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: € 10,00; ridotto: € 6,50
vernissage: 19 dicembre 2007. ore 18
editore: ELECTA
telefono evento: +39 0639967700
genere: archeologia
web: www.pierreci.it

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comunicato stampa
La mostra offre un'ampia panoramica sulla pittura romana del "periodo aureo" tra il I sec. a. C. e il I sec. d. C., presentando un centinaio di riquadri della collezione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, distaccati fin dal XVIII secolo dalle pareti degli edifici delle città vesuviane, e gli affreschi delle stanze di Moregine e della Casa del Bracciale d'Oro di Pompei, rinvenuti in scavi recenti e ricomposti nelle reali dimensioni. Le opere, si affiancano alle pitture della collezione permanente del Museo Nazionale Romano, quali la Villa di Livia di Prima Porta, la Villa della Farnesina e la villa di Castel di Guido, offrendo un'occasione unica per confrontare la produzione di Roma con quella delle città campane.
La “pittura pompeiana”, considerata nell’immaginario comune la manifestazione per eccellenza della pittura romana, deve la sua fortuna all'eruzione del Vesuvio dell'anno 79 d.C. che ha interrotto la vita delle città istantaneamente e ne ha impedito il risorgere. A Roma invece la continuità di vita ha determinato la sovrapposizione di fasi edilizie e ha condizionato i risultati della ricerca archeologica, limitati per le testimonianze pittoriche di questo periodo quasi esclusivamente alle dimore imperiali di livello adeguato al prestigio della committenza.
Come le altre manifestazioni artistiche, anche la pittura romana è stata fortemente influenzata dall'arte greca diffusasi attraverso la circolazione di "cartoni", grazie ai quali si moltiplicavano le copie delle opere più famose che venivano dipinte direttamente sulle pareti, quasi a ricreare le originarie pinacoteche, ma ora all'interno di un articolato schema decorativo. Lo sfoggio di un nuovo modo di vivere impregnato del fascino della cultura greca si poteva manifestare più liberamente nelle città campane, mentre a Roma i doveri della vita pubblica imponevano all’aristocrazia un comportamento di maggior rigore.
Tutte le opere dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che conserva una collezione unica al mondo, si presentano in forma di “quadri”, perché le modalità della ricerca archeologica, iniziata con Carlo di Borbone, Re di Napoli nel 1734, prevedevano che dall’intera parete si ritagliasse solo la parte ritenuta di maggiore pregio. Fatalmente i quadri riprodotti sulle pareti sono tornati ad essere incorniciati e appesi come nelle pinacoteche greche.
 
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