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arte contemporanea, collettiva LA BARBAGIANNA ​ Via Di Grignano 25 Pontassieve 50065

Pontassieve (FI) - dal 17 al 31 maggio 2008

Giacomo Saviozzi - L’interruttore del Buio

Giacomo Saviozzi - L’interruttore del Buio
LA BARBAGIANNA
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Via Di Grignano 25 (50065)
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Il fotografo Giacomo Saviozzi ha cercato non soltanto di scoprire le forme o le architetture dei luoghi degli ex manicomi, ma di rivelarne soprattutto i rumori, le sensazioni, la paura, l'angoscia
orario: su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 17 maggio 2008.
editore: MORGANA
curatori: Alessandra Borsetti Venier
autori: Giacomo Saviozzi
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Primo incontro dal 17 al 31 maggio 2008
Inaugurazione della mostra fotografica “L’interruttore del Buio” di Giacomo Saviozzi
presentazione del libro L’interruttore del buio. Reportage fotografico a trent’anni dalla legge 180 sugli ex manicomi, Morgana Edizioni, con testi di Paolo Crepet, Cinzia B Thompson, Silvano Agosti, Gisella Trincas, Andrea Tagliasacchi.

Interventi di:

Alessandro Sarti assessore alla Cultura di Pontassieve

Paolo Tranchina psicologo, psicoanalista, direttore rivista “Fogli d’Informazione”


Presentazione della seconda serie della rivista ANTIPODI con il primo numero dedicato al tema IN/SICUREZZA

Interventi di:

Andrea Bellocci ricercatore storico

Adriana Dadà storica, Università di Firenze

Saverio Craparo ufficio studi FdCA


Video concerto del duo “ultimarata” con Alessio Colosi e Janlu Venier

collage di canti, testi, suoni e immagini ispirato al libro di Bruce Chatwin The Songlines.


Come si arriva: La BARBAGIANNA è situata a 500 metri sulle colline di Pontassieve (FI). Da Firenze sud, seguite l’indicazione per Pontassieve e percorrete la via di Rosano oppure la via Aretina; dopo il Piazzale Ruffino, prima della Stazione ferroviaria di Pontassieve, sul lato sinistro c’è un grande piazzale con un parcheggio: seguite l’indicazione per Fattoria di Grignano e percorrete la via di Grignano sulla collina per circa 4 km. Arrivati al secondo cancello della Fattoria di Grignano, prendete la strada sterrata che dopo 50 metri e tra due cipressi entra nel bosco. Dopo circa 700 metri sarete arrivati.

Via di Grignano 24, 50065 Pontassieve (Firenze) vedi piantina su http://www.tuttocitta.it

Il calendario potrebbe subire variazioni per cause metereologiche. Consigliamo di contattarci telefonicamente per eventuali aggiornamenti. Orari: mostra visitabile su appuntamento. Per ulteriori informazioni: tel. 055 6811728 - 335 6676218

info@morganaedizioni.it - www.morganaedizioni.it






L’interruttore del buio. Reportage fotografico a trent’anni dalla legge 180 sugli ex manicomi

Testi di Paolo Crepet, Cinzia Busi Thompson, Silvano Agosti, Gisella Trincas, Andrea Tagliasacchi.

Morgana Edizioni p. 128 - euro 22,00



Il fotografo Giacomo Saviozzi ha cercato non soltanto di scoprire le forme o le architetture dei luoghi degli ex manicomi, ma di rivelarne soprattutto i rumori, le sensazioni, la paura, l'angoscia… Il titolo è nato dall'idea che l'istituzione totalizzante del manicomio abbia annullato e spento, un po' come un interruttore, migliaia di persone. La logorante e involutiva vita del manicomio, con i suoi ritmi sempre uguali, anonimi, amorfi e ritualizzati è stata fino al 1978 anno dell'approvazione della Legge 180 detta Basaglia - una sorta di lager dove il malato mentale veniva confinato lontano da tutti. A distanza di trent'anni, quelle strutture ormai fatiscenti trasudano ancora lacrime e urla strazianti, placate dalle inumane terapie elettriche. Tra mura screpolate, finestre in frantumi, resti di passato, di vite, ho intrapreso un viaggio fotografico alla riscoperta di una verità molto spesso taciuta, una verità che la mia generazione non ha vissuto e quindi non conosce.

Tra le pagine del graffito di Oreste Nannetti, a Volterra, tra le porte blindate dell'O.p.g. di Reggio Emilia, attraversando le pagine di Mario Tobino nelle Libere donne di Magliano a Maggiano vicino a Lucca, oppure tra gli scorci di mare a Pratozanino, è nato questo reportage che inizia con le foto degli uomini, o meglio, di ciò che l'istituzione ha lasciato degli uomini: foto tessere, cartelle cliniche, dove si leggono le motivazioni di una reclusione spesso assurda.

Leggere: nessuna cura - eccitamento maniaco - epilessia - serenase - morte per decubito.

Leggere i nomi, le classificazioni, vedere che piano piano anche l'uomo si spegne con “l'interruttore”.

Il reportage si snoda tra il buio delle camerate, i letti in fila, le celle degli ex ospedali psichiatrici di Volterra e di Reggio Emilia, tra le immagini sacre, dissacrate dal tempo, abbandonate. Sfogliando il libro si arriva, in un crescendo di sensazioni dolorose e di abbandono, al “cimitero dei matti”: croci divelte, erba alta, pochi nomi, come se stessero lì a testimoniare che anche nella morte si è consumato l'abbandono.


Giacomo Saviozzi è nato a Lucca nel 1975. Lavora e abita alle porte della Maremma. Grafico pubblicitario fino al 2005. Ha cominciato a fotografare da ragazzino. Il suo primo libro Scendo, cambio il mondo… e torno, una raccolta fotografica in tempo di pace pubblicato nel 2005 da Non Solo Stampa, Pisa, è una raccolta fotografica sui movimenti pacifisti tra Firenze e Roma dal 2002 al 2004 con la prefazione del giornalista Alfio Nicotra.
 
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