Colomba Leddi / Melina Mulas - Suseta (PINACOTECA CIVICA - PALAZZO VOLPI - Como)  -  attualmente sono in linea 2249 utenti di cui 18 registrati
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Como - dal 18 al 30 ottobre 2008
Colomba Leddi / Melina Mulas - Suseta

PINACOTECA CIVICA - PALAZZO VOLPI
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Via Armando Diaz 84 (22100)
+39 031269869
musei.civici@comune.como.it
www.comune.como.it
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In occasione di ComON, la settimana della creatività a Como, le foto di Melina Mulas degli abiti di Colomba Leddi sono state stampate su seta e raccolte in una mostra
orario: martedì, giovedì, venerdì e sabato 9.30 – 12.30 e 14– 17, mercoledì 9.30–17, domenica 10–13, lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 18 ottobre 2008. ore 17
curatori: Benedetta Barzini, Roberto Borghi
autori: Colomba Leddi, Melina Mulas
telefono evento: +39 3936833111
genere: fotografia, doppia personale, arti decorative e industriali
email: press@ultraitaly.com

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comunicato stampa
Colomba Leddi e Melina Mulas collaborano da più di dieci anni. Melina Mulas infatti fotografa gli abiti realizzati da Colomba Leddi dal 1996. Stagione dopo stagione, le immagini scattate dalla Mulas e utilizzate per gli inviti delle presentazioni della collezione della Leddi si sono accumulate, sino a formare un vero e proprio corpus di opere, a metà strada tra la documentazione dell’evento di moda e la sua reinvenzione in chiave artistica.

In occasione di ComON, la settimana della creatività a Como, le foto di Melina Mulas sono state stampate su seta e raccolte in una mostra presso le Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Volpi - Como. Alcuni dei tessuti che riportano le foto degli abiti sono stati utilizzati per realizzare altri abiti, che durante la serata dell’inaugurazione verranno indossati da Benedetta Barzini e da altre amiche artiste, designer e creative di moda di Colomba Leddi.

COLOMBA LEDDI
Nota biografica
Milanese, Colomba Leddi proviene da una famiglia di artisti (mamma insegnante di musica, padre pittore ). Dopo essersi diplomata all’Istituto per la Moda Marangoni, collabora con alcuni stilisti fra cui Nanni Strada. Nel 1992 entra nel Gruppo Frammenti per sperimentare diverse tecniche artigianali da applicare nell’abbigliamento. Nel 1996 apre l’Atelier dentro un vecchio cortile. Da dieci anni ormai il marchio Colomba Leddi si distingue per l’autenticità alquanto simbiotica con il corpo femminile.
Al lavoro creativo, Colomba Leddi affianca quello di costumista teatrale e cinematografica. Inoltre, ha insegnato all’Istituto Europeo di Design, al FIT e attualmente è docente a contratto per il corso di laurea di Design Industriale, indirizzo Moda al Politecnico di Milano.
Appunti sull’Atelier
Forme ammorbidite dal tempo, ridefinite dall’attualità; forme femminili, flessibili, confortevoli. Giuste.
Non sono abiti di moda e alla moda, sono indumenti sartoriali contemporanei, utili, oltre le mode.
Si distinguono per l’attenzione ai particolari: bottone d’artista; interventi ricamati a mano; fodere speciali; tracciati pittorici. Discrezione.
Il vitale valore del tessuto è componente intrinseca. Sono il migliore dei lini, le sete più pregiate, le lane inglesi, il cotone africano.
Il tessuto conferisce forma e stile all’idea originale per ritrovare la semplicità.
Comunicazione, fiere, distribuzione
L’immagine dell’Atelier è raccontata ad ogni stagione nelle immagini fotografiche di Melina Mulas. Danno una lettura precisa quanto velata da segretezze e pudori. L’evoluzione di tale comunicazione ha documentato e definito l’identità originale del lavoro di Colomba Leddi.
Se nell’Atelier si possono trovare i pezzi unici, in alcune fra le migliori boutique italiane ed estere la Griffe è presente (Biffi, Banner e Imarika a Milano, Nia a Roma, Fissore a Santa Margherita, Takashimaya a New York, Eclectic a Zurigo). Oltre alle presentazioni stagionali nell’Atelier di via Revere a Milano, Colomba Leddi partecipa ad alcune fiere esclusive e mostre collettive (White a Milano, alla Triennale di Milano con il gruppo Eidos, Bread as Art al moseo etnografico di Lubjana).



MELINA MULAS
Nota biografica
Vive e lavora a Milano. Inizia come fotografa nel 1984 specializzandosi in foto di architettura, ritratto, moda. La collaborazione con Colomba comincia nel 1996 e continua…
Attività professionale e artistica
1979/1982 - lavora presso Idea Books, distributore di libri d’arte visiva.
1985/2000 - segue l’attività teatrale del gruppo di ricerca “Lenz rifrazioni” di Parma, fotografando gli spettacoli, pubblica il libro “Holderlin Rifrazioni” edito dalla casa editrice “Pratiche” e realizza una mostra personale sul suo lavoro teatrale.
1991/2008 - collabora con il governo in esilio del Dalai Lama realizzando numerosi reportages in India.
1996 /2000 - tiene una serie di seminari di fotografia durante il festival di teatro “Natura dei Teatri” a Parma.
1996/2008 - collabora con la stilista Colomba Leddi, realizzando le immagini delle sue collezioni.
2003 – espone alla Galerie Photo Fnac i ritratti dei principali Lama del Tibet e pubblica “Les lama du Tibet”
2005 - pubblica il libro “Il terzo occhio” edito da Five Continents e inaugura la mostra personale “Il Terzo Occhio” curata da Angela Vettese alla Galleria Civica di Modena.
2006 - espone un lavoro sulla danza indiana Bharatanatyam all’antica Eglésia del Rosar a Minora e alla bottega di Cecè Casile a Milano
2007 - espone alla Galleria il Naviglio. con lo scultore Giulio Santi
Tiene seminari sul ritratto organizzati dalla galleria e casa editrice Corraini, a Merano in occasione del festival “Opla” e del festival di letteratura a Mantova.



SUSETA – testo di Benedetta Barzini
Raccontate sugli inviti, dall’inizio dell’attività, attraverso le immagini fotografiche di Melina Mulas, stagione dopo stagione, le idee di moda di Colomba Leddi ritraggono fedelmente l'ambiente da cui hanno preso la propria forma.
Il percorso di 'visualizzazione' del lavoro della designer, 'trascritto' da Melina Mulas ha così assunto, nel tempo, il sapore di una genuina documentazione dei luoghi familiari, dei volti conosciuti di persone e oggetti non alieni o decorativi, ma veritiere componenti del mondo circostante Colomba Leddi.
Così come Colomba ricerca la precisione formale, anche Melina ha formato il suo campo visivo in severe e pulite trascrizioni. Il caso ha voluto che Melina e Colomba si siano incontrate giovanissime. Un’amicizia di lunga data che si riflette nell’approccio al lavoro. La scelta del cosa e in che modo fotografare una stagione, emerge semplicemente dalla spontaneità del momento. Nevica? Andiamo a cercare un albero...Le macchie di umidità sul muro? Sono perfino suggestive...Il cortile? E' un cortile...Il volto fresco e sorridente è di una nipote; la donna anziana è un'amica di mamma....
Colomba lavora nel cortile della casa dove abita. Ha trasformato il box in laboratorio. Le persone che l'aiutano sono conoscenze di lunga data. Le foto di Melina coordinano lo spirito del momento. Nulla è stato predisposto. Arriva un colpo di luce, presto, agguantiamolo!
"Si può lavorare così solo quando esiste una sincera sintonia fra le persone" dice Melina, "Il risultato di simili improvvisazioni rende l'immagine assolutamente fresca".
"Non ho mai sognato luoghi e dimensioni imbarazzanti, lontani, estranei alla mia realtà. Lavoro circondata da cose abituali, da persone che stimo. Mi sembra normale fotografare i capi nel contesto in cui diventano concreti. Evito fantasiose messe in scena".
SUSETA è un'idea nata dal desiderio di toccare il passato lasciando che fluttui e che trapassi attraverso il tatto che accarezza la morbidezza della seta.
Trasformando il passato in attuale presente e lasciando che diventi motivo decorativo, SUSETA lo saluta con affettuosa ironia.
Lontano dall'autocelebrazione, SUSETA vuole essere semplice memoria riportata a motivo decorativo. Una delicata memoria da dissolvere nella leggerezza del velo di seta drappeggiato.


L’ECCEZIONALITA’ IMPLICITA NELLA QUOTIDIANITA’ – Una conversazione tra lo staff di ComON e Roberto Borghi

ComON La fotografia incontra la moda in modo del tutto inusuale. Nella mostra SUSETA la collaborazione tra la fotografa Melina Mulas e la stilista comasca Colomba Leddi danno origine a uno studio artistico di grande fusione ed equilibrio tra queste due discipline. Come si fondono?
Roberto Borghi Forse, più che fondersi, moda e fotografia in questo caso si rispettano. Nel senso che l’una non prevarica né strumentalizza l’altra. Troppo spesso le foto di moda sono pompose e autoreferenziali, oppure sono morbosamente descrittive, noiose e a tal punto stereotipate da sembrare tutte uguali. Nel caso del binomio Leddi-Mulas è come se tra moda e fotografia si fosse creata una sintonia spontanea, come se Colomba Leddi e Melina Mulas riuscissero a porsi senza forzature sulla stessa lunghezza d’onda.
ComON Il connubio tra la ricerca fotografica e l'interpretazione dei capi di moda è espresso in tutti i magazine attraverso servizi sempre più sofisticati. Qui però c'è un progetto diverso. Qual è il concept della mostra?
Roberto Borghi Per l’appunto la “non sofisticazione”: l’autenticità con (perché no?) qualche pretesa poetica. E anche un po’ di sano anticonformismo, nel senso letterale del termine: né gli abiti di Colomba Leddi né le foto di Melina Mulas “si conformano” ai modelli in circolazione, e per questo obiettivamente spiccano. Quanto alla “pretesa poetica”, posso dire che ciò che apprezzo di più in queste foto è il loro tono quotidiano, disinvolto, ma tutt’altro che banale o sciatto. Ciò che sembrano voler esprimere sia la stilista che l’artista è un’idea di eccezionalità implicita nella quotidianità. Nell’essere semplicemente se stessi c’è qualcosa di straordinario. E a mio avviso anche di poetico.
ComON La settimana in cui Como accoglie designer e scuole internazionali al contempo dà spazio alle proprie risorse creative: artisti, stilisti, studenti, aziende. Come si colloca in questo ambito la coppia creativa Leddi-Mulas?
Roberto Borghi La famiglia materna di Colomba Leddi è di origini comasche. Colomba Leddi lavora a Milano (“nel cortile della casa in cui abita”, come scrive nel suo testo Benedetta Barzini, “ in un box trasformato in laboratorio”) ma presenta le sue collezioni a Parigi. Vivere fortemente calati nella propria quotidianità non vuol dire essere provinciali. Allo stesso modo, avere uno sguardo internazionale non vuol dire essere dei forzati del sistema globale della moda. La foto del duo Leddi-Mulas che preferisco riporta il dettaglio di un tessuto a fiori, piuttosto sgualcito, che potrebbe appartenere a una tappezzeria all’antica o a un vecchio copriletto. La foto, come tutte le altre, è stata utilizzata per far conoscere (diciamo pure “reclamizzare”) l’atelier di Colomba Leddi. Sull’invito che ne è stato tratto è scritto “Colomba Leddi. Sartoria”. Una stilista che definisce il suo luogo di lavoro “sartoria” per me ha capito tutto.
 
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