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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE DEI MONTI UNITI DI FOGGIA ​ Via Arpi 152 Foggia 71100

Foggia - dal 17 gennaio al 17 febbraio 2009

Gerardo Gerardi - 1959-2009

Gerardo Gerardi - 1959-2009

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FONDAZIONE DEI MONTI UNITI DI FOGGIA
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Una mostra antologica organizzata per i cinquant’anni di attività artistica del Maestro foggiano, docente di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
vernissage: 17 gennaio 2009. ore 18
catalogo: con prefazione di Gillo Dorfles
editore: MAZZOTTA
autori: Gerardo Gerardi
genere: arte contemporanea, personale
email: Info@gerardogerardi.it
web: www.gerardogerardi.it

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comunicato stampa
COMUNICATO STAMPA


Sarà inaugurata sabato 17 gennaio alle ore 18,00 presso la Galleria della Fondazione Banca del Monte di Foggia, in via Arpi, 152, la mostra antologica Gerardo Gerardi 1959-2009 organizzata per i cinquant’anni di attività artistica del Maestro foggiano, docente di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
La mostra costituisce un’anteprima-omaggio che Gerardi ha voluto riservare alla sua città d’adozione (l’artista è nativo di Rocchetta S.Antonio) prima di partire per Bruxelles, dove è stato chiamato ad allestire, per il prossimo mese di febbraio, una sua personale nella sede del Parlamento Europeo.
Per tale importante appuntamento è stata pubblicata dall’Editore Mazzotta di Milano una monografia in tre lingue, Geografia dell’anima, con prefazione di Gillo Dorfles e saggio critico biografico di Gaetano Cristino. Il volume, che ripercorre e documenta in 400 pagine l’itinerario artistico di Gerardi fin dagli esordi, sarà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra foggiana da Guido Pensato, che con il fratello Rino è stato tra i suoi primi estimatori.
Il profondo legame di Gerardi con la sua terra, di cui questa mostra è espressione, è stato sottolineato anche da Dorfles, che ha marcato proprio questo aspetto della sua arte: “In definitiva ritengo che il fatto di sapere attingere alla propria matrice natale, alle usanze, ai materiali etnici, sacri, mitici quale spunto per il proprio lavoro possa ancora riuscire fecondo; anche perché rivela la presenza di una “chiave immaginativa” che appartiene soltanto a chi la possiede sin dalla nascita (anzi prima ancora della nascita “terrena”) e che è la sola a conferire a un’opera – a cavallo tra astrazione e narrazione – il sicuro suggello della sua autenticità non solo estetica ma etica”.


Note biografiche

Gerardo Gerardi è fra i più validi interpreti della comunicazione estetica contemporanea. La sua particolare cifra stilistica è quella di un informale di materia molto ricercato, coniugato con impronte e segni che costituiscono caratteri “contestualizzati”, riferibili, cioè, al retroterra culturale dell’artista.

Gerardi si è diplomato al 1° Liceo Artistico di Milano, completando gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Raffaele De Grada, Domenico Cantatore e Luigi Veronesi ed ha frequentato un corso di perfezionamento alla Technical School of Art di Torquay in Inghilterra.

Dopo aver insegnato nelle Accademie di Frosinone, Reggio Calabria, Bari, Foggia, Bologna, è attualmente docente ordinario della cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano ed è Commissario Governativo per le Accademie italiane legalmente riconosciute.

La sua attività pubblica inizia nel 1961. Soggiorna per due anni in Inghilterra e Svezia ove allestisce tre personali di successo. Dal 1970 si stabilisce a Milano, stringe amicizia con Fiume, Morlotti, Castellani, Tadini e Dova. Nel 1975 partecipa a Roma alla X Quadriennale Nazionale d’Arte “La Nuova Generazione”. Nel 1977 riceve il 1° Premio in omaggio al Maestro “Mario Sironi” e nel 1979 il primo Premio Nazionale Città di Imperia-De Amicis” dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Nello stesso anno la città di Ferrara presenta una vasta antologica al Palazzo dei Diamanti, riproposta nel 1980 a Milano al Museo di Palazzo Dugnani. Nel 1987 organizza il percorso artistico notturno “Peschici Città delle 16 porte” con un catalogo monografico Electa a firma di Enrico Crispolti e Massimo Bignardi. Nel 1999 è invitato alla 48.esima esposizione Internazionale “La Biennale di Venezia” nel padiglione del Giappone, “Sono Cachi Albero Parlante”, con due tecniche miste su carta.


Sostenuto dai critici Solmi, Acquaviva, Benincasa, Bossaglia, Restany, Caramel, Munari, De Grada, Trini, Crispolti, Dorfles e Cristino, realizza oltre cento personali e progetti, da Palermo a Milano, da Barcellona a Lugano, da Torquay a Stoccolma, da Caen a Tokio.

Una completa documentazione sulla sua attività è depositata presso l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee presso la Biennale di Venezia.
 
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