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Agostino Bonalumi
Materie diverse, dal legno al tessuto, che si incontrano in una simbiosi virtuosa; il colore assoluto; l’arte come tensione continua fra pensiero e realtà fisica che scaturisce nella monocromaticità e nell’eleganza di tele scultoree
Comunicato stampa
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Materie diverse – dal legno al tessuto - che si incontrano in una simbiosi virtuosa; il colore assoluto; l’arte come tensione continua fra pensiero e realtà fisica che scaturisce nella monocromaticità e nell’eleganza assoluta di tele scultoree. Sono questi i cardini, la cifra inconfondibile dello stile di Agostino Bonalumi, protagonista della mostra promossa dalla Provincia Regionale di Palermo e organizzata da “Il Cigno G.G. edizioni d’arte” di Roma.
La personale dell’artista lombardo (è nato a Vimercate nel 1935) verrà inaugurata il 7 marzo alle 19.30 nei saloni del Loggiato San Bartolomeo (corso Vittorio Emanuele 25, Palermo). Sarà presente l’autore. Palermo è nuovamente, grazie alla Provincia, capitale dell’arte contemporanea. Mai prima d’oggi Bonalumi aveva esposto più a sud della latitudine di Salerno.
Curata da Maurizio Calvesi e da Silvia Pegoraro, l’esposizione raccoglie 35 opere, realizzate tra gli anni ’60 e i primi anni ’90 e dal 2000 al 2007.
In allestimento opere realizzate in acrilico ma soprattutto le caratteristiche “estroflessioni”, tele plastiche che coniugano pittura e scultura, utilizzando per il telaio le materie prime più disparate, stoffa, arbusti, cemento, legno. La singolare tecnica, sperimentata per la prima volta dal pittore nel 1959, delle tele modellate con imbottiture e supporti lignei che sembrano animarle, trasforma le superfici piatte in volumi da proiettare nello spazio. Amico di Lucio Fontana, al maestro dello Spazialismo lo accomuna la ricerca spaziale intesa tuttavia in senso opposto: ovvero non di uno spazio da recuperare al di là della tela, bensì di uno spazio in movimento verso l’osservatore. Nascono così quadri che sembrano vivere di vita propria, come corpi prigionieri che cercano di squarciare il bozzolo che li avvolge. Il bianco, il blu, il rosso, il giallo sono i colori che Bonalumi predilige per le sue opere astratte, rigorosamente racchiuse in un campo monocromatico.
La mostra resterà in allestimento fino al 1 aprile; aperture al pubblico, dal martedì al sabato, dalle 16.30 alle 19.30; la domenica, dalle 10 alle 13. Chiusura il lunedì. Ingresso gratuito. Nel catalogo, edito dal “Cigno”, testi dei curatori Calvesi e Pegoraro.
Scrive il primo: “Né racconto né confessione in Bonalumi, né indagine sulle materie, ma solo speculazione intellettuale sulla forma, e sulla nozione di spazio, che da rappresentato o meglio simulato (prospettiva, profondità delle linee o del colore) diventa presentato e protagonista; e non come nella scultura che, facendo naturalmente parte dello spazio, non lo rappresenta né lo presenta; bensì come parte ‘divisa’ dello spazio, e isolata per essere osservata, seguita nei suoi andamenti e svolgimenti, quasi il positivo di quel negativo che, lo spazio circostante all’opera, finisce per diventare. Metaspazio, se si vuole, e metaforme, cioè spazio la cui forma si distacca dai propri stessi confini e li ricrea in una dimensione altra”.
Classe, ’35, talento precocissimo (tenne la sua prima mostra a soli 13 anni) e poliedrico, Agostino Bonalumi è stato - insieme a Castellani e Manzoni e con il sostegno di personaggi come Lucio Fontana e Gillo Dorfles – indiscusso e influente animatore negli anni Sessanta della scena culturale e artistica milanese, che aveva nello studio di Enrico Baj uno dei suoi centri nevralgici e che con Alberto Burri trovava un illuminato interlocutore sulla sponda capitolina.
Da allora la ricerca dell’artista punta sul rinnovamento dei materiali e dell’azione pittorica: Bonalumi vive in prima persona tutti i maggiori appuntamenti espositivi, affiancando al lavoro sulle sue sculture-pitture-oggetto esperienze nella scenografia, collaborazioni con architetti e con musicisti. Lunghissimo e prestigioso il suo palmares di esposizioni personali, collettive e riconoscimenti in campo nazionale e internazionale: nel 1981 partecipa con Dorazio, Rotella e Santomaso alla mostra “Italian Art for contemporary directions”, al Museum of Art di Fort Lauderdale in Florida. Tra gli anni Ottanta e Novanta viene invitato per due volte alla Quadriennale di Roma oltre che alla XLII Biennale di Venezia.
Nel 2001 gli è stato conferito il Premio Presidente della Repubblica e in quest’occasione l'Accademia Nazionale di S. Luca gli ha dedicato una mostra retrospettiva nella sede di Palazzo Carpegna a Roma. E' stato invitato speciale alla mostra “Temi e variazioni” alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia. Nel novembre 2003, in occasione del semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea, ha partecipato alla mostra “Futuro Italiano”, allestita nelle sale del Parlamento Europeo a Bruxelles. Il passaggio tra il 2003 ed il 2004 è segnato da una grande antologica, con opere dal 1959 al 2003, all’Institut Mathildenhöe di Darmstadt, in Germania.
La personale dell’artista lombardo (è nato a Vimercate nel 1935) verrà inaugurata il 7 marzo alle 19.30 nei saloni del Loggiato San Bartolomeo (corso Vittorio Emanuele 25, Palermo). Sarà presente l’autore. Palermo è nuovamente, grazie alla Provincia, capitale dell’arte contemporanea. Mai prima d’oggi Bonalumi aveva esposto più a sud della latitudine di Salerno.
Curata da Maurizio Calvesi e da Silvia Pegoraro, l’esposizione raccoglie 35 opere, realizzate tra gli anni ’60 e i primi anni ’90 e dal 2000 al 2007.
In allestimento opere realizzate in acrilico ma soprattutto le caratteristiche “estroflessioni”, tele plastiche che coniugano pittura e scultura, utilizzando per il telaio le materie prime più disparate, stoffa, arbusti, cemento, legno. La singolare tecnica, sperimentata per la prima volta dal pittore nel 1959, delle tele modellate con imbottiture e supporti lignei che sembrano animarle, trasforma le superfici piatte in volumi da proiettare nello spazio. Amico di Lucio Fontana, al maestro dello Spazialismo lo accomuna la ricerca spaziale intesa tuttavia in senso opposto: ovvero non di uno spazio da recuperare al di là della tela, bensì di uno spazio in movimento verso l’osservatore. Nascono così quadri che sembrano vivere di vita propria, come corpi prigionieri che cercano di squarciare il bozzolo che li avvolge. Il bianco, il blu, il rosso, il giallo sono i colori che Bonalumi predilige per le sue opere astratte, rigorosamente racchiuse in un campo monocromatico.
La mostra resterà in allestimento fino al 1 aprile; aperture al pubblico, dal martedì al sabato, dalle 16.30 alle 19.30; la domenica, dalle 10 alle 13. Chiusura il lunedì. Ingresso gratuito. Nel catalogo, edito dal “Cigno”, testi dei curatori Calvesi e Pegoraro.
Scrive il primo: “Né racconto né confessione in Bonalumi, né indagine sulle materie, ma solo speculazione intellettuale sulla forma, e sulla nozione di spazio, che da rappresentato o meglio simulato (prospettiva, profondità delle linee o del colore) diventa presentato e protagonista; e non come nella scultura che, facendo naturalmente parte dello spazio, non lo rappresenta né lo presenta; bensì come parte ‘divisa’ dello spazio, e isolata per essere osservata, seguita nei suoi andamenti e svolgimenti, quasi il positivo di quel negativo che, lo spazio circostante all’opera, finisce per diventare. Metaspazio, se si vuole, e metaforme, cioè spazio la cui forma si distacca dai propri stessi confini e li ricrea in una dimensione altra”.
Classe, ’35, talento precocissimo (tenne la sua prima mostra a soli 13 anni) e poliedrico, Agostino Bonalumi è stato - insieme a Castellani e Manzoni e con il sostegno di personaggi come Lucio Fontana e Gillo Dorfles – indiscusso e influente animatore negli anni Sessanta della scena culturale e artistica milanese, che aveva nello studio di Enrico Baj uno dei suoi centri nevralgici e che con Alberto Burri trovava un illuminato interlocutore sulla sponda capitolina.
Da allora la ricerca dell’artista punta sul rinnovamento dei materiali e dell’azione pittorica: Bonalumi vive in prima persona tutti i maggiori appuntamenti espositivi, affiancando al lavoro sulle sue sculture-pitture-oggetto esperienze nella scenografia, collaborazioni con architetti e con musicisti. Lunghissimo e prestigioso il suo palmares di esposizioni personali, collettive e riconoscimenti in campo nazionale e internazionale: nel 1981 partecipa con Dorazio, Rotella e Santomaso alla mostra “Italian Art for contemporary directions”, al Museum of Art di Fort Lauderdale in Florida. Tra gli anni Ottanta e Novanta viene invitato per due volte alla Quadriennale di Roma oltre che alla XLII Biennale di Venezia.
Nel 2001 gli è stato conferito il Premio Presidente della Repubblica e in quest’occasione l'Accademia Nazionale di S. Luca gli ha dedicato una mostra retrospettiva nella sede di Palazzo Carpegna a Roma. E' stato invitato speciale alla mostra “Temi e variazioni” alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia. Nel novembre 2003, in occasione del semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea, ha partecipato alla mostra “Futuro Italiano”, allestita nelle sale del Parlamento Europeo a Bruxelles. Il passaggio tra il 2003 ed il 2004 è segnato da una grande antologica, con opere dal 1959 al 2003, all’Institut Mathildenhöe di Darmstadt, in Germania.
07
marzo 2008
Agostino Bonalumi
Dal 07 marzo al primo aprile 2008
arte contemporanea
Location
LOGGIATO DI SAN BARTOLOMEO
Palermo, Via Vittorio Emanuele, 25, (Palermo)
Palermo, Via Vittorio Emanuele, 25, (Palermo)
Orario di apertura
da martedì a sabato 16.30-19.30; domenica 10-13. Chiusura il lunedì
Vernissage
7 Marzo 2008, ore 19.30
Editore
IL CIGNO
Autore
Curatore



