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arte contemporanea, collettiva FAM - FONDAZIONE ANTONIO MAZZOTTA ​ Foro Buonaparte 50 Milano 20121

Milano - dal 12 giugno al 27 luglio 2008

Trento Longaretti - Opere 1940-2008
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FAM - FONDAZIONE ANTONIO MAZZOTTA
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Foro Buonaparte 50 (20121)
+39 02878197 , +39 028693046 (fax)
informazioni@mazzotta.it
www.mazzotta.it
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70 opere indagano la ricerca pittorica dell’artista bergamasco, sensibile interprete della condizione umana. Saranno proposti alcuni capolavori assoluti come Il grande vecchio e bambino del 1974.
orario: 10-19.30, chiuso lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 giugno 2008. ore 18.30
editore: MAZZOTTA
ufficio stampa: CLP
curatori: Gianfranco Bruno
autori: Trento Longaretti
patrocini: Regione Lombardia/Culture, Identità e Autonomie della Lombardia,
Provincia di Milano/Settore beni culturali, arti visive e musei
Comune di Milano/Assessorato alla Cultura
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Gli spazi della Fondazione Antonio Mazzotta di Milano accoglieranno dal 13 giugno al
27 luglio 2008 la mostra “TRENTO LONGARETTI. Antologica” che si presenta come un
suggestivo itinerario lungo settant’anni di attività dell’artista bergamasco assente dalla
scena espositiva milanese da diversi anni.
L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Antonio Mazzotta, è curata da Gianfranco
Bruno e raccoglie 70 opere di un protagonista dell’arte italiana del secondo Novecento,
che testimoniano la costante vitalità che ha sempre accompagnato la sua vicenda
artistica.
Le radici di Longaretti sono da cercare in quel crogiolo internazionale rappresentato, tra
l’altro, dalla Parigi degli anni di Cézanne, Modigliani e dei pittori russi, mentre con
Chagall, Longaretti ha condiviso la stessa percezione del magico e del fantastico,
scardinando i parametri di spazio e di tempo in nome dell’immaginazione.
La mostra delineerà con precisione il suo percorso, dal periodo di Corrente, agli anni del
dopoguerra, per giungere alla maturità, negli anni di insegnamento all’Accademia
Carrara di Bergamo, con l’approdo all’utilizzo di colori accesi degli anni Settanta.
Il visitatore potrà ritrovare le immagini simbolo della sua pittura: i mendicanti ed i
girovaghi che abitano paesaggi incantati come simbolo della fragilità umana, i ritratti
delle Madri, che potrebbero essere scambiati per Madonne nella loro presenza sacrale,
e che traggono forza dalla secolarità del loro ruolo nell’opporsi alla violenza del mondo.
E poi le nature morte, delicate e quasi religiose, fino alle nuove realizzazioni che
affrontano il tema della solitudine del vivere.
Una sezione della mostra sarà dedicata proprio all’ultima produzione con opere ricche
di significato come il dipinto Famiglia di viandanti e Praga e Tanti occhi da Praga, del
2004.
Trento Longaretti. Cenni biografici
Trento Longaretti (Treviglio, Bergamo, 1916) si è diplomato al Liceo Artistico di Brera a
Milano dopodiché si è iscritto alla Facoltà di Architettura del Politecnico e
all’Accademia di Brera scegliendo poi quest’ultima. A Brera è stato allievo di Aldo
Carpi. Nel suo corso vi sono anche Cassinari, Bergolli, Morlotti, Dobrzansky, Valenti e
Kodra. Nel 1936 inizia la carriera espositiva partecipando ai “Littoriali dell’Arte” e a
numerose collettive a Milano, Genova, Bergamo. Nel 1939 (anno del diploma a Brera) si
aggiudica il Premio Mylius e il Premio Stanga. Sono di quegli anni le frequentazioni
dell'àmbito di “Corrente” (dove entra in contatto con Guttuso, Morlotti, Birolli, Sassu,
Vedova), ma sono anche gli anni della guerra passata tra Slovenia, Sicilia e Albania
(le immagini belliche e il profondo rifiuto della violenza sono temi che l'artista non
abbondonerà più). Nel 1942 è invitato alla Biennale di Venezia (vi ritornerà nel 1948, nel
1950, nel 1956) e partecipa alla “Mostra degli artisti in armi” al Palazzo delle Esposizioni di
Roma. La prima personale è dell'anno seguente alla Galleria La Rotonda di Bergamo,
con presentazione di Raffaello Giolli. Nel 1945 si dedica all'insegnamento e alla
realizzazione di opere sacre. Nel 1952 è invitato alla Quadriennale Nazionale di Roma.
L'anno seguente vince il concorso nazionale per la direzione dell'Accademia Carrara di
Bergamo nonché la Cattedra di Pittura divenendo così il successore di Achille Funi. Per
venticinque anni dirige l’Accademia e nel 1978 lascia spontaneamente l’incarico. Le
sue opere sono conservate, tra l’altro, in Vaticano, nel Duomo di Milano, nella Basilica di
S. Ambrogio e nella Galleria d'Arte Sacra Contemporanea, nel Duomo di Novara, nella
Pinacoteca Carrara di Bergamo, nel Museo d’Arte Moderna di Basilea e nella Galleria
d'Arte Moderna di Hamilton. Intensissima l'attività espositiva in Italia e all'estero. Nel 1999
la Casa del Mantegna di Mantova gli ha dedicato un’antologica. Lo stesso anno ha
esposto a Ginevra nel Palazzo delle Nazioni Unite. Nel 2002, antologiche alla Società
Promotrice delle Belle Arti di Torino e alla Villa Reale di Monza. Nel 2003 si segnalano
mostre al Museo Civico di Treviglio e al Magazzino del Sale a Venezia in
contemporanea alla Biennale di pittura. Nel 2004, l’antologica in Palazzo della Ragione
a Bergamo e nel 2007 la personale nella Pinacoteca Civica di Follonica (Gr).
 
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