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arte contemporanea, collettiva CHIESA DI SAN NICOLO' ​ Via Nicolò Rondinelli 6 Ravenna 48100

Ravenna - dal 14 marzo al 4 ottobre 2008

Otium. L’arte di vivere nelle domus romane di età imperiale

Otium. L’arte di vivere nelle domus romane di età imperiale
Corredo da gioco, III – IV sec. d. C., Sarsina, Museo Archeologico Nazionale.
 [Vedi la foto originale]
CHIESA DI SAN NICOLO'
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Via Nicolò Rondinelli 6 (48100)
+39 0544213371
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L’esposizione illustra la vita nelle domus e nelle villae dei ceti più abbienti nel II e nel III secolo dopo Cristo
orario: tutti i giorni feriali e festivi dalle ore 10 alle ore 18.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 14 marzo 2008.
editore: SKIRA
curatori: Carlo Bertelli, Luigi Malnati
patrocini: RavennAntica, Comune di Ravenna e Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna
telefono evento: +39 054436136
note: Conferenza Stampa Giovedì 19 febbraio, ore 11,30
sala conferenza
genere: documentaria, archeologia, arte antica
email: press@ravennantica.org
web: www.otiumravenna.com

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comunicato stampa
Per sfuggire ai ritmi di vita sempre più frenetici che ci affliggono, noi occidentali del XXI secolo abbiamo perfino inventato il movimento slow (prima lo Slow Food, poi le Slow City e la Slow Life, tutto rigorosamente in inglese, come si conviene). In passato, invece, c’era l’ozio. Condannato a più riprese e poi bandito dalla cultura industrialista, l’otium per secoli è stato nell’impero romano uno stile di vita elevato. E così, se i nostri antenati delle classi privilegiate si trastullavano nell’otium o comunque vi aspiravano, noi moderni siamo piuttosto immersi fino al collo nel negotium, che proprio in radice contiene la negazione dell’otium. Quest’antitesi radicale rende estremamente interessante e godibile il tema della mostra che RavennAntica, Comune di Ravenna e Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna organizzano nel Complesso di San Nicolò dal 15 marzo al 5 ottobre 2008: “Otium. L’arte di vivere nelle domus romane di età imperiale”.

Curatori della mostra il Prof. Carlo Bertelli e il Dott. Luigi Malnati, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna.


L’esposizione illustra la vita nelle domus e nelle villae dei ceti più abbienti nel II e nel III secolo dopo Cristo. Per le classi dominanti dell’epoca, l’otium è un complesso di attività intellettuali e meditative, ricreative e ristoratrici che rappresenta non solo un bisogno essenziale, ma anche un elemento caratterizzante dello stile di vita, della libertà personale, della tempra morale. Lungi dall’essere disprezzato e demonizzato, l’ozio era considerato come essenziale libertà dagli obblighi del lavoro e dalle preoccupazioni di carattere pubblico - ma non in contrasto con quelle - e quindi come possibilità di dedicarsi alla cura di sé. L’otium era lo spazio dell’anima e il luogo dei piaceri del corpo. Era arte di vivere. Una condizione privilegiata e invidiabile. La massima aspirazione per un uomo che fosse in grado di trovare il giusto equilibrio fra la dimensione pubblica e quella privata della vita. A partire da questo approccio storico-filosofico, la mostra “Otium” è organizzata come un complesso e intrigante racconto scandito da diverse sezioni tematiche: la vita intellettuale e la speculazione filosofica fra le mura domestiche; gli spazi del peristilio, del giardino e della vita all’aria aperta; il rito dell’ospitalità; la cura del corpo e le terme private; la vita intellettuale al femminile; i giochi dei fanciulli e degli adulti.


I visitatori potranno ammirare mosaici, affreschi, statue, erme, oggetti, suppellettili e altri ricchi reperti provenienti da domus e villae ravennati, emiliane e di area vesuviana, oltre che dai più importanti musei archeologici nazionali.

In particolare, saranno proposti al pubblico per la prima volta mosaici a motivi geometrici di una residenza ravennate del II secolo rinvenuti nello scavo della Domus dei tappeti di pietra, il sito archeologico inaugurato nel 2002 da RavennAntica alla presenza del Presidente della Repubblica Ciampi e già ammirato da centinaia di migliaia di visitatori. Accanto ai mosaici pavimentali, i resti delle terme private sia di una domus cittadina di epoca adrianea sia della villa romana di Russi.

Di particolare pregio alcune pitture provenienti dall’area vesusiana, come l’affresco con rappresentazione di giardino con sfingi dalla Casa del bracciale d’oro di Pompei, il tondo con fanciullo e i fanciulli che giocano dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Da segnalare, ancora, la statua del filosofo Ermarco da Firenze e quella dell’Orfeo citaredo da Rimini.

Dal 15 marzo non c’è tempo da perdere per visitare questo avvincente evento espositivo. Ma affrontatelo con lo spirito giusto. Godetevelo con calma.
 
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