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arte contemporanea, collettiva TORRE PRENDIPARTE ​ Via Sant'alò 7 Bologna 40126

Bologna - dal 22 gennaio al 22 febbraio 2009

Il Filo d’Arianna

Il Filo d’Arianna
Virginia Ryan, Sentiero1, 2008, 50x750cm
 [Vedi la foto originale]
TORRE PRENDIPARTE
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Via Sant'Alò 7 (40126)
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Una rilettura del mito di Teseo e Arianna ha indotto, dunque, a interpretarlo non come mito di abbandono, bensì di liberazione e crescita, perché Arianna stessa riesce a liberarsi dalle proprie costrizioni familiari grazie all’amore per Teseo, aiutando l’uomo a liberarsi da una condizione di prigionia e servitù.
Le artiste saranno presenti in mostra ognuna con il proprio linguaggio, ognuna con le proprie emozioni, che siano esse d’ansia o d’amore, paura o gioia.
orario: ore 17,00 – 23,00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 22 gennaio 2009. ore 18.00
curatori: Marco Testa
autori: Françoise Carruzzo, Caterina Ciuffetelli, Tamara Inzaina, Julius Kaiser & Kyrahm, Elisabetta Pizzichetti, Ivana Puljic, Virginia Ryan, Mariarosaria Stigliano, Roberta Ubaldi
telefono evento: +39 3388451171
genere: arte contemporanea, collettiva
email: ristorartelibero@libero.it
web: www.artesangemini.it

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comunicato stampa
Quella offerta è una mostra tutta al femminile, dove il filo – che si snoda e lega le singole Arianne – è l’Arte: fil rouge che guida dentro il labirinto delle emozioni e ne fa uscire più complessi, più articolati, più ricchi emotivamente. Come Teseo, grazie a un atto d’amore (il filo d’Arianna), si è liberato dalla propria bestialità terrena (il Minotauro) e dalla prigione (il Labirinto), così grazie all’Arte i visitatori affronteranno, vivendole, le proprie emozioni, districandosi in quel groviglio di sentimenti che la società contemporanea tende ad imprigionare e omologare. Una rilettura del mito di Teseo e Arianna ha indotto, dunque, a interpretarlo non come mito di abbandono, bensì di liberazione e crescita, perché Arianna stessa riesce a liberarsi dalle proprie costrizioni familiari grazie all’amore per Teseo, aiutando l’uomo a liberarsi da una condizione di prigionia e servitù.
Le artiste saranno presenti in mostra ognuna con il proprio linguaggio, ognuna con le proprie emozioni, che siano esse d’ansia o d’amore, paura o gioia. Tutte, comunque, permetteranno con il loro “filo” l’opportunità di un riscatto emotivo, perché L’Arte è atto di amore, di complicità; l’Arte è fertile, generatrice di creatività e, in quanto tale, in primo luogo Donna creatrice.
La scelta dello spazio espositivo non è casuale: la splendida Torre Prendiparte in Bologna, seconda per altezza dopo quella degli Asinelli, si presta ad essere non solo contenitore, ma protagonista della mostra. Il fascino di nove secoli dalla sua costruzione è ancora intatto. L’atmosfera della Torre diviene così componente fondamentale: l’aspro carattere di inespugnabile fortilizio medioevale la fa divenire componente centrale del mito, antico e nuovo Labirinto. Altrettanto lo sarà la Torre della Rocca degli Albornoz di Narni, dove la mostra proseguirà il suo viaggio dal 7 ebbraio al 1 marzo 2009.
 
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