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arte contemporanea, collettiva SPAZIO D'ARTE STELLANOVE ​ Via Stella 9 Mendrisio 6850

Mendrisio - dal 16 marzo al 4 maggio 2008

Jan Peter Fluck - Combinazioni dei fondi

Jan Peter Fluck - Combinazioni dei fondi
SPAZIO D'ARTE STELLANOVE
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Via Stella 9 (6850)
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Quello di Jan Peter Fluck è un linguaggio intimo, silente, eppure capace di innescare tensioni emotive. L’uso del materiale come la stoffa, la tela, la carta e le tavole di legno, predomina sul colore che scaturisce quasi sempre da pigmenti terrosi.
orario: giovedi 15-19, sabato 10-17; domenica 10-14 o su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 16 marzo 2008. ore 14
catalogo: presentazione curata da Silvia Bassani
autori: Jan Peter Fluck
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Quello di Jan Peter Fluck è un linguaggio intimo, silente, eppure capace di innescare tensioni emotive. L’uso del materiale come la stoffa, la tela, la carta e le tavole di legno, predomina sul colore che scaturisce quasi sempre da pigmenti terrosi.

E’ un lavoro di stratificazioni e sovrapposizioni che si esprime mediante l’uso di carta giapponese, pigmenti e colla. Sono queste le strutture che ci parlano, quasi come diari scritti su pergamena, come pelli invecchiate naturalmente durante la lavorazione; niente è artefatto.

JPF chiama i suoi lavori “Bewusstseinsstrukturen”, forse traducibile in “strutture della nostra coscienza”. Questo ci suggerisce che l’essenza delle sue opere è rinvenibile tra gli strati più profondi; per comprenderli occorre “liberare” la nostra percezione da schemi acquisiti, renderci sensibili a quello che chiamiamo realtà composta da infinite stratificazioni, di interrogarci sulle “verità” della nostra esistenza, pur sempre inafferrabile.


JPF è nato nel 1935. Studia architettura a Stoccarda e lavora vari anni come architetto indipendente in Svizzera, in Africa e nel Medio Oriente. Compie diversi viaggi in Africa, attraversando più volte il Sahara. Gira un documentario e scrive per diversi giornali. Nel 1978, quando è a Teheran, deve abbandonare il paese ai primi sussulti della rivoluzione khomeinista e si trasferisce in Nigeria.

Nel 1979 abbandona definitivamente l’architettura per dedicarsi esclusivamente alla pittura.

La sua prima esposizione l’ha tenuta a Lagos. In seguito espone in Germania, Svizzera e Lussemburgo.

Opere di JPF si trovano in collezioni pubbliche e private in Svizzera e in Germania.

Vive e lavora a Vacallo.


 
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