Restituzioni 2008. Tesori d’arte restaurati 3090 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
24/06/2019
Creare un'opera in galleria. A Parma il secondo appuntamento di ART in PROGRESS
24/06/2019
A Lucca torna LuBi, la Biennale internazionale della carta. Aperte le iscrizioni per partecipare all’evento
22/06/2019
L'Adidas ha annunciato una capsule collection omaggio a Keith Haring
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva GALLERIE D'ITALIA - PALAZZO LEONI MONTANARI ​ Contrà Santa Corona 25 Vicenza 36100

Vicenza - dal 28 marzo al 29 giugno 2008

Restituzioni 2008. Tesori d’arte restaurati

Restituzioni 2008. Tesori d’arte restaurati
Carlo Crivelli (Venezia, 1430 c.- Marche, 1494-95), Trittico di San Domenico (particolare della Madonna con Bambino prima del restauro, Milano, Pinacoteca di Brera
 [Vedi la foto originale]
GALLERIE D'ITALIA - PALAZZO LEONI MONTANARI
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Contrà Santa Corona 25 (36100)
+39 800578875 , +39 0444316846 (fax)
info@palazzomontanari.com
www.palazzomontanari.com
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Intesa Sanpaolo ha affidato a 23 laboratori il restauro di 80 meraviglie. Saranno esposte nella edizione 2008 di Restituzioni. Tra i tesori recuperati, il Reliquiario del Sangue di San Gennaro
vernissage: 28 marzo 2008. ore 18
catalogo: contributi critici di Carlo Bertelli, di Giorgio Bonsanti e di Antonio Paolucci
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
autori: Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Vittore Carpaccio, Carlo Crivelli, Bernardo Daddi, Gaudenzio Ferrari, Giampietrino, Lorenzo Lotto, Girolamo Romanino, Alvise Vivarini
telefono evento: +39 0444991221
genere: arte antica, collettiva
email: beniculturali@intesasanpaolo.com

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Assicurando la continuità della tradizione di alcune banche confluite nel Gruppo, anche nel biennio 2006–2007 Intesa Sanpaolo ha deciso di farsi carico del restauro di molte opere d’arte del patrimonio artistico pubblico che necessitavano di un urgente intervento, scelte sulla base di una lista di emergenze segnalate dalle Soprintendenze, per restituirle alla fine al loro luogo di provenienza e alla collettività. Restituzioni riassume con efficacia già nel titolo la filosofia di questo ben consolidato programma, nato alla fine degli anni Ottanta da un'intuizione dell’allora presidente della Banca Cattolica del Veneto, Feliciano Benvenuti, proseguito poi in Ambroveneto, in Banca Intesa e oggi in Intesa Sanpaolo grazie alla convinta tutela al progetto espressa da Giovanni Bazoli, con progressive estensioni del territorio coinvolto. In quasi vent’anni le opere restaurate sono state più di seicento: da un lato esse formano una sorta di ideale museo di testimonianze della nostra civiltà artistica restituito ai cittadini, dall'altro sottolineano l'importanza essenziale del restauro per la conservazione e la conoscenza dell'opera d'arte.


Ancora una volta la scelta delle opere, regolata da criteri di urgenza, è stata assolutamente “trasversale”: l'arco cronologico d’insieme sfiora i due millenni, i manufatti rivelano la complessa articolazione del nostro patrimonio culturale coinvolgendo ogni tipo di espressione artistica, la pittura e la scultura ma anche l’archeologia e le arti applicate, in particolare le oreficerie sacre.


Intesa Sanpaolo ora dà conto al pubblico del lavoro svolto e degli importanti risultati ottenuti attraverso la rassegna organizzata nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale dell'Istituto a Vicenza.


Il percorso espositivo si snoda attraverso le sale al piano terra e al piano nobile raggruppando le opere in tre sezioni, quasi in tre mostre. La prima è costituita da una vasta area di reperti archeologici, statuette in marmo pario della fine del IV secolo a.C., vetri, avori, antiche oreficerie, corredi funebri longobardi, frammenti di arredi liturgici paleocristiani. La seconda presenta una straordinaria selezione da tre “tesori”, la più antica forma di collezionismo dopo la fine del mondo antico: quello veneziano di San Marco, quello romano dei Musei Vaticani, quello della cappella di San Gennaro nella Cattedrale di Napoli. La terza, infine, allinea una serie di capolavori pittorici, dal XIV al XVII secolo; opere non solo di grande bellezza di Bernardo Daddi, Alvise Vivarini, Vittore Carpaccio, Giampietrino, Gaudenzio Ferrari, Romanino, Moretto, Lorenzo Lotto (il solo Trittico di San Domenico di Carlo Crivelli, del 1482, giustifica ampiamente la visita), ma anche di delicata fragilità: tempere e olî su tavola, supporti complicatissimi che hanno richiesto interventi di pulizia e di restauro di comprensibile difficoltà. Accanto a molte opere, affascinanti riprese video mostreranno i tratti salienti dei delicati recuperi, indubbio omaggio all’intervento intelligente e partecipe dei restauratori.














Tre mostre, tre tesori, ma anche due evidenti coerenze: prima di tutto, come detto, ogni opera esposta è stata oggetto, negli ultimi due anni, di un non rinviabile intervento di restauro. Ben ventitré laboratori di mezza Italia hanno lavorato, in accordo con le Soprintendenze competenti, al fine di salvaguardare le oltre ottanta opere d’arte scelte. In secondo luogo questi segni delineano un percorso unitario di indicibile suggestione: il visitatore potrà osservare raffigurazioni di gesti che travalicano i secoli e che riemergono a distanza di un millennio, panneggi che dal nitore del marmo riaffiorano nella nitidezza cromatica della tavola e della tela, e scoprire, in un'esperienza privilegiata, la comune fragilità della bellezza.


Il catalogo Restituzioni 2008 presenta contributi critici di Carlo Bertelli, di Giorgio Bonsanti e di Antonio Paolucci e documenta in ogni loro fase gli interventi di restauro. Registra altresì, in ampie schede storico-critiche redatte da un gruppo di studiosi coordinato da Fatima Terzo, responsabile dei Beni culturali Intesa Sanpaolo e anima del progetto Restituzioni fin dall'origine, le acquisizioni scientifiche che il restauro ha consentito, chiarendo attribuzioni controverse, significati iconografici, provenienze. In catalogo compaiono anche, senza poter tuttavia essere in mostra, il Busto reliquiario di San Gennaro, che per comprensibili esigenze di culto non può uscire dalla Cappella del Tesoro della Cattedrale di Napoli, e la Cena in casa di Simone Fariseo, una tela che il restauro ha definitivamente assegnato a Camillo Rama ma che, date le dimensioni (sei metri di lunghezza), non ha lasciato la propria sede, il Duomo vecchio di Brescia.


Le opere “riscoperte” attraverso il restauro provengono, per l’ampia sezione archeologica, dai Musei Archeologici Nazionali di Venezia, Altino, Portogruaro, Este, dalla Soprintendenza Archeologica per il Veneto (scavi di Padova e Verona), dalla Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia, dai Sotterranei della Cattedrale di Vicenza. I dipinti spettano invece al Palazzo Arcivescovile di Napoli, alle Gallerie dell’Accademia a Venezia, ai musei milanesi Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi e Pinacoteca di Brera, all’Accademia Carrara di Bergamo, alla chiesa di Sant’Andrea di Maggianico di Lecco, alla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia, al Duomo di Salò e alla chiesa bresciana di San Giovanni Evangelista. I “Tesori” di oreficeria provengono dai Musei Vaticani, dalla Cattedrale di Napoli e dalla Basilica di San Marco, oltre che dai musei Bernareggi di Bergamo, dal Poldi Pezzoli di Milano e dalle veneziane Gallerie dell’Accademia.



L’appuntamento per i visitatori è dunque per il 29 marzo a Palazzo Leoni Montanari per la quattordicesima edizione di Restituzioni. La mostra resterà aperta al pubblico sino al 29 giugno.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram