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Cividale Del Friuli (UD) - sab 21 giugno 2008
Il Museo Cristiano e il Tesoro del Duomo
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comunicato stampa  |
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Dal 21 giugno apertura al pubblico della straordinaria collezione d’arte testimone di 1500 anni di storia e di fede dal Nord Italia al Centro Europa
Iniziativa inclusa nel Piano di gestione della candidatura ufficiale UNESCO “Italia Langobardorum”
Cividale nella Storia e nel Cristianesimo - La diffusione del cristianesimo nell’Italia nord-orientale e nel Centro Europa ha due fari: Aquileia (metropoli imperiale romana in cui, secondo tradizione, San Marco formò il primo nucleo di cristianità altoadriatica) e Cividale del Friuli, mercato fortificato fondato da Giulio Cesare, sede militare romana e ambito di immediata diffusione del cristianesimo. Dopo il tramonto di Aquileia, Cividale (allora chiamata Forum Iulii) assunse il ruolo-guida del territorio: nel 568 d.C. e fino al 778 fu capitale del primo Ducato longobardo in Italia; quindi fu confermata da Carlo Magno quale capitale della strategica Marca Orientale. Ma sin dall’VIII e fino al XIII secolo, Cividale fu eletta a propria prestigiosa sede residenziale dai Patriarchi di Aquileia. Per mezzo millennio, dunque, Cividale fu incontrastata centrale del potere politico, militare e religioso di una vasta area nord-italiana e transalpina e, nei secoli successivi, continuò ad esercitare un ruolo importante nei delicati equilibri geopolitici di un territorio sempre conteso e spesso tormentato. L’eredità longobarda e l’UNESCO - Del suo prestigioso passato Cividale conserva oggi straordinarie testimonianze, esaltate dai reperti artistico-monumentali del periodo longobardo, inseriti oggi nella candidatura seriale a Patrimonio dell’Umanità UNESCO denominata “Italia Langobardorum – Centri di potere e di culto / 568-774 d.C.” e che comprende altri patrimoni d’arte longobarda dislocati a Brescia, Castelseprio, Spoleto, Campello sul Clitunno, Benevento e Monte Sant’Angelo.
Valori del Museo Cristiano e del Tesoro del Duomo – Il Museo Cristiano – fondato nel 1946, ma rinnovato e ampliato a cura dell’attuale arciprete del Duomo, mons. Guido Genero – ospita due prestigiose sezioni: il Patrimonio longobardo e il Tesoro del Duomo. Il primo è dato da due celebri monumenti inseriti nella candidatura UNESCO: l’Altare di Ratchis (recentemente restaurato con la riscoperta di policromie originarie) e il Battistero di Callisto. Il Tesoro del Duomo presenta in forma assolutamente inedita e coordinata oggetti di oreficeria e di uso liturgico, opere d’arte pittorica (spiccano il “Noli me tangere” del Pordenone e due opere del Veronese) e scultorea, manoscritti e codici che ben testimoniano dell’assoluto prestigio della plurimillenaria storia cristiana dell’antica capitale. Di già riconosciuto prestigio mondiale sono anche alcuni dei preziosi paramenti sacri esposti, quali la cinquecentesca “pianeta Barbaro”, raffinatissimo prodotto di tessitura turca già esposto al MoMa di New York, a Londra, Parigi e Venezia; la trecentesca “Mitria di S.Paolino”; i seicenteschi paramenti per la tradizionale Messa dello Spadone. Cividale e il Friuli – mai marginali nella storia, nella cultura, nei commerci e nell’arte – hanno saputo assimilare il meglio di un vasto territorio contraddistinto dalle espressioni delle culture latina, germanica, slava; fonderlo in unità e difenderlo con i suoi muri di pietra. Ora vi è l’obiettivo – favorito dalla candidatura UNESCO – di dar vita a un sistema integrato che preveda accordi e sinergie istituzionali regionali, transregionali e internazionali per ritrovare, in un condiviso un corridoio geoculturale, affinità e comunanze espressive. Tra le principali sinergie vi è certamente quella tra pubbliche Istituzioni e Istituzioni religiose, detentrici di un ingente patrimonio d’arte – basiliche, affreschi, statue, codici miniati, raffinati lavori di oreficeria – la cui valorizzazione rientra anche nei piani di promozione culturale, sociale e religioso della Chiesa.
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