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arte contemporanea, collettiva MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA ​ Via Luigi Settembrini 79 Napoli 80139

Napoli - dal 19 gennaio al 28 aprile 2008

Thomas Struth
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MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA
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Via Luigi Settembrini 79 (80139)
+39 08119313016
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La mostra ripercorre le tappe principali della sua straordinaria carriera con cui esordisce alla fine degli anni Settanta presentando vedute in bianco e nero che ritraggono il paesaggio urbano.
orario: lunedì/giovedì e domenica 10.00/21.00
venerdì e sabato 10.00/24.00
chiuso martedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: € 7.00
Ridotto: € 3.50
Audioguide
€ 4.00
vernissage: 19 gennaio 2008.
editore: ELECTA
ufficio stampa: pellegrini@museomadre.it
curatori: Mario Codognato
autori: Thomas Struth
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Thomas Struth è uno dei massimi esponenti della fotografia contemporanea, a cui il MADRE dedica la sua prima personale in un’istituzione museale italiana. La mostra ripercorre le tappe principali della sua straordinaria carriera con cui esordisce alla fine degli anni Settanta presentando vedute in bianco e nero che ritraggono il paesaggio urbano. Attraverso la meticolosa e sobria tecnica fotografica Struth racconta la storia delle città ed i valori dei suoi abitanti rintracciabili all’interno delle diverse forme architettoniche.

Negli anni Novanta estende la sua indagine ad altre tematiche, aggiungendo alla produzione dei paesaggi urbani quella dei paesaggi naturali, degli interni di musei, dei luoghi di culto e dei ritratti, lavorando per serie o per singoli soggetti. Ogni tematica viene accuratamente circoscritta, analizzata e caratterizzata. La serie più celebre é quella delle Museum Photographs, iniziata a partire dal 1989, nella quale Struth ritrae i visitatori intenti a contemplare le opere all’interno dei musei. Nelle fotografie, tutte di grande formato e a colori, l’artista ritrae la gente che guarda, ponendosi sia dal punto di vista dell’opera o come semplice osservatore esterno dell’atto. In entrambe le prospettive, avvicinando le persone ai dipinti, Struth mette in atto un dialogo intenso tra i due mezzi di rappresentazione, fotografia e pittura, dando vita anche ad uno studio psicologico sui modi di recepire l’arte da parte di persone di diverse età, sesso e provenienza sociale.

I visitatori diventano elementi perfettamente integrati con l'ambiente circostante grazie all'uso di autentiche comparse appositamente disposte dallo stesso fotografo che ne cura posizione, espressione e gestualità. Le immagini restano così come sospese nel tempo grazie alla sensazione di "teatralità silenziosa" che rende le comparse elementi essenziali della scena.
Struth ritrae così la condizione esistenziale dell’uomo confrontato con la propria immagine nell’opera d’arte.

In occasione della grande mostra al Madre verranno presentati circa 50 lavori, fotografie di piccole, medie e grandi dimensioni, alcune appartenenti alla serie Museum Photografs , altri che ritraggono gruppi familiari e paesaggi urbani. In occasione dell’esposizione saranno esposti anche “I Paradisi”, scatti fotografici che ritraggono luoghi dove l’uomo non ha mai o raramente messo piede.

Per la mostra verrà realizzato un catalogo in italiano ed uno inglese editi da Electa. Il catalogo sarà corredato da saggi del curatore della mostra Mario Codognato, curatore generale del Museo Madre, e del prof. Ulrich Baer ordinario di Storia e Letteratura tedesca della New York University.

Thomas Struth è nato a Geldern in Germania nel 1954 Studia alla Kunstakademie Düsseldorf con Peter Kleemann, Gerhard Richter e Bernd Becher. Dal 1993 al 1996 è docente di fotografia allo Staatliche Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe. Nel 1997 riceve il Premio Internazionale per la Fotografia "Spectrum"-Stiftung Niedersachsen. Già dalla fine degli anni Ottanta le opere di Thomas Struth sono state esposte in importanti spazi pubblici e privati. Tra le mostre più importanti ricordiamo le personali alla Kunsthalle di Berna e al museo di Yamaguchi nel 1987; al Portikus di Francoforte nel 1988; alla Renaissance Society di Chicago nel 1990; all’ Hirschhron Museum di Washington nel 1992; alla Kunsthalle di Amburgo nel 1993, all’ICA di Boston e all’ICA di Londra nel 1994; alla Art Gallery of Ontario di Toronto e al Kunstmuseum di Bonn nel 1995; all’ International Art Palace di Pechino nel 1997; al Carré d’Art di Nîmes e allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1998; al Museum of Modern Art di Tokyo nel 2000; al Museo di Dallas e al Moca di Los Angeles nel 2002, al Metropolitan Museum di New York nel 2003 ed infine al Prado di Madrid nel 2007. Le sue opere si trovano nelle collezioni dei più importanti musei del mondo, quale il Moma ed il Metropolitan di New York, la Tate di Londra, il Museo d’Arte Moderna di Tokio e numerosi altri.

"L’unicità dell’opera d’arte si identifica con la sua integrazione nel contesto della tradizione. È vero che questa tradizione è a sua volta qualcosa di vivente, qualcosa di straordinariamente mutevole".
(Walter Benjamin)
 
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