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arte contemporanea, collettiva MART ​ Corso Angelo Bettini 43 Rovereto 38068

Rovereto (TN) - dal 27 giugno al 26 ottobre 2008

Tim Eitel / David Schnell / Matthias Weischer - Germania Contemporanea. Dipingere è narrare

Tim Eitel / David Schnell / Matthias Weischer - Germania Contemporanea. Dipingere è narrare
Tim Eitel - Zelt, 2007, olio su tela, 25,5 x 25,5 cm, courtesy Galerie EIGEN + ART Leipzig/Berlin and Pace Wildenstein
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MART
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Corso Angelo Bettini 43 (38068)
+39 0464438887 , +39 0464430827 (fax), 800397760
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Formatisi negli anni ‘90 alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia, questi giovani artisti, nati tutti e tre all’Ovest, hanno vissuto con grande partecipazione il clima di massima creatività che la città, ed in particolare gli ambienti artistici legati proprio all’accademia d’arte seppero esprimere dopo la caduta del muro di Berlino
orario: mar-dom 10-18 ven 10-21 lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero €10, ridotto €7, famiglie €20
vernissage: 27 giugno 2008. ore 18
editore: SKIRA
ufficio stampa: Flavia Fossa Margutti
Luca Melchionna 0464.454127 cel 320 4303487
Clementina Rizzi 0464.454124
press@mart.trento.it
curatori: Gabriella Belli, Achille Bonito Oliva
autori: Tim Eitel, David Schnell, Matthias Weischer
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Per la prima volta in Italia, alcuni tra i più interessanti protagonisti della giovane pittura tedesca: dal 28 Giugno al 26 Ottobre 2008, con il titolo “Germania contemporanea. Dipingere è narrare”, una mostra di circa 120 opere presenterà, una accurata selezione di dipinti di Tim Eitel, David Schnell, e Matthias Weischer. Il progetto è di Gabriella Belli e Achille Bonito Oliva con la collaborazione di Julia Trolp. Formatisi negli anni ‘90 alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia, questi giovani artisti, nati tutti e tre all’Ovest, hanno vissuto con grande partecipazione il clima di massima creatività che la città, ed in particolare gli ambienti artistici legati proprio all’accademia d’arte seppero esprimere dopo la caduta del muro di Berlino. Allievi intelligenti di una tradizione che all’interno della Hochschule aveva ottenuto proprio nella pratica pittorica i risultati più interessanti, Eitel, Schnell e Weischer conquistano ben presto una loro precisa autonomia e, mettendo a profitto gli insegnamenti accademici, affrontano con spirito davvero innovativo il grande tema della pittura, approdando ad un linguaggio figurativo di vera originalità. Il ritratto, il paesaggio, la pittura d’interni, questi sono i generi che nei quali i tre giovani pittori diventano ben presto riconosciuti maestri.

Tim Eitel (nato a Leonberg nel 1971, vive e lavora tra Berlino e New York), è diventato ben presto famoso grazie alle sue scene di vita quotidiana, che evocano atmosfere quasi surreali. Si tratta per lo più d’interni, spesso musei o gallerie d’arte, o di scorci paesaggistici, in cui la composizione esalta alcuni punti di vista privilegiati dello spazio.
Le figure umane rappresentate da Eitel mostrano raramente il volto e pur essendo spesso in movimento non sono impegnati in azioni chiaramente identificabili. In questo modo l’artista comunica attraverso le opere una sensazione di familiarità, che non riguarda i luoghi e le tipologie di persone rappresentate, ma le esperienze di vita che questi suggeriscono.
Per la mostra al Mart, Tim Eitel presenta, oltre ad alcune opere del periodo iniziale della sua produzione artistica, una serie di nuovissimi lavori di piccole dimensioni.
Sparita l’ossessione descrittiva del dettaglio, è ora accentuato il senso di astrazione scenografica con una forte connotazione metafisica di straniamento. “Mi interessa il modo in cui le immagini sono correlate a un serbatoio di ricordi” afferma Eitel a proposito di questa sua nuova produzione. Le opere del periodo precedente saranno esposte in una sala inserita negli spazi della collezione permanente del museo e messe dunque in curiosa relazione con i dipinti di altri artisti internazionali delle ultime generazioni.


Anche le tele di David Schnell (nato a Bergisch Gladbach
nel 1971, vive e lavora a Lipsia), sembrano suggerire la ricostruzione di luoghi familiari. La scelta di rappresentare paesaggi di campagna, realizzati con energica dinamicità prospettica, apre a inedite e più misteriose avventure formali. Le strutture dell’ambiente rurale – fienili, case, campi coltivati e boschi – sono sovrapposte a fondali dai colori brillanti, con punti di fuga multipli. Lo sguardo è spesso attratto da presenze di oggetti “in volo” e da segni della civilizzazione come recinti o strade: l’artista stabilisce così un possibile incontro tra natura e cultura ai margini di una invisibile città. L’amore per la tradizione della grande pittura tedesca rinascimentale si amplia alla nozione di un nuovo spazio pittorico. Conoscenze che Schnell rielabora in una gamma straordinaria di originalissime composizioni in cui colore e forme declinano verso un immaginario fantastico rappresentato ai confini con l’astrazione.

I dipinti di Matthias Weischer (nato a Elte nel 1973, vive e lavora a Lipsia, nel 2007 borsista di Villa Massimo – Accademia Tedesca a Roma), descrivono per lo più spazi interni in cui risaltano oggetti e sfondi che rimandano alla sfera del domestico e del quotidiano, senza tuttavia rinunciare a una personale componente onirica e surreale.
In tutte le opere, Weischer inserisce un livello emozionale e intimo legato spesso a ricordi dell’infanzia ma anche molti elementi “fuori contesto”: sculture, sagome, citazioni di quadri propri o altrui.
Come per Eitel e Schnell, anche le tele di Weischer rifuggono da intenti meramente descrittivi e si concentrano piuttosto sulla ricerca di una complessa esperienza di coinvolgimento spaziale e temporale. A conferma di questa sua articolata ricerca, si possono citare le sue parole “Voglio che le persone possano soffermarsi in luoghi diversi all’interno di un quadro, e pensare e guardare in direzioni differenti. Per me è importante la presenza di una componente temporale tangibile, che rappresenta a sua volta uno spazio reale.”
 
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