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arte contemporanea, collettiva SERRONE DELLA VILLA REALE ​ Viale Brianza 2 Monza 20052

Monza (MI) - dal 31 maggio al 27 luglio 2008

Federica Galli - L'incanto dello sguardo

Federica Galli - L'incanto dello sguardo

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SERRONE DELLA VILLA REALE
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Viale Brianza 2 (20052)
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In oltre cinquant’anni di attività, le costanti dell’opera della Galli, che lavora da sempre ‘dal vero’, gravitano intorno al paesaggio, sia quello naturale che quello modificato dall’uomo. Da una parte il senso della natura, dall’altro quello della città, ma con un collegamento nel modo dell’artista di vedere e trattare i soggetti che storicamente rimanda agli esempi dell’arte nordica
orario: da martedì a venerdì, 15.00-20.00; sabato, domenica e festivi, 10-20. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Euro 5 intero; euro 4 ridotto
vernissage: 31 maggio 2008. ore 18
editore: ALLEMANDI
ufficio stampa: CLP
curatori: Flavio Arensi
autori: Federica Galli
patrocini: Provincia di Milano – Direzione Progetto Monza-Brianza, Regione Lombardia
genere: personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
Al Serrone della Villa Reale, 160 opere ripercorrono l’intero percorso artistico di una protagonista della grafica contemporanea.




Dal 1° giugno al 27 luglio 2008, il Serrone della Villa Reale di Monza ospiterà l’antologica dedicata a FEDERICA GALLI, la “inciditrice” italiana più conosciuta nel mondo.

La mostra, curata da Flavio Arensi, promossa dal Comune di Monza – Assessorato alla Cultura, col patrocinio della Provincia di Milano – Direzione Progetto Monza-Brianza, e il patrocinio e contributo della Regione Lombardia, presenterà 160 opere di una delle più grandi interpreti dell’arte grafica.

In oltre cinquant’anni di attività, le costanti dell’opera della Galli, che lavora da sempre ‘dal vero’, gravitano intorno al paesaggio, sia quello naturale che quello modificato dall’uomo. Da una parte il senso della natura, dall’altro quello della città, ma con un collegamento nel modo dell’artista di vedere e trattare i soggetti che storicamente rimanda agli esempi dell’arte nordica.

Tra i temi preferiti di Federica Galli ci sono le vedute di Venezia e di Milano che ha colto nei suoi aspetti più romantici e ormai scomparsi, ma anche quelle di luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna lombarda.

Anche gli alberi sono da sempre presenti in maniera predominante nella sua ricerca espressiva, diventando protagonisti assoluti, a partire dalla seconda metà degli anni '80, quando intraprende un viaggio lungo tutta l’Italia a caccia di Alberi Monumentali, quasi sempre colossi centenari.


Diviso in cinque sezioni, il percorso espositivo si dipana dalle prime opere realizzate dalla ‘inciditrice’ milanese a partire dal 1954, segnalando gli sviluppi del suo lungo e appassionante rapporto con la grafica. Quindi si passerà ad analizzare la tematica delle campagne e delle cascine lombarde, viste non solo come luoghi di aggregazione umana, sociale, ma come esperienza culturale. A tal proposito, Carlo Bo ebbe modo di affermare che “La cascina umanizza il suo paesaggio eterno, nel senso che getta la luce su quell'uomo che non appare mai direttamente e in persona ma è pur sempre rintracciabile nella serie delle sue rappresentazioni”.

Una sezione sarà dedicata al Bosco Pisani Dossi, le cui piante e arbusti erano stati ammirati dal poeta latino Virgilio, al punto da ricordarlo spesso nei versi delle Bucoliche.

Non potevano mancare le ‘Venezie’. L’amore per questa città la portò a realizzare la cartella di incisioni delle ‘39 vedute di Venezia’, che può essere considerata tra i suoi più preziosi capolavori e che qui viene presentata integralmente. Le lastre, come caratteristica del suo lavoro, sono state tutte incise dal vero, per le vie delle città lagunare, e si compongono di disegni elaboratissimi, di grande maestria espressiva.

L’esposizione si chiude idealmente con i suoi famosi ‘Alberi monumentali’ e con uno scorcio della Villa Reale di Monza, quale omaggio alla città che la ospita.



Note biografiche

Federica Galli nasce a Soresina (Cr) nel 1932, si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera per poi approfondire lo studio della storia dell’arte nelle regioni del Veneto, della Tocana e dell’Umbria. L’incontro con l’ars incisoria avviene tramite il diretto contatto con le opere di Dürer, Brueghel e Rembrandt. La sua prima acquaforte, Il paese dell’Alberta risale al 1954, il definitivo abbandono della tecnica pittorica al 1963. Questa data segna l’inizio di una brillante carriera espositiva in Italia e in campo internazionale (Londra, Parigi, Pechino, Atene). Sul suo lavoro sono stati pubblicati libri e saggi dai più qualificati critici, tra i quali Mario De Micheli, Alberico Sala, David Landau (Università di Oxford), Giovanni Testori, Mina Gregori, Carlo Bo, Roberto Tassi, Renzo Zorzi, Gianni Cavazzini, Daniel Berger (Metropolitan Museum di New York), Gian Alberto Dall’Acqua. L’artista si dedica esclusivamente ai paesaggi e alla natura che ci circonda; lavorando su diversi cicli tematici e spaziando tra scorci di Milano, Torino, Venezia e altre città italiane, a suggestive immagini della nostra pianura, a luoghi da lei visitati, per poi sfociare nell’ultima importante fase degli alberi monumentali. L’ultima grande antologica è del 2003, a Palazzo Leone da Perego di Legnano.



 
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