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arte contemporanea, collettiva MUSEO DEL TERRITORIO BIELLESE ​ Via Quintino Sella 54B Biella 13900

Biella - sab 9 febbraio 2008

Ereditare il paesaggio. Presentazione del catalogo

Ereditare il paesaggio. Presentazione del catalogo
Gabriele Basilico, San Francisco, 2007
 [Vedi la foto originale]
MUSEO DEL TERRITORIO BIELLESE
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Presentazione al pubblico del catalogo della mostra in corso, edito da Electa, con un convegno internazionale a cui partecipano personaggi di spicco del mondo della fotografia
vernissage: 9 febbraio 2008. ore 15
editore: ELECTA
ufficio stampa: DAVIS & CO.
genere: presentazione

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comunicato stampa
Sabato 9 febbraio presentazione al pubblico del catalogo della mostra, edito da Electa, con un convegno internazionale a cui partecipano personaggi di spicco del mondo della fotografia


La mostra Ereditare il paesaggio, in corso al Museo del Territorio di Biella sino al 24 marzo, ha finalmente il suo catalogo: un lavoro di ricerca originale, attivato con la mostra stessa, testimonianza di una riflessione impegnativa. Intitolato come l’esposizione Ereditare il paesaggio, il volume è stato curato da Giovanna Calvenzi e Maddalena D’Alfonso e pubblicato da Electa.
In occasione della sua presentazione al pubblico, sabato 9 febbraio alle ore 15, il Museo del Territorio Biellese ha organizzato nelle sue sale un grande convegno internazionale sui temi del paesaggio e della fotografia. All’incontro, oltre al presidente del museo Massimo Coda Spuetta e alle due curatrici dell’esposizione e del catalogo, Giovanna Calvenzi e Maddalena D’Alfonso, parteciperanno sei dei fotografi che espongono le proprie opere: i maestri Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci e Vittore Fossati e i giovani Claudio Gobbi, Alessandro Cimmino e Maurizio Montagna. Con loro ci saranno inoltre personaggi di spicco del mondo della fotografia provenienti da tutta Europa: Roberta Valtorta, critica fotografica, Christian Caujolle, fondatore e direttore artistico dell’agenzia e della galleria Vu di Parigi, Josep Vicente Monzò, direttore del Dipartimento di fotografia dell’Ivam di Valencia, Bas Vroege, direttore dei Paradox ad Amsterdam, Hripsimè Visser, direttrice del Dipartimento di fotografia dello Stedelijk Museum di Amsterdam, Ramòn Esparza, critico fotografico e curatore, e Laura Serani, direttrice del SIFest di Savignano sul Rubicone.
Di eredità e di paesaggio, temi alla base della mostra e dunque del suo catalogo, si parlerà anche nel pomeriggio di riflessione a Biella. “La lunga strada dell’apprendimento e della conoscenza – spiega Giovanna Calvenzi nella sua introduzione al volume – non può prescindere da quanto è stato fatto, scritto e composto nel corso dei secoli”. La fotografia è un’arte giovane, non arriva nemmeno ai due secoli di vita, eppure ha già una sua “eredità” fortissima, lasciata da uomini e donne che hanno scoperto, inventato e documentato, mettendo in gioco la loro esistenza per praticare un mestiere, una ricerca.
Una parte di questa ricerca, nel tempo, s’è spostata specificamente sul paesaggio, inteso in tutte le sue accezioni: il territorio, i luoghi, i non-luoghi, il costruito, l’habitat. Ed una prima verifica ufficiale, nella fotografia italiana dedicata a questo ampio tema, s’è avuta nel 1984 quando Luigi Ghirri, Gianni Leone e Enzo Velati organizzarono a Bari la mostra Viaggio in Italia, vera pietra miliare nel rinnovamento del dibattito sulla fotografia paesaggistica. Gli autori cresciuti intorno a questa esperienza sono gli stessi a cui è stato chiesto oggi di riflettere sullo stato attuale del paesaggio, in continua trasformazione, e della fotografia che ha il paesaggio al centro della sua indagine, anche questa costantemente soggetta a cambiamenti.
“All’arbitrarietà di rivolgersi solo a nove autori – spiega ancora la Calvenzi – si è aggiunta l’arbitrarietà intenzionale degli autori stessi che a loro volta ne hanno indicati altri due come “eredi”. Non tanto eredi di una tradizione stilistica e neppure tematica bensì continuatori di un entusiasmo, di una dedizione, di un impegno civile e consapevole nei confronti dell’osservazione di quanto è avvenuto e sta avvenendo sul territorio”.
Lungo il percorso della mostra, i maestri della fotografia dialogano con i giovani fotografi, attraverso le immagini. All’incontro di sabato lo faranno di persona, accogliendo nel dibattito anche i critici. Perché alla base della mostra, del libro e dell’incontro c’è la convinzione che ogni tipo di eredità si tramandi attraverso lo scambio di informazioni, l’arricchimento che deriva dai confronti e la necessità di mettersi in relazione e in discussione.
 
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