Impressionisti e Postimpressionisti. La donna, il paesaggio e l'impressione 3072 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
24/06/2019
Creare un'opera in galleria. A Parma il secondo appuntamento di ART in PROGRESS
24/06/2019
A Lucca torna LuBi, la Biennale internazionale della carta. Aperte le iscrizioni per partecipare all’evento
22/06/2019
L'Adidas ha annunciato una capsule collection omaggio a Keith Haring
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva REGGIA DI CASERTA ​ Via Douhet 22 Caserta 81100

Caserta - dal 19 dicembre 2008 al 29 marzo 2009

Impressionisti e Postimpressionisti. La donna, il paesaggio e l'impressione
[leggi la recensione]

Impressionisti e Postimpressionisti. La donna, il paesaggio e l'impressione
[leggi la recensione]
Angelo Inganni, Piazza della Vittoria a Pavia, olio su tela, courtesy Fonoteca dei Musei Civici di Pavia
 [Vedi la foto originale]
REGGIA DI CASERTA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Douhet 22 (81100)
+39 0823448084 , +39 0823220847 (fax)
ufficiostampa.reggiace@beniculturali.it
www.reggiadicaserta.beniculturali.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

La mostra propone alcuni tra i più significativi dipinti delle collezioni dei Musei Civici di Pavia e consente da un lato di tracciare un percorso della pittura lombarda del tempo e dall’altro, grazie ai capolavori della collezione Morone, di ripercorre il clima culturale e la cifra poetica sviluppatasi in Italia in quegli anni rivelandone l'assoluta qualità e seguendo il trapasso dal paesaggio all’impressione
orario: Dalle ore 8.30 alle ore 19.30, ultimo ingresso alle ore 19.00.
La mostra resta chiusa il martedì.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Il biglietto di ingresso alla mostra comprende la visita agli appartamenti reali del ’700 e ’800 e la visita della mostra “Terraemotus”. - Intero € 4,20
- Ridotto € 2,10 visitatori di età compresa tra 18 e 24 anni
- Gratuito visitatori sotto i 18 anni e sopra i 65 anni. I possessori ARTECARD hanno diritto ad uno sconto
vernissage: 19 dicembre 2008.
catalogo: A cura di Giovanna Petrenga, Susanna Zatti
editore: SKIRA
ufficio stampa: VILLAGGIO GLOBALE
curatori: Ferdinando Creta, Giovanna Petrenga, Susanna Zatti
autori: Oreste Albertini, Leonardo Bazzaro, Vincenzo Cabianca, Tranquillo Cremona, Federico Faruffini, Vittore Grubicy de Dragon, Angelo Inganni, Giorgio Kienerk, Serafino Macchiati, Pasquale Massacra, Plinio Nomellini, Daniele Ranzoni, Angiolo Tommasi, Francesco Trecourt, Luigi Trécourt, Federico Zandomeneghi
telefono evento: +39 3357185874
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva
email: info@eptcaserta.it

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Il Palazzo Reale di Caserta ospita, nei suoi ambienti di impronta settecentesca, una significativa e nutrita rassegna sugli sviluppi della cultura figurativa italiana tra XIX e XX secolo. La mostra, realizzata con la partecipazione dell’Ente Provinciale del Turismo di Caserta e curata dall’onorevole Giovanna Petrenga, già direttrice della Reggia, e dalla dottoressa Susanna Zatti, direttore dei Musei Civici di Pavia, illustra due dei secoli più fecondi della pittura italiana, con particolare riferimento alle esperienze artistiche e al gusto collezionistico che fiorirono nel territorio lombardo, mediante una scelta espositiva che decide di privilegiare raggruppamenti tematici. L’analisi delle opere stimola inevitabilmente un naturale confronto con gli indirizzi contemporanei – pur se talvolta antitetici – della pittura di paesaggio e di figura sviluppatisi all’ombra del Vesuvio e patrocinati anche dall’Accademia delle Belle Arti di Napoli. I dipinti conservati presso i Musei Civici di Pavia costituiscono un repertorio ampio e originale, nella dominante identità pavese, dell’arte ottocentesca e di quel percorso alternativo al classicismo e al romanticismo storico e romanzesco che la Scuola pavese propose e sviluppò nel variegato panorama italiano pre e post unitario. L’orientamento alternativo si andò enucleando intorno alla Scuola di Pittura istituita, a seguito del legato testamentario del 1840 di Defendente Sacchi, noto poligrafo e conoscitore d’arte che, con la sua generosa e lungimirante donazione, diede il primo impulso a quella che fu una feconda fucina di talenti: dai fratelli Trécourt a Federico Faruffini, da Pasquale Massacra a Tranquillo Cremona fino a Giorgio Kienerk, ultimo direttore della Civica Scuola di Pittura di Pavia dal 1905 al 1934. A questo già cospicuo nucleo di dipinti si aggiungono le raffinate scelte collezionistiche della famiglia Morone che nel 2001, con gesto di straordinaria generosità ed esemplare senso civico, ha arricchito le raccolte pubbliche dei Musei del Castello Visconteo facendo dono della propria collezione. L’acquisizione delle opere d’arte, recente manifestazione di un collezionismo da sempre vivo e acuto nella città lombarda, consente una puntuale documentazione della pittura italiana tra Ottocento e Novecento con un’attenzione particolare ai pittori legati alla scuola francese: da Boldini a De Nittis a Zandomeneghi. La donna e il paesaggio sono i due temi sui quali la mostra casertana punta la sua attenzione offrendo chiavi di lettura e lenti d’ingrandimento attraverso cui poter indagare le novità che fecero la loro comparsa sul palcoscenico della cultura artistica italiana. Sono campi d’azione in cui gli artisti formularono modi diversi di sentire e interpretare la realtà, con risultati espressivi che si rivelarono la proiezione di un mondo in costante trasformazione. La pittura en plein air scalzerà la tradizionale trascrizione mimetica della realtà, spingendo gli artisti a trasferire tele e pennelli dal chiuso dei loro atelier all’aperto, per cogliere la fuggente impressione di una visione e per educare l’occhio alle mutevoli suggestioni della luce sul paesaggio. Nello stesso lasso di tempo, il diversificato repertorio del ritratto al femminile ratificherà, nella innovativa trattazione del soggetto, un’evoluzione del tessuto sociale, in cui la borghesia e la sua ideologia progressista giocano un ruolo dominante. Questa evoluzione travolgerà anche la sfera femminile: la Signora col binocolo di De Nittis e i numerosi ritratti di donne in lettura svelano una diretta partecipazione della donna alla elegante e salottiera vita mondana, ma anche una proiezione della stessa al di fuori delle mura domestiche e della sfera privata, attraverso la lettura. È in quest’ottica di perenne ricerca che trovano il loro significativo accostamento le raffinate e ineccepibili composizioni formali di Molteni, pittore tra i più ricercati e apprezzati dalla committenza di metà Ottocento, e le vivacità cromatiche del genio innovativo di Federico Faruffini, nonché i contorni netti e le linee nitide di Charles-François Guérin e le pennellate evanescenti fatte di circonvoluzioni e moti convettivi di gusto scapigliato di Alciati. Si tratta di un percorso creativo che, passando attraverso l’esperienza impressionista della visione della realtà e della influenza delle sensazioni esterne sul nostro apparato percettivo, ripropone con vigore l’ipotesi di un impressionismo italiano dotato di una propria autonomia fisionomica, pur nelle sue molteplici influenze regionali. Nel contempo, oltrepassa tale esperienza, registrandone e documentandone anche la fase post, fino a giungere a quella che fu l’alternativa divisionista e poi simbolista di Plinio Nomellini e Giorgio Kienerk. Enrico Guglielmo Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Caserta e Benevento La mostra “La donna, il paesaggio e l’impressione. Dipinti dei Musei Civici di Pavia tra Ottocento e Novecento” allestita alla Reggia, si inquadra in un progetto ampio e complesso per la valorizzazione del territorio di Caserta e la sua Provincia. Questo Ente, infatti, è impegnato fortemente in un percorso lavorativo di sviluppo di una “filiera turistica” che sceglie come punto di forza la ricchezza di inestimabile valore del patrimonio storico-artistico integrato nel territorio: la bellezza del paesaggio e della natura, di cui tale territorio si pregia, e dei prodotti enogastronomici doc. La Reggia, ancora una volta, è protagonista di questo percorso, ospitando un evento-mostra che ci permette il confronto con una realtà diversa, come quella dei Musei Civici di Pavia, unici prestatori della collezione pittorica, in un’operazione di scambio culturale – altro obbiettivo strategico di sviluppo della valorizzazione – che prevede integrazioni, collegamenti, sinergie con istituzioni appartenenti a realtà culturali anche europee. Ringrazio dunque vivamente il Comune di Pavia e i Musei del Castello Visconteo, in particolare le cocuratrici del progetto, Susanna Zatti, direttrice dei Musei Civici di Pavia, e l’onorevole Giovanna Petrenga, già direttrice della Reggia di Caserta. Ringrazio inoltre sentitamente la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Caserta e Benevento e Villaggio Globale International che hanno permesso la realizzazione della mostra. Voglio, in ultimo ricordare, e ne sono particolarmente orgoglioso, che, in occasione della visita al percorso espositivo delle opere più alte dell’Ottocento italiano, si può visitare la bellissima e nota mostra permanente “Terrae Motus” del grande Lucio Amelio. Enzo Iodice Amministratore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta Pavia città d’arte e di cultura, Pavia città internazionale dei Saperi presenta al pubblico, nello scenario prestigioso della Reggia di Caserta, una parte importante della propria collezione museale. Circa ottanta opere provenienti dalle sezioni della Quadreria dell’Ottocento, Collezione Morone e anche dai depositi dei Musei del Castello Visconteo, tutte collocabili cronologicamente nell’arco di un secolo, dagli inizi dell’Ottocento al primo quarto del Novecento, vengono esposte sino a primavera nelle sale dello splendido palazzo vanvitelliano per portare al Sud la testimonianza della cultura artistica nata e cresciuta in una città della pianura padana, che fu sede di un’importante Accademia d’arte, che ospitò pittori di fama e che diede i natali a collezionisti e mecenati illuminati e dotati di grande senso civico. Con questo prestito temporaneo l’Amministrazione Comunale di Pavia ha voluto valorizzare il proprio patrimonio, farlo conoscere a un pubblico lontano, condividere con tanti il godimento estetico di veri capolavori, comunicare le ragioni storiche di civiltà diverse. Da questa bella iniziativa di collaborazione altre, ci auguriamo, potranno nascere per la promozione della cultura, delle tradizioni, delle attività sociali e commerciali dei nostri reciproci territori, perché solo mettendoci in rete e confrontandoci, ciascuno di noi potrà migliorare e convivere armoniosamente. Con la speranza, dunque, che i ritratti, i paesaggi e le impressioni provenienti dalle terre lombarde sappiano affascinare ed emozionare il pubblico della Reggia di Caserta, ringraziamo i nostri ospiti e gli organizzatori e auguriamo il miglior successo all’esposizione. Piera Capitelli Sindaco del Comune di Pavia Silvana Borutti Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Pavia COMUNICATO STAMPA L’esperienza artistica italiana della Seconda metà dell’Ottocento è stata oggetto in questi anni di una doverosa rilettura critica che ha portato a recuperarne il significato, facendo emergere situazioni e personalità di grande fascino pur nella specificità delle diverse scuole regionali. La mostra ospitata negli scenografici ambienti del Palazzo Reale di Caserta, dal 20 dicembre 2008 al 29 marzo 2009, s’inserisce in questo contesto, contribuendo a svelare la dimensione pienamente “europea” della nostra produzione artistica: una ricca rassegna degli sviluppi della cultura figurativa italiana tra il XIX e il XX secolo - più di ottanta opere - che diviene ancor più interessante ricordando l’importante produzione ottocentesca maturata all’ombra del Vesuvio e l’originale esperienza della cosiddetta Scuola di Posillipo, con cui idealmente si “impone” un confronto. La mostra, curata da Susanna Zatti e Giovanna Petrenga con il coordinamento di Ferdinando Creta e promossa dalla Regione Campania, Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali - con la partecipazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Caserta e Benevento, Provincia di Caserta ed Ente Provinciale del Turismo di Caserta, Comuni di Caserta e di Pavia, Confindustria e Camera di Commercio di Caserta - proponendo alcuni tra i più significativi dipinti delle collezioni dei Musei Civici di Pavia, consente dunque da un lato di tracciare un percorso della pittura lombarda del tempo - e nello specifico di una scuola dalla forte identità come quella pavese – dall’altro, grazie agli indiscussi capolavori e alla variegata composizione della collezione Morone, ripercorre il clima culturale e la cifra poetica sviluppatasi in Italia in quegli anni, rivelandone l’assoluta qualità e seguendo il trapasso dal paesaggio all’impressione. I dipinti conservati presso i Musei Civici di Pavia costituiscono un repertorio ampio ed originale dell’arte ottocentesca e di quel percorso alternativo al classicismo e al romanticismo storico e romanzesco che la scuola pavese propose e sviluppò nel variegato panorama italiano pre e post unitario. L’orientamento alternativo si andò enucleando intorno all’Accademia attiva a Pavia dal 1842, a seguito del legato testamentario di Defendente Sacchi, noto poligrafo e conoscitore d’arte, che con la sua donazione diede il primo impulso a quella che fu una feconda fucina di talenti: dai fratelli Trécourt a Federico Faruffini, da Pasquale Massacra a Tranquillo Cremona, fino a Giorgio Kienerk, ultimo direttore della Civica Scuola di Pittura di Pavia dal 1905 al 1934. Accanto ai pregevoli prodotti della scuola artistica locale, si affiancano le raffinate scelte collezionistiche dei coniugi Morone - confluite nel 2001, grazie a una esemplare donazione, nelle raccolte civiche del Castello Visconteo di Pavia – che consentono una puntuale documentazione della pittura italiana tra Otto e Novecento prediligendo soprattutto i pittori legati alla scuola francese: da Boldini a De Nittis, a Zandomeneghi. Temi conduttori scelti per la mostra casertana sono il paesaggio e la donna: due soggetti in grado di offrire, come pochi altri, chiavi di lettura e lenti d’ingrandimento attraverso cui indagare le tante novità di quella stagione artistica. Sul finire dell’Ottocento il paesaggio si trasforma in “teatro di emozioni” e dall’osservazione en plain air – che scalzerà la tradizionale trascrizione mimetica della realtà per cogliere la fuggente impressione di una visione, attenta alle mutevoli suggestioni della luce e del colore – si giunge alla forza evocativa della pittura simbolista, in cui realtà ed immaginazione concorrono all’espressività pittorica dei sentimenti. Dai paesaggi cittadini di Angelo Inganni e Francesco Trécourt la mostra dunque ci conduce alle prime prove d’impronta macchiaiola di Vincenzo Cabianca, alla sperimentazioni divisioniste di Vittore Grubicy de Dragon, alla pittura - attenta ai passaggi cromatici e alla resa dell’atmosfera - di Serafino Macchiati, il terzo “italiano di Parigi” accanto a De Nittis e Zandomeneghi, fino ai paesaggi di montagna innevati di Oreste Albertini. Nello stesso lasso di tempo il diversificato repertorio del ritratto femminile ratificherà, nella innovativa trattazione del soggetto, una rivoluzione del tessuto sociale in cui la borghesia e l’ideologia progressista giocano un ruolo dominante. La signora con binocolo di De Nittis e le numerose donne in lettura (nelle opere di Luigi Trécourt o di Leonardo Bazzaro o nel Ritratto di Carla Morone in lettura di Mario Acerbi) mostrano la partecipazione della donna alla vita salottiera e mondana ma anche la sua emancipazione culturale. In mostra, i volti, i sentimenti, i gesti delle donne si succedono, proponendo un catalogo di figure femminili di grande fascino secondo un percorso creativo che, passando attraverso l’iconografia intimista di Federico Zandomeneghi - capace pur nel contesto della rivoluzione impressionista di mantenere una forte individualità che ripropone con vigore l’ipotesi di un impressionismo italiano dotato di una propria fisionomia - giunge all’alternativa divisionista e poi simbolista di Plinio Nomellini e Giorgio Kienerk. Ecco allora esposte a Caserta le donne còlte nelle fatiche quotidiane di Angiolo Tommasi e di Dall’Oca Bianca, che in Donna che che cuce mostra ormai matura una nuova esperienza pittorica attraverso la pratica della fotografia; e ancora gli olii e i pastelli - come Donna nuda coricata, La toilette, il Busto di ragazza nuda o la singolare e affascinante Roussotte - in cui Zandomeneghi si sofferma sulla figura femminile con un’intonazione carezzevole ed affettuosa, senza nulla concedere al voyerismo. Ecco l’impressione temporanea, pallida e tremolante delle pitture scapigliate di Daniele Ranzoni - che traccia volti di giovani donne minute dagli atteggiamenti naturali e colloquiali - affiancate alla bellissima Lucilla di Nomellini, dallo sguardo intenso e fuggente (opera che venne esposta nella sala personale dedicata al pittore nella Biennale di Venezia del 1920) in cui l’artista livornese, avviluppando il corpo e il volto della donna in una vegetazione rigogliosa, sembra volerla cogliere in un momento di metamorfosi con l’elemento naturale, sorta di trasfigurazione dal sapore simbolista; mentre, infine, saranno sempre tre figure femminili enigmatiche quanto affascinanti, nel trittico dedicato all’Enigma umano, a rappresentare nell’opera di Kienerk il Dolore, il Silenzio e il Piacere. L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Skira con contributi di Ferdinando Creta, Giovanna Petrenga e Susanna Zatti. COLOPHON Mostra promossa da Regione Campania Assessorato regionale al Turismo e ai Beni Culturali Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Caserta e Benevento Provincia di Caserta ed Ente Provinciale del Turismo di Caserta Comune di Caserta Comune di Pavia Confindustria di Caserta Camera di Commercio di Caserta Mostra e catalogo a cura di Giovanna Petrenga e Susanna Zatti Coordinamento generale Ferdinando Creta Comitato scientifico Lucia Bellofatto Ferdinando Creta Enrico Guglielmo Giovanna Petrenga Susanna Zatti Catalogo Skira Schede in catalogo Francesca Porreca Susanna Zatti Direzione scientifica Lucia Bellofatto Collaborazione Giuseppe Graziano Vincenzo Mazzarella Pasquale Savino Ufficio mostra Maria Candalino Paola Cantiello Anna Di Marzo Adelaide Marrone Maria Carmela Masi Marianna Meroll Organizzazione generale Ente Provinciale per il Turismo di Caserta Musei Civici di Pavia con la collaborazione di Villaggio Globale International Progetto allestimento Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Caserta e Benevento Coordinamento tecnico Giuseppe Graziano con la collaborazione di Mario Andolfi Didattica mostra Maria Rosaria Iacono Segreteria Soprintendenza Vincenzo Zuccaro Agostino Renzi Vito Zamprotta Francesco Vergara Fotografie Fototeca dei Musei Civici di Pavia Fotografo Fiorenzo Cantalupi, Pavia Coordinamento amministrativo e contabile Marco Mazzarella Maria Scagliarini Ufficio Stampa e promozione Villaggio Globale International e con la collaborazione di Susanna Savastano Comunicazione / Progetto grafico Globo Communication srl Art director Domenico Catapano Mostra / Archigrafia e catalogo Alberto Grant Realizzazione allestimento TAGI 2000 srl Coordinamento illuminotecnica Mario Tartaglione Illuminotecnica allestimento I Guzzini – G&G impianti di Garzia Giuseppe Trasporti CIENNE Transport srl La mostra è stata realizzata con finanziamento della Regione Campania – Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali – Eventi in Campania – D.G.R. n. 902 del 15/06/2007 – Decreto dirigenziale n. 362 del 15/06/2007 – Decreto dirigenziale n. 629 del 28/11/2008. Soggetto attuatore Ente Provinciale per il Turismo di Caserta ELENCO OPERE 1. Francesco Fidanza (Città di Castello, Perugia, 1749 – Milano, 1819) Al tramonto del sole olio su tela, 47,5 x 66,7 cm 2. Pietro Ronzoni (Sedrina, Bergamo, 1781 – Bergamo, 1862) Paesaggio, 1844 olio su tela, 27,5 x 38,5 cm 3. Angelo Inganni (Brescia, 1807 – Gussago, Brescia, 1880) Piazza della Vittoria a Pavia olio su tela, 23,5 x 30,5 cm 4. Natale Schiavoni (Chioggia, Venezia, 1777 – 1858) Contemplazione olio su tela, 49 x 39,3 cm 5. Giuseppe Molteni (Affori, Milano, 1800 – Milano, 1867) La signora di Monza, 1847 olio su tela, 149 x 117 cm 6. Francesco Trécourt Veduta di Pavia dal Rotto del Gravellone olio su tela 52 x 76 cm 7. Luigi Trécourt (Bergamo, 1808 – Costa di Mezzate, Bergamo, 1890) La lettera (La sorpresa) olio su tela, 97 x 75 cm 8. Felice De Maurizio (Milano, 1810 – 1890) Adelaide di Borgogna liberata dal carcere del castello di Garda dal diacono Martino olio su tela, 77 x 66 cm 9. Pasquale Massacra (Pavia, 1819 – 1849) Ritratto della sorella Ernesta olio su tela, 52,5 x 40,5 cm 10. Giacomo Trécourt (Bergamo, 1812 – Pavia, 1882) Le due orfanelle olio su tela, 57 x 45 cm 11. Giacomo Trécourt (Bergamo, 1812 – Pavia, 1882) La preghiera, 1867 olio su tela, 63 x 48,5 cm 12. Giovanni Altieri (Pavia, 1834 – 1900) La mascherina olio su tela, 56,5 x 44 cm 13. Jean Raymond Hippolite Lazerges (Narbonne, 1817 – Mustapera, 1887/89?) Giovinetta che va alla fontana, 1881 olio su tela, 220 x 128 cm 14. Gaetano Fasanotti (Milano, 1831 – 1882) Paesaggio alpino olio su tela, 40 x 31,4 cm 15. Charles-François Daubigny (Parigi, 1817 – 1878) Gioco di nubi, 1870 olio su tela, 57 x 73,5 cm 16. Federico Faruffini (Sesto San Giovanni, Milano, 1833 – Perugia, 1869) Vendetta in un harem (La greca), 1854 olio su tela, 92,5 x 78,5 cm 17. Federico Faruffini (Sesto San Giovanni, Milano, 1833 – Perugia, 1869) Modella in costume olio su tela, 40 x 30 cm 18. Pietro Michis (Milano, 1834 – 1903) Venezia olio su cartone, 41 x 12,5 cm 19. Pietro Michis (Milano, 1834 – 1903) Paesaggio di montagna olio su cartone, 37,5 x 17 cm 20. Vincenzo Cabianca (Verona, 1827 – Roma, 1902) Maremma, 1857 olio su tavola, 14,4 x 30,5 cm 21. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Paesaggio olio su tela, 38 x 46 cm 22. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) La toilette (Dopo il bagno) pastello su carta, 73 x 40 cm 23. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Donna nuda coricata pastello e carboncino su carta, 33 x 37 cm 24. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Dopo il bagno (Ventaglio) pastello su tela su cartone, 29,5 x 58 cm 25. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Ballerine pastello e carboncino su carta azzurra, 52,5 °— 67 cm 26. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Busto di ragazza nuda pastello su carta, 60 x 49 cm 27. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi,1917) Roussotte pastello su carta, 45 °— 38 cm 28. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Due figure femminili matita su carta, 38,5 x 46 cm 29. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Matilde pastello su carta, 41 x 32 cm 30. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841- Parigi, 1917) Ritratto di donna carboncino e pastello su carta, 46 x 38 cm 31. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841- Parigi, 1917) Riflessione olio su tela, 53 x 64 cm 32. Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) Busto di donna in camicia olio su tela, 42 x 33,5 cm 33. Daniele Ranzoni (Intra, Novara, 1843 – 1889) Giovinetta acquerello su carta, 37 °— 27,5 cm 34. Giuseppe De Nittis (Barletta, Bari, 1846 – Saint Germain-en- Laye, Parigi, 1884) Harem olio su tela, 33,5 x 25 cm 35. Giuseppe De Nittis (Barletta, Bari, 1846 – Saint Germain-en- Laye, Parigi, 1884) Signora col binocolo acquerello su carta, 28 x 22 cm 36. Giuseppe De Nittis (?) (Barletta, Bari, 1846 – Saint Germain-en- Laye, Parigi, 1884) Trafalgar Square carboncino su carta, 22 x 28 cm 37. Luigi Nono (Fusina, Venezia, 1850 – Venezia, 1918) Figura femminile olio su tavola, 33 x 23,5 cm 38. Ezechiele Acerbi (Pavia, 1850 – 1920) La moglie del pittore in lettura olio su tela, 24 x 33 cm 39. Ezechiele Acerbi (Pavia, 1850 – 1920) Il Ponte Coperto sul Ticino olio su tela, 19,5 x 33 cm 40. Ezechiele Acerbi (Pavia, 1850 – 1920) Paesaggio con cascinale olio su tela su cartone, 34,8 x 25,7 cm 41. Francesco Paolo Michetti (Tocco di Casauria, Pesaro, 1851 – Francavilla al Mare, Chieti, 1929) La pastorella, 1879 olio su tavola, 24 x 15 cm 42. Vittore Grubicy de Dragon (Milano, 1851 – 1920) In barca a Venezia, 1897 olio su tela , 23 x 31 cm 43. Luigi Conconi (Milano, 1852 – 1917) Il saluto olio su tela, 150 x 94 cm 44. Paolo Fagnani (?) Donna seduta su uno scoglio olio su tela, 96,5 x 74,5 cm 45. Leonardo Bazzaro (Milano, 1853 – Miazzina, Verbania, 1937) In lettura acquerello su carta, 30,5 x 21 cm 46. Leonardo Bazzaro (Milano, 1853 – Miazzina, Verbania, 1937) Chiostro in montagna (All’Alpino) olio su tavola, 39 x 59 cm 47. Leonardo Bazzaro (Milano, 1853 – Miazzina, Verbania, 1937) Veduta di Chioggia o Canale a Chioggia olio su tavola, 64,5 x 50 cm 48. Alessandro Milesi (Venezia, 1856 – 1945) Nella stalla olio su tavola, 33,5 x 37,5 cm 49. Alessandro Milesi (Venezia, 1856 –1945) Scialletto rosso olio su tela, 61,5 x 44 cm 50. Cesare Tallone (Savona, 1853 – Milano, 1919) Figura di ragazza olio su tela, 79,5 x 57,5 cm 51. Pompeo Mariani (Monza, Milano, 1857 – Bordighera, Imperia, 1927) Figura in giardino, 1900 olio su tavola, 22 x 32,5 cm 52. Pompeo Mariani (Monza, 1857 – Bordighera, Imperia, 1927) Pesca alla Zelata olio su tavola, 28,5 x 18 cm 53. Pompeo Mariani (Monza, 1857 – Bordighera, Imperia, 1927) Lanca alla Zelata olio su tavola, 28,5 x 18 cm 54. Angelo Dall’Oca Bianca (Verona, 1858 – 1942) Donna che cuce olio su tavola, 16 x 28,5 cm 55. Angiolo Tommasi (Livorno, 1858 – Torre del Lago, Lucca, 1923) Lavandaia al lago di Massaciuccoli olio su tavola, 45 x 25,5 cm 56. Serafino Macchiati (Camerino, Macerata, 1861 – Parigi, 1916) Lillà, 1901 olio su tela, 55,5 x 46 cm 57. Serafino Macchiati (Camerino, Macerata, 1861 – Parigi, 1916) Prato verde olio su tavola, 30 x 24 cm 58. Pietro Fragiacomo (Trieste, 1856 – Venezia, 1922) Marina olio su legno, 16,5 x 26 cm 59. Lorenzo Gignous (Modena 1862 – Porto Ceresio, Varese, 1958) Paesaggio olio su tela, 30 x 50 cm 60. Giuseppe Pellizza da Volpedo (?) Veduta di Volpedo olio su tavola, 12,8 x 12,3 cm 61. Plinio Nomellini (Livorno, 1866 – Firenze, 1943) Lucilla (La Ninina) olio su tela, 100 x 100 cm 62-64. Giorgio Kienerk (Firenze, 1869 – Fauglia, Pisa, 1948) L’Enigma umano (trittico), 1900 62. Il Dolore olio su tela, 188,5 x 62,3 cm firmato e datato in 63. Il Silenzio olio su tela, 170,5 x 94 cm 64. Il Piacere olio su tela, 188 x 63,8 cm 65. Giorgio Kienerk (Firenze, 1869 – Fauglia, Pisa, 1948) Verso l’ovile, 1904 olio su cartone telato, 49 x 73 cm 66. Giorgio Kienerk (Firenze, 1869 – Fauglia, Pisa, 1948) Granoturco, 1924 olio su legno, 26 x 50 cm 67. Giorgio Kienerk (Firenze, 1869 – Fauglia, Pisa, 1948) Covoni, 1931 olio su tela, 24,5 x 49 cm 68. Carlo Fornara (Prestinone di Val di Vigezzo, Novara, 1871 – 1928) Paesaggio. Mattino d’autunno a Vocogno olio su tavola, 30 x 40 cm 69. Erminio Rossi (Sannazzaro de Burgundi, Pavia, 1871 – Pavia, 1942) Barconi in un canale olio su legno, 51 x 64 cm 70. Erminio Rossi (Sannazzaro de Burgundi, Pavia, 1871 – Pavia, 1942) Sottobosco in autunno (Pioppi) olio su tela, 115 x 89 cm 71. Antonio Rizzi (Cremona, 1869 – Milano, 1940) Sotto l’ombrellino olio su tela, 100 x 59,5 cm 72. Riccardo Pellegrini (Milano, 1863 – Crescenzago, Milano, 1934) Domenica all’aperto olio su tela, 44 x 52 cm 73. Charles-François Guérin (Sens, 1875 – Parigi, 1939) Nudo di spalle olio su tela, 55 x 56 cm 74. Ambrogio Alciati (Vercelli, 1878 – Milano, 1929) La preghiera olio su tela, 81 x 85,5 cm 75. Armando Spadini (Poggio a Caiano, Firenze, 1883 – Roma, 1925) Testa di bimbo (Lillo) carboncino, 14 x 15,5 cm 76. Armando Spadini (Poggio a Caiano, Firenze, 1883 – Roma, 1925) Lillo che dorme olio su tela, 22 x 28 cm 77. Oreste Albertini (Torre del Mangano, Pavia, 1887 – Besano, Varese, 1953) Paesaggio invernale, 1931 olio su tavola, 40 x 49,5 cm 78. Oreste Albertini (Torre del Mangano, Pavia, 1887 – Besano, Varese, 1953) Tramonto sul Generoso olio su compensato, 79 x 60 cm 79. Primo Carena (Fossarmato, Pavia, 1910 – Pavia, 1989) Lanca, 1936 olio su legno, 32 x 41 cm 80. Giuseppe Amisani (Mede Lomellina, Pavia, 1881 – Portofino, Genova, 1941) La modella olio su tavola, 52,5 x 36 cm 81. Mario Acerbi (Milano, 1887 – Pavia, 1982) Ritratto di Carla Morone in lettura, 1961 olio su tela, 117 x 110 cm SCHEDA CATALOGO Editore Skira Formato cm 24 x 28 Pagine 144 delle quali 96 a colori e 48 in bianco e nero Testi 50 cartelle dattiloscritte complessive Illustrazioni 85 a colori e 10 in bianco e nero A cura di Giovanna Petrenga Susanna Zatti Saggi Artisti, committenti e collezionisti a Pavia nell’Ottocento e nel Novecento. Le raccolte di pittura moderna dei Musei Civici Pavesi, Susanna Zatti Persistenze e novità iconografiche nella pittura italiana di fin de siècle, Giovanna Petrenga Sullo sfondo di “paesaggi” e di “figura” l’identità di una comunità, Ferdinando Creta Schede e apparati a cura di Susanna Zatti Francesca Porreca
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram